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ZenZero Magazine N.6

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N.6/2019Roberta AngeloniDEL RACCONTO BREVELA DIFFICILE ARTEPICCOLI CAPOLAVORIDI IMMAGINAZIONEL‘IRONIA DEIRACCONTI SGHIMBESCI+ 240 domandeRISPOSTE DIVERSE AMAGAZINEAUTRICE DEL MESEZenZeroZenZero

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35STILE E SCRITTURA11ALTER EGO1316Perché sbagliare libro non fa affatto ridereLa parola del giorno: SINTESI40 DOMANDE+2Larte del racconto breve- concentrato di emozioni -Intrusione nel mondo privato dell’AutriceINTERVISTAEDITORIALE14IL LUOGO DELLO SCRIVEREFRAMMENTI DI ROBERTACose sghimbesceIl futuro a tavola1920RICETTA D’AUTORE24CI PIACEPerché è un po’ sghimbescioDa un’arte all’altra4ROBERTA ANGELONIBellezza e raffinatezzaLe altre Roberta12PER NON SBAGLIARE LIBROSPIFFERING26RACCONTI DA BARMINICAPOLAVOROI SALAMI NEL GRANO1827EMPATIAAttenzione al mondoZENZERO MAGAZINESOMMARIO

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ALBERT CAMUS“In verità, è un paradosso tipico dello spirito umano cogliere gli elementi senza poterne abbracciare la sintesi.”Metafisica cristiana e neoplatonismoTogliamoci subito dalla mente l’idea che sintesi sia sinonimo di brevità.La sintesi è un’arte, e consiste nella creazione di spazi ridotti ma completi, tali da comprendere e rendere comprensibili i molti elementi. La sintesi origina la sensazione che si prova quando, dopo aver letto poche parole, abbiamo la certezza di aver compreso un ampio concetto; quando abbiamo accesso a una piccola parte ma ci sembra di possedere il tutto.L’abilità di sintesi nella scrittura corrisponde all’intuizione consapevole nella lettura e risiede più in ciò che lo scrittore omette che in ciò che racconta.La sintesi appartiene al racconto, e quando è esercitata con ranatezza lo rende un’arte. Al contrario, applicata al romanzo può avere eetti deleteri se si traduce in avarizia di parole: un peccato mortale per ogni romanziere. L’EDITOREsintesiUno stato d’animo.La soluzione in un libro, la conferma in una citazione.ZENZERO MAGAZINEPAGINA 3Editoriale

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ROBERTA ANGELONIFEELING IMMEDIATO R oberta l’ho conosciuta - guratevi se poteva essere diversamente - in occasione di un festival letterario, ed è stata simpatia a prima vista. Allora non sapevo che scrivesse, e soprattutto che fosse una maestra nell’arte del racconto breve. L cosa che mi ha colpito subito è stata la sua eleganza: intellettuale e sica. Ho apprezzato immediatamente la profondità dello sguardo e i gesti ranati - allora non sapevo che facesse teatro - l’ironia che appena traspariva dietro alla serietà e alla concretezza dei modi.Solo in seguito, insieme ai suoi racconti, ho scoperto le sue molte qualità: la sua intelligenza prontissima e la capacità di entrare in sintonia con le persone, l’empatia e la gentilezza, l’apertura verso l’esterno, il nuovo, la sperimentazione, l’entusiasmo. La capacità di comprendere e prendersi cura.C redo sia proprio quest’ultima caratteristica a renderla così abile nell’arte del racconto. Il fatto che riservi allo spazio esterno un’attenzione sempre costante, che sia capace di percepire e recepire segnali e sintomi, sono probabilmente le caratteristiche che la rendono unica nel sintetizzare esperienze e trame complesse in poche parole. Nelle poche che servono, né più né meno.Così siamo arrivate a questo libro, che raccoglie una prima serie di storie brevi, ognuna diversa dall’altra; a volte di una sola pagina che racchiude interi mondi tutti da esplorare: il dono della sintesi.Bellezza e ranatezzaZENZERO MAGAZINEPAGINA 4

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Quello dell’innalzamento del grado di coscienza sociale, ma questa è una risposta seria.Se ti trovassi di fronte ad un alieno, qual è la prima cosa che faresti o diresti?”Portami via”, ma forse l’aveva già detto Eugenio Finardi.Che sensazione provi se pensi alle persone che leggono i tuoi libri?Vorrei sapere più di ogni altra cosa se riescono a leggere oltre quell’ironia con la quale infarcisco drammi universali.Sai cucinare?Senza nessuna fantasia.Il piatto che cucineresti se dovessi organizzare una cena per il tuo editoreFettuccine fatte in casa condite con speck e pomodorini.Che cosa non esiste, ma dovrebbe essere assolutamente inventato?Un “attentore”, ovvero un aggeggio inserito nella testa che si attivi nei momenti cruciali, quando la disattenzione sta per prendere il sopravvento e può arrivare a combinare danni molto seri. Anche in amore.Scrittori si nasce o si diventa?Secondo la mia osservazione, scrittori si nasce. Dipende dalle misteriose combinazioni delle basi del DNA, che ci portiamo fin dalla nascita - ma non è una tesi scientifica, è un’intuizione sghimbescia.Credi nei mondi paralleli?Certo. Vado e vengo giornalmente, anche con i mezzi pubblici, ma non tutti conoscono il numero esatto del bus.Se avessi il potere di risolvere un problema dell’intera umanità, quale risolveresti?INTERVISTA A ROBERTA ANGELONI40 DOMANDE +2ZENZERO MAGAZINEPAGINA 5

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Cosa pensi della politica?E’ l’oppio numero due.Ruberesti la gioconda?Volentieri e subito. Sono una fan sfegatata di Ivan Graziani. L’ultima volta che hai riso tanto da sentirti male, o pianto a dirottoQuando ho visto uno spettacolo di Proietti al Teatro Brancaccio di Roma, molti anni fa.Una definizione letteraria di “sesso”L’arte di non guardare negli occhi la donna amata, mentre lei li guarda, eccome.La cosa più importanteVivere guardandosi attorno.La morte: cosa c’è prima?Risponderei la vita, ma non ne sono sicura.L’ovvioFa a cazzotti con la mentalità corrente.La musica che diffonderesti in ogni strada con gli altoparlantiTutta la musica dei Beatles, senza trascurare i Led Zeppelin, ogni tanto, qua e là. Ma in verità è quella che preferisco io, per una diffusione di massa opterei per gli intramontabili della musica classica.Tre parole sul tuo editoreHo sempre amato il sottosuolo, e il mio editore è un abitante che ho incontrato quando sono caduta in un tombino, molti ZENZERO MAGAZINEPAGINA 6

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anni fa. Ho scoperto che è tra coloro che, nonostante il buio, accende continuamente nuove luci per non far sentire l’assenza di sorgenti luminose. E quaggiù, vi assicuro, si vive benissimo. Provare per credere. Cosa si vede in uno specchio che riflette un buco nella parete?Non indagherei, non sono molto attratta dai buchi riflessi negli specchi, meglio quelli non riflessi.Qual è la prima cosa che fai al mattino?Prendo lentamente forma.Mentiva o non mentiva? This is the question...Che tatuaggio sceglieresti per il tuo peggior nemico?La faccia di Mick Jagger.7 anni in Tibet: cosa porteresti indietro?Un monaco tibetano.Scriveresti un libro su ordinazione?Mai. Non credo di esserne in grado.Un nuovo gusto di gelato?Gelato alla lasagna coi funghi.ZENZERO MAGAZINEPAGINA 7

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Meglio la gallina oggi o l’uovo domani?Mmmm… sai che non lo so?Quante paia di scarpe possiedi?Tra estive e invernali, credo sei.La stanza più bella della casa La cucina.Cosa appenderesti al chiodo?I contatti troppo umani. Siamo reali, o espressioni materiche di un pensiero?E’ un dubbio che mi attraversa da sempre, e non ho al momento una risposta, ma vivere nel dubbio è eccitante.La guerra è maschile o femminile?Maschile senza indugio. Però se pensiamo che all’origine del maschio c’è sempre una mamma…L’uomo è il miglior amico del cane?Volendo, sì.ZENZERO MAGAZINEPAGINA 8

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Sai rovesciare una frittata buttandola per aria?Sì, ma il risultato non è sempre come dovrebbe essere.Si dice che tutto, prima o poi, finisca. Cosa vorresti che finisse ancor prima di iniziare?L’ansia.La prima cosa che ti viene in mente se dico “bio”Ultima trovata per truffare il consumatore, salvo rare eccezioni.A cosa serve, un libro?Alla fuga in tempo reale senza bisogno di fare le valige.Caffè, the o tisana?Tisana!Cos’è l’empatiaE’ uno stato di sofferenza costante che non ti dovrebbe riguardare, e invece, tuo malgrado, ti riguarda.ZENZERO MAGAZINEPAGINA 9

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Cos’è il teatro: una finzione o una necessità?Una necessità assoluta. Il teatro accorcia la distanza tra terra e cielo, e visto che ci diamo da fare in ogni modo per ascendere…Cosa pensi delle donne scienziato?Sono facilitate dall’intuito straordinario che appartiene al genere.Se fossi costretta a cambiare casa e a trasferirti in una grande città, quale sceglieresti?Una città con la musica dentro. Buenos Aires.Per cosa sarai ricordata? Oltre che per i tuoi racconti, ovviamente.Per essere multitasking, un eufemismo che definisce la mia schizofrenia.Quanto è importante l’ironia, nella vita?L’ironia è essenziale alla sopravvivenza e alla conservazione della specie.Se il mondo fosse senza musica, in assoluto silenzio, cambierebbe qualcosa?Penso proprio che il mondo non esisterebbe, senza musica.ZENZERO MAGAZINEPAGINA 10

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L‘ARTEDEL RACCONTO BREVE - Il succo della storia -Sghimbescio: Storto, obliquo, sghembo.Anche se l’Autrice li definisce in questo modo, questi racconti sono prima di tutto deliziosi momenti di raffinata scrittura, che scorre lineare e fluisce piacevolmente nella mente del lettore.Per apprezzarli, bisogna disporsi a scrutare le infinite sfumature della vita quotidiana, soffermandosi a riflettere su ciò che non sempre riusciamo a vedere.L’impressione è che l’Autrice si diverta ad ipotizzare, per ogni situazione “normale” che ci propone, un epilogo anomalo e ironico; che voglia condurci alla ricerca di una svolta, mostrandoci come qualsiasi banale oggetto sul quale posiamo lo sguardo possiede un prima e un dopo inconoscibili, se non per ipotesi.La sensazione è che l’Autrice ci stia suggerendo che anche noi potremmo dare un corso completamente differente ai singoli eventi della nostra vita, se solo ci decidessimo ad aguzzare occhi e orecchie e accogliessimo la folle idea di reagire agli stimoli esterni con un pizzico di follia o anche solo di originalità.Tutto ciò in poche righe, perché la sintesi, nel quotidiano, è tutto. Dopotutto, una giornata non dura che ventiquattr’ore.ZENZERO MAGAZINEPAGINA 11

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SpifferingSpifferingLungi da me l’idea di spierare trame parlando di racconti, ma... cosa ve ne pare di cerchi nel grano formati da succulente salsicce, di organi umani di tessuto sintetico conservati in formalina, di uomini appollaiati su tralicci e coccodrilli nella rete fognaria proprio sotto Piazza San Pietro?Ebbene, di certo situazioni improponibili - e perciò sicuramente molto sghimbesce, ma quando vedrete in che modo Roberta Angeloni ce li propone, come fossero fatti che possiamo apprezzare ogni mattina uscendo di casa, anche voi comincerete a guardarvi intorno.Se capiterete a San Pietro, scruterete con sospetto i tombini, e cercherete improbabili salsicce tra l’erba della scampagnata estiva.Perché ciò che rende i Racconti Sghimbesci così particolari è proprio la proposta del credibile, che è tale quando riusciamo a vederlo e non può mai esserlo prima.La questione è - appunto - vedere le cose, accorgersi che accadano.Forse non vedremo mai un coccodrillo spuntare da un tombino metropolitano, ma nella ricerca sicuramente riusciremo a cogliere aspetti di vita e avvenimenti che passerebbero invece inosservati.L’attenzione ai particolari e l’ironia che contraddistinguono tutti i racconti di Roberta rispecchiano esattamente il modo di essere dell’Autrice, per come appare agli altri. Sono racconti posati, tranquilli, di blanda quotidianità, eventi che si svolgono in piacevoli sfondi bucolici o urbani.Apparentemente nulla di più che vicende, certo un po’ fantasiose ma comunque accettabiili nella nzione di un libro.Eppure, dietro la concretezza del saper snocciolare storie incredibili come fossero tabelline aritmetiche c’è una mente che spazia nell’assurdo e lo rende possibile; che indaga negli anfratti della routine umana e ne trae reazioni impreviste. La regina del giallo Agatha Christie sosteneva, per bocca della sua investigatrice Miss Marple, che non vi sia nessuna dierenza tra un habitat complesso come una foresta e un minuscolo stagno, poiché la vita che vi pullula è sempre la stessa. Allo stesso modo, nel corso delle sue indagini alla ricerca di eerati assassini, aermava che i comportamenti delle persone nelle grandi città potessero interpretarsi tranquillamente osservando una piccola comunità (come St. Mary Mead), in quanto “la natura umana è sempre la stessa.”Ovviamente sono necessari spirito d’osservazione, capacità di deduzione ed estrema e costante attenzione all’altro da sé.Ma se ciò accade, è possibile poi che si scrivano delle storie, in ognuna delle quali si mettono un pezzetto della propria osservazione, un frammento di qualcosa di osservato e qualche deduzione che permetta di costruire una trama.Se poi si condisce tutto con abbondante e sottile ironia... ecco Roberta.Spiffering = la ranata arte di spoilerare, ma con un pizzico di italian style. ©RosAndSpiffering = la ranata arte di spoilerare, ma con un pizzico di italian style. ©RosAndZENZERO MAGAZINEPAGINA 12

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Tutta l’eleganza di una luce morbida, di una scrivania in legno, dei libri, dei piedi scalzi...il luogodeo scrivereZENZERO MAGAZINEPAGINA 13ANGELONI RESIDENCE, APRILIA - ROME

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Acciocché Mastro Bullo recasse un carico intero di salami senza la noia di far due viaggi, diede la committenza a un certo Ferminio, che possedeva un camioncino più grande del suo, con un cassone che poteva contenere almeno quattro ceste grandi ciascuna come una mezza botte di vino.«Ohé, Ferminio!» si raccomandò quel vecchio. «Sta’ attento alle curve, ne ho contate almeno centosettantadue, da qui in città, e son strette come le anse dei miei salami. Va’, adesso, che il viaggio l’è lungo».Ferminio salutò e fu lesto nel cacciare nella tasca il giusto compenso. Gli venne in mente che le curve non gli garbavano, e se ne avesse potuto evitare un po’, avrebbe di sicuro accorciato strada, e di assai. Sparito dallo sguardo di Mastro Bullo, una volta dietro la collina, si inoltrò nei campi della piana e riuscì a evitare la strada maestra per almeno una ventina di chilometri. Attraversò i campi di grano dorato, ormai giunto a lussureggianti altezze. Gli ammortizzatori del mezzo non avevano avuto revisione recente, e ogni metro percorso era un forte sobbalzo a ritmi regolari. Accadde che il carico di salami ne soffrì fortemente, al punto di saltare via, uno a uno dalle ceste. Ogni sobbalzo, era un salame curvo a inire nel grano. Per una fantasiosa coincidenza, i salami avevano disegnato un percorso come linea spezzata delimitata dai salami, a curve alterne, con una preci-sione matematica nelle proporzioni e nelle distanze. I contadini del luogo accorsero più tardi sul posto ed esterrefatti chiamarono i carabinieri.I SALAMI NEL GRANORACCONTO DI ROBERTA ANGELONIZENZERO MAGAZINEPAGINA 14

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Mastro Bullo accese la tv, come tutte le sere, per guardare il tg regionale.“Scienziati di tutto il mondo sono accorsi nelle piane di Arezzo per studiare un fenomeno ancora inspiegabile: una lunghissima linea di salami ha impresso nel grano un disegno perfetto che nessun essere umano, in poche ore, avrebbe potuto realizzare manualmente. Si pensa a un inter-vento alieno”.Mastro Bullo sobbalzò violaceo dalla sua poltrona, sua moglie lo soccorse, ma omai non c’era più nulla da fare.Estratto del libro “RACCONTI SGHIMBESCI”ZENZERO MAGAZINEPAGINA 15

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LA LOCANDINA DELL’INIZIATIVARACCONTIda BarPiù o meno nel 2015, Roberta Angeloni si è fatta promotrice di un ambizioso ma graziosissimo progetto: i Racconti da Bar.L’idea era quella di combattere la pigrizia dei non-più-lettori inducendoli a ricominciare... da poco.In eetti, al giorno d’oggi molti lamentano la carenza di tempo e l’impegno eccessivo necessario a leggere un libro, che distrarrebbe da altre amene attività protraendo a dismisura l’impegno scolastico o lavorativo. Quindi non si legge più, la lettura è diventata gravosa.Che poi al ritorno da scuola o dal lavoro si trascorrano ore sul web a leggere qualunque cosa, quello non conta come lettura - a quanto pare. Non conta che trascorriamo in media sei ore al giorno sui social a leggere post di amici e sconosciuti.Ad ogni modo, Roberta ha avuto una splendida intuizione: quella di raccogliere brevissimi racconti da leggere nel tempo di un caè. E così sono nati i Racconti da Bar.Con l’entusiasmo che la contraddistingue, ha cercato gestori di locali disponibili ad accogliere i piccoli racconti e ad esporli per essere letti dagli avventori. Allo stesso tempo, ha cercato Autori disponibili ad inviare racconti della durata di un caè, per realizzare il fugace ma indubbio abbraccio tra gusto e lettura.Per quanto ne sappiamo, al momento in cui scriviamo l’iniziativa di Roberta prosegue, ma con molta lentezza e discontinuità.Ad oggi non è dato sapere esattamente quanti si siano soermati a leggere i racconti da bar mentre sorseggiavano il loro caè, ma di certo si possono contare gli Autori che hanno partecipato all’iniziativa. E sono pochi.Benché lei non se ne sia mai lamentata, noi che abbiamo seguito il suo progetto sappiamo che è davvero sorprendentemente piccolo il numero di Autori disposti a spendere una cartella di parole per sostenere il progetto di Roberta e rendere piacevole la colazione di un avventore sconosciuto.Eppure, la storia della letteratura ci insegna che i più grandi Scrittori di ogni tempo hanno iniziato ZENZERO MAGAZINEPAGINA 16

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curarsi dello scarso entusiasmo altrui, e se da una parte attende con pazienza il farsi avanti di Autori volenterosi che abbraccino il suo progetto, dall’altra non si lascia crescere l’erba sotto i piedi e si lancia in avventure sempre nuove.Speriamo che gli Autori comprendano che quello di Roberta è un progetto davvero meritevole di attenzione, e anzi approttiamo dell’occasione per invitare i nostri “venticinque lettori” - che se bastavano a Manzoni possono bastare pure a noi - a scrivere e partecipare ad ogni iniziativa letteraria, anche se non ne deriveranno - nell’immediato - gloria e onori.La cosa sicura è che l’iniziativa di Roberta testimonia denitivamente - se mai ce ne fosse bisogno - quanto l’amore per la letteratura e per l’espressione scritta animino la nostra Autrice e la sostengano nella prosecuzione di un cammino sicuramente dicile.E non mi riferisco allo scrivere.Racconto al FLUID BARda piccole cose, magari dal diario personale o dal giornalino della scuola. Scrittori famosi si diventa, ma scrittori si nasce; si nasce con l’istinto del raccontare e col desiderio di condividere i pensieri in forma scritta, chiunque ne sia il destinatario.Nel numero 3 della nostra rivista, la nostra blogger Rosa Ombre citava lo scrittore Massimo Acciai e la sua teoria che, se l’editoria scomparisse, solo lo scrittore autentico continuerebbe a scrivere. Per sé e per gli amici, magari, ma scriverebbe non potendo farne a meno.Scriverebbe perché scrivere è una necessità, e non è la gloria ad attrarre lo Scrittore, ma il desiderio di essere letto e compreso nel proprio tempo.Cosa dobbiamo dedurre, che assieme ai Lettori si stiano estinguendo anche gli Scrittori?Roberta, in ogni caso, non sembra ZENZERO MAGAZINEPAGINA 17

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«Era una scena raccapricciante. Io, lui, la tela di De Pisis e un cuore sanguinante spezzato in due dalle mani di un abile macellaio assassino.»RACCONTI SGHIMBESCI - Roberta Angeloni3 STRUTTURARacconti brevi e a volte brevissimi, squarci sghimbesci di vita quotidiana che a volte condensano un intero romanzo. Spesso sottilmente ironici.2STILEIronico, maturo e raffinato.Evidente la maestria nel padroneggiare il genere racconto, del quale ha elaborato un preciso schema, decisamente efficace.1LINGUALinguaggio lineare, scorrevole ma elegante.A volte ricercato a causa della propensione alla sperimentazione e all’originalità, ma sempre molto piacevole.- comprendo l’ironia sottile- sono una persona originale ed intraprendente- a fine lettura, resto a fantasti-care su “cosa succederà dopo”- apprezzo il linguaggio elegan-te- sono un tipo serio e non amo scherzare- detesto i colpi di scena- non amo le storie brevi- preferisco che il libro mi fornisca tutti i dettagli e non lasci spazio alle possibilità aperte “Il libro promette sorrisi, a volte risate di gola, stupore infantile, malinconia o lievi turbamenti interiori, ma promette soprattutto una piacevole sensazione di estraniamento dai luoghi…comuni.Non resta che scegliere il racconto giusto e decidere dove andare, e in quale breve squarcio di vita calarsi.” - Kat da AnobiiPER NON SBAGLIARE LIBROSINOOPINIONI DA BETA READERCITAZIONE DAI RACCONTIZENZERO MAGAZINEPAGINA 18

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L’energia delle donne è inesauribile.Ma Roberta?Roberta scrive superbi racconti - ma anche delicate poesie, come vedrete - fa teatro, è una doppiatrice dalla splendida voce, disegna, ha un lavoro impegnativo e oltre a tutto ciò si prende cura amorevolmente della sua famiglia e della sua casa.E a proposito di famiglia, abbiamo da poco scoperto che uno dei suoi figli ha una penna notevole a soli ventun’anni.Viene subito da pensare che si sia ispirato ai libri della madre... invece no. Potrebbe darsi che l‘arte si trasmetta per osmosi, perché pare che il giovane autore non legga romanzi, tanto meno racconti, ancor meno quelli della mamma, impegnato com’è in letture diverse e nello scrivere di scienze filosofiche e antropologiche.Il segreto della creatività e della comunicazione potrebbe risiedere nel DNA? Gli scienziati inorridiranno di fronte a quest’affermazione azzardata e priva di qualsiasi fondamento - del resto espressa per gioco - eppure la letteratura è piena di esempi di padri e figli scrittori, pittori, artisti che condividono nome e bravura. Non resta che aspettare, per saperlo. Nell’attesa ci godiamo i racconti di Roberta.Una, cento, mille RobertaZENZERO MAGAZINEPAGINA 19

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TRAMONTO APRILIANOframmentidi RobertaZENZERO MAGAZINEPAGINA 20

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Scrivere, scrivere e ancora scrivere. Ogni tanto, disegnare...ARTEZENZERO MAGAZINEPAGINA 21

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Arco di rose a casa di RobertaShirò - ma ancora cuccioloCASAZENZERO MAGAZINEPAGINA 22

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Foto Jessica SolitoDICEMBER 5, 2015 | 9:00 PM | VELLETRI . ROMECommediaTEATROGUARDA IL VIDEO“Io ho una specie di idiosincrasia per gli attori professionisti. La mia idiosincrasia dipende dal fatto che, per quel che riguarda i miei lm, un attore professionista è un’altra coscienza che si aggiunge alla mia coscienza.”(Pier Paolo Pasolini)ZENZERO MAGAZINEPAGINA 23

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RICETTA D’AUTORELA TAVOLA DEL FUTUROIngredienti:Per due persone: - 8 tappi di plastica di bottiglie di acqua minerale San Burletto* - zucchero q.b.Sappiamo da fonti che per il momento non possono essere rese pubbliche, ma autorevolissime, che la liberazione dalla plastica di riuto sarà possibile grazie ai meccanismi della digestione umana. Per cui mi sto adoperando per creare ricette futuribili anzitempo, in modo da anticipare il business della plastogastronomia, e acquisirne i diritti d’autore in tempo.*se ancora non la trovate in commercio, lo sarà prima del 2022, e potete ordi-narla solo sul sito www.sanburletto.comcucinaZENZERO MAGAZINEPAGINA 24

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Tenete solo i tappi e smaltite le bottiglie nella dierenziata. L’acqua non va bevuta perché impura, potete buttarla nel lavello.Frullate no a polverizzare i tappi.Mescolate la polvere di tappo allo zucchero che usate normalmente nella dose di un cucchiaino di polvere su tre cucchiai di zucchero. Il sapore è ottimo, con un retrogusto di petrolio che non dà fastidio. La plastica polverizzata sarà digerita e trasformata no a essere scomposta nei suoi elementi primordiali. Diamo una grande mano alla natura.IL CONSIGLIO DELLO CHEF:BUON APPETITO! RobertaPreparazione123cucinaNon sappiamo se ai tempi di questa ricetta ci sarà ancora acqua, quindi se avete dimenticato di svuotare nel lavandi-no le bottiglie prima di cucinare, accompagnate con lunghe sorsate d’acqua Sanburletto, il cui sapore impuro aiuta a digerire il piatto.Altrimenti ripiegate su un caè, se esiste ancora.ZENZERO MAGAZINEPAGINA 25

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EMPATIACon il termine empatia si intende la capacità di sin-tonizzarsi sulla lunghezza d’onda altrui, sorendo in pratica le stesse mozioni. Roberta stessa, nella sua intervista, ci dà una de-nizione di empatia, ironica come ironica è la sua natura: “E’ uno stato di soerenza costante che non ti dovrebbe riguardare, e invece, tuo malgrado, ti ri-guarda.”E tuttavia, ci sembra che l’empatia sia legata stretta-mente alla capacità di attenzione: solo se stai attento, riesci a percepire esattamente come si sente l’altro in determinate situazioni. Solo stando molto attento puoi cogliere i segnali della rabbia, del dolore e della felicità.Pensate allo sforzo che fa la persona empatica, che prima deve osservare, meditare, poi raccontarsi le cose per metterle a fuoco e raccontandosele sorirle e metabolizzarle.Ma mettiamo che riesca a far tutto ciò. E se poi deci-desse di raccontarle anche agli altri? Probabilmente è qui che, a volte, nasce uno scrittore. Non so se vi siete trovati mai al cospetto di quelle persone che amano terribilmente ascoltare la pro-pria voce, e che continuerebbero a chiacchierare di sé e dei loro interessi anche quando l’interlocutore stramazzasse per terra per il sonno; le persone che fanno comizi scambiandoli per conversazioni, dove non c’è spazio di replica né di opinione diorme, quelle che ti parlano addosso o che continuano a parlare sui tuoi tentativi di intervenire nella conver-sazione. Ecco, dicilmente questi soggetti sono em-patici; se lo sembrano, ngono per soddisfare la loro curiosità. E dicilmente sono scrittori.ATTENZIONE AL MONDOSe per caso lo diventano hanno poco da raccontare perché hanno ascoltato poco, e restano abili solo ad autocelebrarsi. Volentieri niscono per cimentarsi nella terribile arte della critica o della recensione - della serie: siccome non hanno mai scritto nulla, non sono soggetti a critiche e si sentono tranquilli nel demolire il lavoro altrui.Roberta certo non è così: attenta ascoltatrice, bril-lante conversatrice e fonte inesauribile di idee e proposte, tutte molto belle e positive. Comprensiva, realistica, concreta ma sempre brillante e originale, è una di quelle persone che “fanno bene” anche solo sentendole al telefono. A parte la sua voce bellissima a calda che accarezza gli orecchi, le mille sfumature del suo carattere poliedrico sono capaci di illumina-re anche la giornata più tetra.Mi viene il dubbio che empatia abbia qualcosa a che fare con simpatia. Pathos è la radice comune, do-potutto, e potrebbe fornire un indizio in più su Ro-berta, empatica di certo ma anche molto simpatica, ironica, originale ed eclettica.L’empatico corre il serio rischio di soccombere alle sue stesse emozioni, che poi sono quelle altrui, ma vi sono casi in cui l’empatico è così intelligente da tro-vare un modo per dominare le sensazioni negative. Roberta di certo lo fa con l’ironia del suo scrivere, con la sua capacità di mettere in dubbio il reale spe-rimentando soluzioni alternative alla banalità.Vi invito quindi a leggere i suoi racconti, che sono espressione di profonda sensibilità, attenzione al mondo e sottilissima ironia.ZENZERO MAGAZINEPAGINA 26

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CI PIACE MOLTISSIMO:La Bottega Degli ArtistiLa Bottega è un teatro bohemien nel cuore di Roma. Ricavato da un antico cinema d’essai, è una scuola di Teatro, Burlesque, Cinema e Fotografia. Nel fine settimana si svolgono spettacoli ed eventi privati di vario tipo e specie.È un posto bellissimo e molto suggestivo, vale la pena anche solo per l’atmosfera e per conoscere persone interessantissime: ci siamo stati e ve lo consigliamo caldamente.https://www.bottegadegliartisti.net/ZENZERO MAGAZINEPAGINA 27

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ZenZero MAGAZINE RISPOSTE DIVERSE A 40 domande 2 L IRONIA DEI RACCONTI SGHIMBESCI PICCOLI CAPOLAVORI DI IMMAGINAZIONE LA DIFFICILE ARTE DEL RACCONTO BREVE Roberta Angeloni AUTRICE DEL MESE N 6 2019