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[MASTICATIONPEDIA]
5 settembre 2017
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RIFLESSIONI E CONCLUSIONI
Questo primo approccio editoriale, come si è
detto, sui generis, in quanto parte essenzialmente
dalla fine e cioè dalla presentazione di un nuovo
paradigma quello della Neuro Gnatologia
Funzionale per poi implementarsi di domande,
critiche, perplessità e dubbi provenienti dal
contributo di ricercatori, scienziati e colleghi,
mette al centro dell’opera il linguaggio criptato
del segnale neurofisiologico inviato all’esterno
attraverso il linguaggio verbale del paziente. Una
sorta di brainstorming su un paradigma che se
confermato porterebbe sostanziali modifiche
all’interpretazione clinica diagnostica e
terapeutica nel campo della neurofisiologia
trigeminale e delle riabilitazioni masticatorie. La
prima difficoltà, perciò, che si presenta al medico
è quella di trasdurre un linguaggio verbale
criptato e successivamente decriptarlo. Per
comprendere meglio il significato profondo ma
anche occultato di questo concetto è necessario
esporre un caso clinico in cui la decriptazione del
messaggio neurofisiologico è stato eclatante.
Paziente femmina di anni 60 che riferiva dolore
oro facciale diffuso bilaterale in regione dei
muscoli temporali ed in regione occipitale. Il
dolore aveva una durata di ore specialmente
notturno e non si presentava ciclicamente.
La paziente era portatrice di una riabilitazione
protesica fissa in oro ceramica. Non furono
rilevate clinicamente discrepanze occlusali nella
riabilitazione protesica ma fu eseguito comunque
una placca di svincolo da impiegare di notte. La
paziente riferiva un miglioramento
sintomatologico con la placca inserita ma
seguendo il protocollo RDC/TMD fu considerata
affetta da disfunzione tempormandibolare da
disequilibrio occlusale con forte componente
psicosomatica.
Giunta alla nostra osservazione furono eseguiti
tutti gli esami di routine gnatologici quali i tracciati
assiografici, elettromiografici e di imaging che
riportiamo di seguito. I tracciati assiografici furono
eseguiti impiegando un cucchiaio paraocclusale
per meglio analizzare i percorsi condilari nelle
funzioni masticatorie. In figura 13 si possono
notare i seguenti elementi distintivi dei tracciati
condilari: il punto di asse cerniera individuale in
Relazione Centrica (a); la linea asse cerniera
punto orbitale su cui costruire il piano di
riferimento asse-orbitale (b); il tracciato
protrusivo e di apertura mandibolare (c); il
tracciato mediotrusivo (d) che con il tracciato
protrusivo (c) genera l’angolo di Fisher; ciclo
masticatorio mediotrusivo (e); ciclo laterotrusivo
(f); tracciato latrotrusivo o backline (g). In figura
14 sono mostrati i tracciati condilari ed i cicli
masticatori laterotrusivi e mediotrusivi del condilo
sinistro che sono relativamente simili ai tracciati
contro laterali a parte un’area del ciclo
masticatorio che si posiziona al di sopra del
tracciato protrusivo ( freccia blue).
Questo segno clinico potrebbe indicare una sorta
di compressione del menisco con contestuale
torsione dell’arco cinematico assiografico e
conseguente tracciato anomalo del ciclo
masticatorio mediotrusivo.
Elemento che poteva confermare la diagnosi di
TMDs da protocollo RDC/TMD. Per quanto
riguarda gli esami elettromiografici di routine
odontoiatrici è stata eseguito il test dell’attività
interferenziale EMG dei muscoli masseteri.
Figura 13: Tracciato assiografico con cucchiaio
paraocclusale destro. Per spiegazioni vedere testo
Figura 14: Tracciato assiografico sinistro con cucchiaio
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paraocclusale. Per la spiegazione vedi testo.
Il tracciato EMG non ha mostrato evidenti segni di
asimmetrie, morfologie di unità motoria anomale
e/o frequenze di scarica motoneurali alterate. La
MR delle articolazioni temporomandibolari era
nella norma. Il quadro clinico, perciò, deponeva
più per un dolore oro facciale che per una TMDs
da protocollo RDC. Come è stato menzionato
precedentemente il protocollo RDC, ma verrà
ridiscusso nei prossimi aggiornamenti editoriali,
non considerava almeno fino a pochi anni fa, il
dolore senza cause temporomandibolari come
elemento primario per cui o il soggetto era sano o
malato di TMDs. Purtroppo la paziente continuava
ad accusare forti dolori e riferiva che il dolore si
riacutizzava in modo violento dopo aver cenato
con cibi piccanti. Seguendo il concetto di
linguaggio criptato neuronale si è dato
immediatamente peso a questa manifestazione
verbale del linguaggio naturale del paziente e si
sono eseguiti tutta la serie di test elettrofisiologici
trigeminali sopradescritti i quali risultarono
simmetrici e nella norma. Anche in questo caso la
paziente poteva essere solo classificata come
dolore oro facciale e non TMDs. La paziente in un
breve periodo peggiorò presentandosi con una
deviazione verso destra nella protrusione della
lingua. La richiesta di una TC dell'encefalo mostrò
una massa neoplasica nella base cranica
invaginata nel forame occipitale. (Fig.15)
Riflettendo sul caso clinico si evince la necessità di
considerare il sistema masticatorio come un
“Sistema Complesso” che opera in modalità
stocastica ed indeterministica ma la caratteristica
più evidente è che il SNC ha un proprio linguaggio
macchina criptato che invia all’esterno sotto
forma di linguaggio verbale.
Gli steps che il nuovo paradigma segue sarebbero
stati i seguenti:
a) Captazione del linguaggio verbale: dolore
riacutizzato dal peperoncino assunto a
cena.
b) Trasduzione del messaggio verbale in
segnale criptato: peperoncino =
capsaicina.
c) Decriptazione: capsaicina = recettori
TRPV1 della lingua.
d) Esami di laboratorio: Test elettrofisiologici
appropriati trigemino-ipoglosso e
contestuale MRI
La lesione neoplasica intracranica a livello del
midollo allungato aveva determinate un danno
delle fibre sensitive trigeminali che innervano i
recettori TRPV1 della lingua. L’alterazione del
trofismo nervoso e la degenerazione dei recettori
con fuoriuscita del contenuto citoplasmatico
cellulare aveva innescato un effetto paradosso
capsaicinico di iperalgesia. Conclusioni cliniche
che si sono potute fare solo a posteriori e grazie
all’avanzamento della scienza su gli studi
sperimentali nell’animale e nell’uomo sui recettori
TRPV1. [58] Ciò sta a significare che il vocabolario
linguistico di decriptazione è in continua
evoluzione in linea con le scoperte scientifiche e
questo rende il paradigma ancor più essenziale
ma pone una domanda Etica: Siamo sicuri di
essere nel giusto?
L’aver considerato, infatti, nella norma i test
elettrofisiologici trigeminali è stato un errore di
decriptazione in quanto l’iperalgesia provocata
dalla capsaicina (trigeminale) chiude il circuito sui
muscoli della lingua innervati dall’ipoglosso e,
dunque, registrando dai masseteri si testava il
loop trigemino/trigeminale mentre andava
analizzato quello trigemino/ipoglosso.[59]
Figura 15: Risonanza Magnetica Nucleare che mostra la
lesione neoplasica nella base cranica che si invagina nel
forame occipitale.