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ZenZero Magazine N.6 : simplebooklet.com

N.6/2019
Roberta
Angeloni
DEL RACCONTO BREVE
LA DIFFICILE ARTE
PICCOLI CAPOLAVORI
DI IMMAGINAZIONE
L‘IRONIA DEI
RACCONTI SGHIMBESCI
+ 2
40 domande
RISPOSTE DIVERSE A
MAGAZINE
AUTRICE DEL MESE
ZenZero
ZenZero
3
5
STILE E SCRITTURA
11
ALTER EGO
13
16
Perché sbagliare libro
non fa affatto ridere
La parola del giorno: SINTESI
40 DOMANDE
+2
Larte del racconto breve
- concentrato di emozioni -
Intrusione nel mondo privato
dell’Autrice
INTERVISTA
EDITORIALE
14
IL LUOGO DELLO SCRIVERE
FRAMMENTI DI ROBERTA
Cose sghimbesce
Il futuro a tavola
19
20
RICETTA D’AUTORE
24
CI PIACE
Perché è un po’ sghimbescio
Da un’arte all’altra
4
ROBERTA ANGELONI
Bellezza e raffinatezza
Le altre Roberta
12
PER NON SBAGLIARE LIBRO
SPIFFERING
26
RACCONTI
DA BAR
MINICAPOLAVORO
I SALAMI NEL GRANO
18
27
EMPATIA
Attenzione al mondo
ZENZERO MAGAZINE
SOMMARIO
ALBERT CAMUS
In verità, è un paradosso
tipico dello spirito umano
cogliere gli elementi senza
poterne abbracciare la
sintesi.”
Metafisica cristiana e neoplatonismo
Togliamoci subito dalla mente l’idea che
sintesi sia sinonimo di brevità.
La sintesi è un’arte, e consiste nella
creazione di spazi ridotti ma completi, tali
da comprendere e rendere comprensibili i
molti elementi.
La sintesi origina la sensazione che si
prova quando, dopo aver letto poche
parole, abbiamo la certezza di aver
compreso un ampio concetto; quando
abbiamo accesso a una piccola parte ma
ci sembra di possedere il tutto.
L’abilità di sintesi nella scrittura
corrisponde all’intuizione consapevole
nella lettura e risiede più in ciò che lo
scrittore omette che in ciò che racconta.
La sintesi appartiene al racconto, e
quando è esercitata con ranatezza lo
rende un’arte. Al contrario, applicata al
romanzo può avere eetti deleteri se si
traduce in avarizia di parole: un peccato
mortale per ogni romanziere.
L’EDITORE
sintesi
Uno stato d’animo.
La soluzione in un libro,
la conferma in una citazione.
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 3
Editoriale
ROBERTA ANGELONI
FEELING IMMEDIATO
R
oberta lho conosciuta - guratevi
se poteva essere diversamente - in
occasione di un festival letterario, ed è stata
simpatia a prima vista. Allora non sapevo
che scrivesse, e soprattutto che fosse una
maestra nellarte del racconto breve.
L
cosa che mi ha colpito subito è stata la
sua eleganza: intellettuale e sica. Ho
apprezzato immediatamente la profondità
dello sguardo e i gesti ranati - allora non
sapevo che facesse teatro - l’ironia che
appena traspariva dietro alla serietà e alla
concretezza dei modi.
S
olo in seguito, insieme ai suoi racconti,
ho scoperto le sue molte qualità: la sua
intelligenza prontissima e la capacità di
entrare in sintonia con le persone, lempatia
e la gentilezza, l’apertura verso lesterno, il
nuovo, la sperimentazione, lentusiasmo. La
capacità di comprendere e prendersi cura.
C
redo sia proprio quest’ultima
caratteristica a renderla così abile
nellarte del racconto. Il fatto che riservi
allo spazio esterno unattenzione sempre
costante, che sia capace di percepire
e recepire segnali e sintomi, sono
probabilmente le caratteristiche che la
rendono unica nel sintetizzare esperienze
e trame complesse in poche parole. Nelle
poche che servono, né più né meno.
C
osì siamo arrivate a questo libro, che
raccoglie una prima serie di storie
brevi, ognuna diversa dallaltra; a volte di
una sola pagina che racchiude interi mondi
tutti da esplorare: il dono della sintesi.
Bellezza e ranatezza
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 4
Quello dell’innalzamento del grado
di coscienza sociale, ma questa è una
risposta seria.
Se ti trovassi di fronte ad un
alieno, qual è la prima cosa
che faresti o diresti?
”Portami via”, ma forse l’aveva già
detto Eugenio Finardi.
Che sensazione provi se pensi
alle persone che leggono i
tuoi libri?
Vorrei sapere più di ogni altra cosa se
riescono a leggere oltre quell’ironia
con la quale infarcisco drammi
universali.
Sai cucinare?
Senza nessuna fantasia.
Il piatto che cucineresti se
dovessi organizzare una cena
per il tuo editore
Fettuccine fatte in casa condite con
speck e pomodorini.
Che cosa non esiste,
ma dovrebbe essere
assolutamente inventato?
Un “attentore”, ovvero un aggeggio
inserito nella testa che si attivi
nei momenti cruciali, quando la
disattenzione sta per prendere
il sopravvento e può arrivare a
combinare danni molto seri. Anche in
amore.
Scrittori si nasce o si diventa?
Secondo la mia osservazione, scrittori
si nasce. Dipende dalle misteriose
combinazioni delle basi del DNA, che
ci portiamo fin dalla nascita - ma non
è una tesi scientifica, è un’intuizione
sghimbescia.
Credi nei mondi paralleli?
Certo. Vado e vengo giornalmente,
anche con i mezzi pubblici, ma non
tutti conoscono il numero esatto del
bus.
Se avessi il potere di risolvere
un problema dell’intera
umanità, quale risolveresti?
INTERVISTA A ROBERTA ANGELONI
40 DOMANDE
+2
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 5
Cosa pensi della politica?
E’ l’oppio numero due.
Ruberesti la gioconda?
Volentieri e subito. Sono una fan sfegatata di
Ivan Graziani.
L’ultima volta che hai riso tanto da
sentirti male, o pianto a dirotto
Quando ho visto uno spettacolo di Proietti al
Teatro Brancaccio di Roma, molti anni fa.
Una definizione letteraria di “sesso”
L’arte di non guardare negli occhi la donna
amata, mentre lei li guarda, eccome.
La cosa più importante
Vivere guardandosi attorno.
La morte: cosa cè prima?
Risponderei la vita, ma non ne sono sicura.
Lovvio
Fa a cazzotti con la mentalità corrente.
La musica che diffonderesti in
ogni strada con gli altoparlanti
Tutta la musica dei Beatles, senza
trascurare i Led Zeppelin, ogni tanto, qua
e là. Ma in verità è quella che preferisco io,
per una diffusione di massa opterei per gli
intramontabili della musica classica.
Tre parole sul tuo editore
Ho sempre amato il sottosuolo, e il mio
editore è un abitante che ho incontrato
quando sono caduta in un tombino, molti
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 6
anni fa. Ho scoperto
che è tra coloro che,
nonostante il buio,
accende continuamente
nuove luci per non far
sentire l’assenza di
sorgenti luminose. E
quaggiù, vi assicuro, si
vive benissimo. Provare
per credere.
Cosa si vede in uno
specchio che riflette
un buco nella
parete?
Non indagherei, non sono molto attratta dai buchi riflessi negli specchi, meglio quelli
non riflessi.
Qual è la prima cosa che fai al mattino?
Prendo lentamente forma.
Mentiva o non mentiva? This is the question...
Che tatuaggio sceglieresti per
il tuo peggior nemico?
La faccia di Mick Jagger.
7 anni in Tibet: cosa porteresti
indietro?
Un monaco tibetano.
Scriveresti un libro su
ordinazione?
Mai. Non credo di esserne in grado.
Un nuovo gusto di gelato?
Gelato alla lasagna coi funghi.
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PAGINA 7
Meglio la gallina oggi o l’uovo
domani?
Mmmm… sai che non lo so?
Quante paia di scarpe
possiedi?
Tra estive e invernali, credo sei.
La stanza più bella della casa
La cucina.
Cosa appenderesti al chiodo?
I contatti troppo umani.
Siamo reali, o espressioni
materiche di un pensiero?
E’ un dubbio che mi attraversa da
sempre, e non ho al momento una
risposta, ma vivere nel dubbio è
eccitante.
La guerra è maschile o
femminile?
Maschile senza indugio. Però se
pensiamo che all’origine del maschio
cè sempre una mamma…
L’uomo è il miglior amico del
cane?
Volendo, sì.
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PAGINA 8
Sai rovesciare una frittata
buttandola per aria?
Sì, ma il risultato non è sempre come
dovrebbe essere.
Si dice che tutto, prima o poi,
finisca. Cosa vorresti che finisse
ancor prima di iniziare?
L’ansia.
La prima cosa che ti viene in
mente se dico “bio”
Ultima trovata per truffare il
consumatore, salvo rare eccezioni.
A cosa serve, un libro?
Alla fuga in tempo reale senza bisogno di
fare le valige.
Caffè, the o tisana?
Tisana!
Cos’è l’empatia
E’ uno stato di sofferenza costante che
non ti dovrebbe riguardare, e invece, tuo
malgrado, ti riguarda.
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PAGINA 9
Cos’è il teatro: una finzione o
una necessità?
Una necessità assoluta. Il teatro
accorcia la distanza tra terra e cielo,
e visto che ci diamo da fare in ogni
modo per ascendere…
Cosa pensi delle donne
scienziato?
Sono facilitate dall’intuito
straordinario che appartiene al
genere.
Se fossi costretta a cambiare
casa e a trasferirti in
una grande città, quale
sceglieresti?
Una città con la musica dentro.
Buenos Aires.
Per cosa sarai ricordata?
Oltre che per i tuoi racconti,
ovviamente.
Per essere multitasking, un
eufemismo che definisce la mia
schizofrenia.
Quanto è importante l’ironia,
nella vita?
L’ironia è essenziale alla sopravvivenza
e alla conservazione della specie.
Se il mondo fosse senza
musica, in assoluto silenzio,
cambierebbe qualcosa?
Penso proprio che il mondo non
esisterebbe, senza musica.
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 10
L‘ARTE
DEL RACCONTO BREVE
- Il succo della storia -
Sghimbescio:
Storto, obliquo, sghembo.
Anche se l’Autrice li definisce in questo
modo, questi racconti sono prima di tutto
deliziosi momenti di raffinata scrittura,
che scorre lineare e fluisce piacevolmente
nella mente del lettore.
Per apprezzarli, bisogna disporsi a
scrutare le infinite sfumature della vita
quotidiana, soffermandosi a riflettere su
ciò che non sempre riusciamo a vedere.
L’impressione è che l’Autrice si diverta
ad ipotizzare, per ogni situazione
normale” che ci propone, un epilogo
anomalo e ironico; che voglia condurci
alla ricerca di una svolta, mostrandoci
come qualsiasi banale oggetto sul quale
posiamo lo sguardo possiede un prima e
un dopo inconoscibili, se non per ipotesi.
La sensazione è che l’Autrice ci stia
suggerendo che anche noi potremmo
dare un corso completamente differente
ai singoli eventi della nostra vita, se solo
ci decidessimo ad aguzzare occhi e
orecchie e accogliessimo la folle idea di
reagire agli stimoli esterni con un pizzico
di follia o anche solo di originalità.
Tutto ciò in poche righe, perché
la sintesi, nel quotidiano, è tutto.
Dopotutto, una giornata non dura che
ventiquattrore.
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 11
SpifferingSpiffering
Lungi da me l’idea di spierare trame parlando
di racconti, ma... cosa ve ne pare di cerchi
nel grano formati da succulente salsicce, di
organi umani di tessuto sintetico conservati
in formalina, di uomini appollaiati su tralicci
e coccodrilli nella rete fognaria proprio sotto
Piazza San Pietro?
Ebbene, di certo situazioni improponibili - e
perciò sicuramente molto sghimbesce, ma
quando vedrete in che modo Roberta Angeloni
ce li propone, come fossero fatti che possiamo
apprezzare ogni mattina uscendo di casa,
anche voi comincerete a guardarvi intorno.
Se capiterete a San Pietro, scruterete con
sospetto i tombini, e cercherete improbabili
salsicce tra l’erba della scampagnata estiva.
Perché ciò che rende i Racconti Sghimbesci così
particolari è proprio la proposta del credibile,
che è tale quando riusciamo a vederlo e non
può mai esserlo prima.
La questione è - appunto - vedere le cose,
accorgersi che accadano.
Forse non vedremo mai un coccodrillo
spuntare da un tombino metropolitano, ma
nella ricerca sicuramente riusciremo a cogliere
aspetti di vita e avvenimenti che passerebbero
invece inosservati.
Lattenzione ai particolari e l’ironia che
contraddistinguono tutti i racconti di Roberta
rispecchiano esattamente il modo di essere
dellAutrice, per come appare agli altri.
Sono racconti posati, tranquilli, di blanda
quotidianità, eventi che si svolgono in piacevoli
sfondi bucolici o urbani.
Apparentemente nulla di più che vicende, certo
un po’ fantasiose ma comunque accettabiili
nella nzione di un libro.
Eppure, dietro la concretezza del saper
snocciolare storie incredibili come fossero
tabelline aritmetiche cè una mente che spazia
nellassurdo e lo rende possibile; che indaga
negli anfratti della routine umana e ne trae
reazioni impreviste.
La regina del giallo Agatha Christie sosteneva,
per bocca della sua investigatrice Miss Marple,
che non vi sia nessuna dierenza tra un habitat
complesso come una foresta e un minuscolo
stagno, poiché la vita che vi pullula è sempre
la stessa. Allo stesso modo, nel corso delle
sue indagini alla ricerca di eerati assassini,
aermava che i comportamenti delle persone
nelle grandi città potessero interpretarsi
tranquillamente osservando una piccola
comunità (come St. Mary Mead), in quanto “la
natura umana è sempre la stessa.
Ovviamente sono necessari spirito
dosservazione, capacità di deduzione ed
estrema e costante attenzione allaltro da sé.
Ma se ciò accade, è possibile poi che si scrivano
delle storie, in ognuna delle quali si mettono
un pezzetto della propria osservazione, un
frammento di qualcosa di osservato e qualche
deduzione che permetta di costruire una
trama.
Se poi si condisce tutto con abbondante e
sottile ironia... ecco Roberta.
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 12
Tutta l’eleganza di una luce morbida, di una
scrivania in legno, dei libri, dei piedi scalzi...
il luogo
deo
scrivere
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 13
ANGELONI RESIDENCE, APRILIA - ROME
Acciocché Mastro Bullo recasse un carico intero di salami senza la noia
di far due viaggi, diede la committenza a un certo Ferminio, che possedeva
un camioncino più grande del suo, con un cassone che poteva contenere
almeno quattro ceste grandi ciascuna come una mezza botte di vino.
«Ohé, Ferminio!» si raccomandò quel vecchio. «Sta’ attento alle curve,
ne ho contate almeno centosettantadue, da qui in città, e son strette come
le anse dei miei salami. Va’, adesso, che il viaggio l’è lungo».
Ferminio salutò e fu lesto nel cacciare nella tasca il giusto compenso.
Gli venne in mente che le curve non gli garbavano, e se ne avesse potuto
evitare un po’, avrebbe di sicuro accorciato strada, e di assai.
Sparito dallo sguardo di Mastro Bullo, una volta dietro la collina, si
inoltrò nei campi della piana e riuscì a evitare la strada maestra per almeno
una ventina di chilometri.
Attraversò i campi di grano dorato, ormai giunto a lussureggianti
altezze. Gli ammortizzatori del mezzo non avevano avuto revisione recente,
e ogni metro percorso era un forte sobbalzo a ritmi regolari.
Accadde che il carico di salami ne soffrì fortemente, al punto di saltare
via, uno a uno dalle ceste. Ogni sobbalzo, era un salame curvo a inire nel
grano.
Per una fantasiosa coincidenza, i salami avevano disegnato un percorso
come linea spezzata delimitata dai salami, a curve alterne, con una preci-
sione matematica nelle proporzioni e nelle distanze. I contadini del luogo
accorsero più tardi sul posto ed esterrefatti chiamarono i carabinieri.
I SALAMI NEL GRANO
RACCONTO DI ROBERTA ANGELONI
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 14
Mastro Bullo accese la tv, come tutte le sere, per guardare il tg regionale.
“Scienziati di tutto il mondo sono accorsi nelle piane di Arezzo per
studiare un fenomeno ancora inspiegabile: una lunghissima linea di salami
ha impresso nel grano un disegno perfetto che nessun essere umano, in
poche ore, avrebbe potuto realizzare manualmente. Si pensa a un inter-
vento alieno”.
Mastro Bullo sobbalzò violaceo dalla sua poltrona, sua moglie lo
soccorse, ma omai non c’era più nulla da fare.
Estratto del libro “RACCONTI SGHIMBESCI”
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 15
LA LOCANDINA DELL’INIZIATIVA
RACCONTI
da Bar
Più o meno nel 2015, Roberta Angeloni
si è fatta promotrice di un ambizioso ma
graziosissimo progetto: i Racconti da Bar.
L’idea era quella di combattere la pigrizia dei
non-più-lettori inducendoli a ricominciare...
da poco.
In eetti, al giorno doggi molti lamentano
la carenza di tempo e l’impegno eccessivo
necessario a leggere un libro, che distrarrebbe
da altre amene attività protraendo a
dismisura l’impegno scolastico o lavorativo.
Quindi non si legge più, la lettura è diventata
gravosa.
Che poi al ritorno da scuola o dal lavoro si
trascorrano ore sul web a leggere qualunque
cosa, quello non conta come lettura - a
quanto pare. Non conta che trascorriamo in
media sei ore al giorno sui social a leggere
post di amici e sconosciuti.
Ad ogni modo, Roberta ha avuto una
splendida intuizione: quella di raccogliere
brevissimi racconti da leggere nel tempo di
un caè. E così sono nati i Racconti da Bar.
Con lentusiasmo che la contraddistingue,
ha cercato gestori di locali disponibili ad
accogliere i piccoli racconti e ad esporli
per essere letti dagli avventori. Allo stesso
tempo, ha cercato Autori disponibili ad
inviare racconti della durata di un caè, per
realizzare il fugace ma indubbio abbraccio
tra gusto e lettura.
Per quanto ne sappiamo, al momento in cui
scriviamo l’iniziativa di Roberta prosegue,
ma con molta lentezza e discontinuità.
Ad oggi non è dato sapere esattamente quanti
si siano soermati a leggere i racconti da bar
mentre sorseggiavano il loro caè, ma di certo si
possono contare gli Autori che hanno partecipato
all’iniziativa. E sono pochi.
Benché lei non se ne sia mai lamentata, noi che
abbiamo seguito il suo progetto sappiamo che è
davvero sorprendentemente piccolo il numero di
Autori disposti a spendere una cartella di parole
per sostenere il progetto di Roberta e rendere
piacevole la colazione di un avventore sconosciuto.
Eppure, la storia della letteratura ci insegna che i
più grandi Scrittori di ogni tempo hanno iniziato
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 16
curarsi dello scarso entusiasmo altrui, e se da una
parte attende con pazienza il farsi avanti di Autori
volenterosi che abbraccino il suo progetto, dall’altra
non si lascia crescere lerba sotto i piedi e si lancia in
avventure sempre nuove.
Speriamo che gli Autori comprendano che quello
di Roberta è un progetto davvero meritevole di
attenzione, e anzi approttiamo delloccasione per
invitare i nostri “venticinque lettori” - che se bastavano
a Manzoni possono bastare pure a noi - a scrivere e
partecipare ad ogni iniziativa letteraria, anche se non
ne deriveranno - nell’immediato - gloria e onori.
La cosa sicura è che l’iniziativa di Roberta testimonia
denitivamente - se mai ce ne fosse bisogno - quanto
lamore per la letteratura e per lespressione scritta
animino la nostra Autrice e la sostengano nella
prosecuzione di un cammino sicuramente dicile.
E non mi riferisco allo scrivere.
Racconto al FLUID BAR
da piccole cose, magari dal diario
personale o dal giornalino della scuola.
Scrittori famosi si diventa, ma scrittori
si nasce; si nasce con l’istinto del
raccontare e col desiderio di condividere
i pensieri in forma scritta, chiunque ne
sia il destinatario.
Nel numero 3 della nostra rivista, la
nostra blogger Rosa Ombre citava lo
scrittore Massimo Acciai e la sua teoria
che, se leditoria scomparisse, solo lo
scrittore autentico continuerebbe a
scrivere. Per sé e per gli amici, magari,
ma scriverebbe non potendo farne a
meno.
Scriverebbe perché scrivere è una
necessità, e non è la gloria ad attrarre lo
Scrittore, ma il desiderio di essere letto
e compreso nel proprio tempo.
Cosa dobbiamo dedurre, che assieme ai
Lettori si stiano estinguendo anche gli
Scrittori?
Roberta, in ogni caso, non sembra
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 17
«Era una scena raccapricciante. Io, lui, la tela di De Pisis e un cuore
sanguinante spezzato in due dalle mani di un abile macellaio
assassino.»
RACCONTI SGHIMBESCI - Roberta Angeloni
3
STRUTTURA
Racconti brevi e
a volte brevissimi,
squarci sghimbesci
di vita quotidiana che
a volte condensano
un intero romanzo.
Spesso sottilmente
ironici.
2
STILE
Ironico, maturo e
raffinato.
Evidente la maestria
nel padroneggiare il
genere racconto, del
quale ha elaborato
un preciso schema,
decisamente efficace.
1
LINGUA
Linguaggio lineare,
scorrevole ma
elegante.
A volte ricercato
a causa della
propensione alla
sperimentazione
e all’originalità,
ma sempre molto
piacevole.
- comprendo l’ironia sottile
- sono una persona originale ed
intraprendente
- a fine lettura, resto a fantasti-
care su “cosa succederà dopo
- apprezzo il linguaggio elegan-
te
- sono un tipo serio e non amo
scherzare
- detesto i colpi di scena
- non amo le storie brevi
- preferisco che il libro mi
fornisca tutti i dettagli e non
lasci spazio alle possibilità
aperte
“Il libro promette sorrisi, a volte risate di gola, stupore infantile,
malinconia o lievi turbamenti interiori, ma promette soprattutto una
piacevole sensazione di estraniamento dai luoghi…comuni.
Non resta che scegliere il racconto giusto e decidere dove andare, e in
quale breve squarcio di vita calarsi.” - Kat da Anobii
PER NON SBAGLIARE LIBRO
SI
NO
OPINIONI DA BETA READER
CITAZIONE DAI RACCONTI
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 18
Lenergia delle donne è inesauribile.
Ma Roberta?
Roberta scrive superbi racconti - ma
anche delicate poesie, come vedrete
- fa teatro, è una doppiatrice dalla
splendida voce, disegna, ha un lavoro
impegnativo e oltre a tutto ciò si
prende cura amorevolmente della sua
famiglia e della sua casa.
E a proposito di famiglia, abbiamo
da poco scoperto che uno dei suoi
figli ha una penna notevole a soli
ventun’anni.
Viene subito da pensare che si sia
ispirato ai libri della madre... invece no.
Potrebbe darsi che l‘arte si trasmetta
per osmosi, perché pare che il giovane
autore non legga romanzi, tanto
meno racconti, ancor meno quelli
della mamma, impegnato com’è
in letture diverse e nello scrivere di
scienze filosofiche e antropologiche.
Il segreto della creatività e della
comunicazione potrebbe risiedere nel
DNA? Gli scienziati inorridiranno di
fronte a quest’affermazione azzardata
e priva di qualsiasi fondamento - del
resto espressa per gioco - eppure
la letteratura è piena di esempi di
padri e figli scrittori, pittori, artisti
che condividono nome e bravura.
Non resta che aspettare, per saperlo.
Nell’attesa ci godiamo i racconti di
Roberta.
Una, cento,
mille
Roberta
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 19
TRAMONTO APRILIANO
frammenti
di Roberta
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 20
Scrivere, scrivere e
ancora scrivere. Ogni
tanto, disegnare...
ARTE
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 21
Arco di rose
a casa di Roberta
Shirò -
ma ancora cucciolo
CASA
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 22
Foto Jessica Solito
DICEMBER 5, 2015 | 9:00 PM | VELLETRI . ROME
Commedia
TEATRO
GUARDA IL VIDEO
Io ho una specie di idiosincrasia
per gli attori professionisti. La mia
idiosincrasia dipende dal fatto che, per
quel che riguarda i miei lm, un attore
professionista è unaltra coscienza che
si aggiunge alla mia coscienza.
(Pier Paolo Pasolini)
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 23
RICETTA
DAUTORE
LA TAVOLA
DEL FUTURO
Ingredienti:
Per due persone:
- 8 tappi di plastica di bottiglie di acqua minerale San Burletto*
- zucchero q.b.
Sappiamo da fonti che per il momento non possono essere
rese pubbliche, ma autorevolissime, che la liberazione dalla
plastica di riuto sarà possibile grazie ai meccanismi
della digestione umana. Per cui mi sto adoperando per
creare ricette futuribili anzitempo, in modo da anticipare
il business della plastogastronomia, e acquisirne i diritti
d’autore in tempo.
*se ancora non la trovate in commercio, lo sarà prima del 2022, e potete ordi-
narla solo sul sito www.sanburletto.com
cucina
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 24
Tenete solo i tappi e smaltite le bottiglie nella dierenziata. Lacqua non
va bevuta perché impura, potete buttarla nel lavello.
Frullate no a polverizzare i tappi.
Mescolate la polvere di tappo allo zucchero che usate normalmente
nella dose di un cucchiaino di polvere su tre cucchiai di zucchero.
Il sapore è ottimo, con un retrogusto di petrolio che non dà fastidio.
La plastica polverizzata sarà digerita e trasformata no a essere
scomposta nei suoi elementi primordiali. Diamo una grande mano
alla natura.
IL CONSIGLIO DELLO CHEF:
BUON APPETITO!
Roberta
Preparazione
1
2
3
cucina
Non sappiamo se ai tempi di questa ricetta ci sarà ancora
acqua, quindi se avete dimenticato di svuotare nel lavandi-
no le bottiglie prima di cucinare, accompagnate con lunghe
sorsate dacqua Sanburletto, il cui sapore impuro aiuta a
digerire il piatto.
Altrimenti ripiegate su un caè, se esiste ancora.
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 25
EMPATIA
Con il termine empatia si intende la capacità di sin-
tonizzarsi sulla lunghezza d’onda altrui, sorendo in
pratica le stesse mozioni.
Roberta stessa, nella sua intervista, ci dà una de-
nizione di empatia, ironica come ironica è la sua
natura: “E’ uno stato di soerenza costante che non
ti dovrebbe riguardare, e invece, tuo malgrado, ti ri-
guarda.
E tuttavia, ci sembra che lempatia sia legata stretta-
mente alla capacità di attenzione: solo se stai attento,
riesci a percepire esattamente come si sente laltro
in determinate situazioni. Solo stando molto attento
puoi cogliere i segnali della rabbia, del dolore e della
felicità.
Pensate allo sforzo che fa la persona empatica, che
prima deve osservare, meditare, poi raccontarsi le
cose per metterle a fuoco e raccontandosele sorirle
e metabolizzarle.
Ma mettiamo che riesca a far tutto ciò. E se poi deci-
desse di raccontarle anche agli altri? Probabilmente
è qui che, a volte, nasce uno scrittore.
Non so se vi siete trovati mai al cospetto di quelle
persone che amano terribilmente ascoltare la pro-
pria voce, e che continuerebbero a chiacchierare di
sé e dei loro interessi anche quando l’interlocutore
stramazzasse per terra per il sonno; le persone che
fanno comizi scambiandoli per conversazioni, dove
non cè spazio di replica né di opinione diorme,
quelle che ti parlano addosso o che continuano a
parlare sui tuoi tentativi di intervenire nella conver-
sazione. Ecco, dicilmente questi soggetti sono em-
patici; se lo sembrano, ngono per soddisfare la loro
curiosità. E dicilmente sono scrittori.
ATTENZIONE AL MONDO
Se per caso lo diventano hanno poco da raccontare
perché hanno ascoltato poco, e restano abili solo ad
autocelebrarsi. Volentieri niscono per cimentarsi
nella terribile arte della critica o della recensione
- della serie: siccome non hanno mai scritto nulla,
non sono soggetti a critiche e si sentono tranquilli
nel demolire il lavoro altrui.
Roberta certo non è così: attenta ascoltatrice, bril-
lante conversatrice e fonte inesauribile di idee e
proposte, tutte molto belle e positive. Comprensiva,
realistica, concreta ma sempre brillante e originale,
è una di quelle persone che “fanno bene” anche solo
sentendole al telefono. A parte la sua voce bellissima
a calda che accarezza gli orecchi, le mille sfumature
del suo carattere poliedrico sono capaci di illumina-
re anche la giornata più tetra.
Mi viene il dubbio che empatia abbia qualcosa a che
fare con simpatia. Pathos è la radice comune, do-
potutto, e potrebbe fornire un indizio in più su Ro-
berta, empatica di certo ma anche molto simpatica,
ironica, originale ed eclettica.
Lempatico corre il serio rischio di soccombere alle
sue stesse emozioni, che poi sono quelle altrui, ma vi
sono casi in cui lempatico è così intelligente da tro-
vare un modo per dominare le sensazioni negative.
Roberta di certo lo fa con l’ironia del suo scrivere,
con la sua capacità di mettere in dubbio il reale spe-
rimentando soluzioni alternative alla banalità.
Vi invito quindi a leggere i suoi racconti, che sono
espressione di profonda sensibilità, attenzione al
mondo e sottilissima ironia.
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 26
CI PIACE MOLTISSIMO:
La Bottega Degli Artisti
La Bottega è un teatro bohemien nel cuore di Roma.
Ricavato da un antico cinema d’essai, è una scuola di Teatro, Burlesque, Cinema e
Fotografia. Nel fine settimana si svolgono spettacoli ed eventi privati di vario tipo e
specie.
È un posto bellissimo e molto suggestivo, vale la pena anche solo per l’atmosfera e per
conoscere persone interessantissime: ci siamo stati e ve lo consigliamo caldamente.
https://www.bottegadegliartisti.net/
ZENZERO MAGAZINE
PAGINA 27
ZenZero MAGAZINE  RISPOSTE DIVERSE A  40 domande  2  L   IRONIA DEI  RACCONTI SGHIMBESCI PICCOLI CAPOLAVORI DI IMMAGINAZIO...