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Eric Arthur Blair, vero nome di George Orwell, nasce il 25 giugno 1903 a Motihari, nel Bengala, dove il padre, d'origine angloindiana, è funzionario statale presso l'Opium Department. La sua famiglia appartiene alla borghesia «alto-bassa», come la definirà lo stesso scrittore con sarcastica contraddizione. Al ruolo dominante e privilegiato degli amministratori britannici nelle colonie non corrisponde, infatti, un analogo status in Inghilterra. In India, i Blair si destreggiano a conciliare effettiva scarsità di mezzi e salvaguardia delle apparenze quando, nel 1904, Eric torna in patria con la madre e le due sorelle e si stabilisce a Henley-on-Thames. Iscritto nell'esclusivo college St. Cyprian di Eastbourne, ne esce con una borsa di studio e un opprimente complesso d'inferiorità, come racconta nel saggio autobiografico E tali, tali erano le gioie del 1947. Né riuscirà a integrarsi nel clima altrettanto snob, seppur meno gretto, di Eton, dove è ammesso nel 1917. Il senso di sradicamento è probabilmente alla base della sua decisione di seguire le orme paterne arruolandosi nel 1922 nella Polizia imperiale indiana a Mandalay, in Birmania. Pur se ispirerà il suo primo romanzo (in ordine di composizione, ma edito solo nel '34), Giorni in Birmania, l'esperienza si rivela traumatica. Diviso fra il crescente disgusto per l'arroganza imperialista e la funzione repressiva che il suo ruolo gli impone, Eric si dimette nel 1928. Nello stesso anno parte per Parigi. Il suo non è solo un pellegrinaggio nella capitale intellettuale, ma una vera e propria esplorazione dei bassifondi, dove sopravvive grazie alla carità dell'Esercito della Salvezza, sobbarcandosi lavori umilissimi. Un'avventura che continuerà subito dopo anche in patria e accenderà estro al romanzo d'esordio, Senza un soldo a Parigi e a Londra, pubblicato nel '33 con il nome di George Orwell.
Tra il 1932 e il 1936 alterna alle fatiche di romanziere quelle di insegnante e di commesso di libreria, che entreranno nelle descrizioni d'ambiente dei due romanzi successivi, La figlia del reverendo del '35 e Fiorirà l'aspidistra del '36. Su commissione del Left Book Club, un'associazione culturale filosocialista, svolge un'indagine nelle zone più colpite dalla depressione economica, che lo porterà, nei primi mesi del '36 tra i minatori dell'Inghilterra settentrionale. Le loro misere condizioni saranno descritte in La strada di Wigan Pier (pubblicato nel '37). Sempre nel '36 sposa in giugno Eileen O'Shaughnessy, impiegata al ministero dell'Informazione, e parte in dicembre come volontario per la guerra di Spagna, raccontata nel diario-reportage edito nel '38, Omaggio alla Catalogna.
A Barcellona si arruola nelle file del Poum (Partito operaio d'unificazione marxista, d'ispirazione trotzkista) ed è inviato sul fronte aragonese. Colpito alla gola da un cecchino franchista rientra a Barcellona. Ma il clima politico è mutato. Con il prevalere della linea del Fronte Popolare e del partito comunista nel governo repubblicano il Poum e gli anarchici sono dichiarati fuorilegge e Orwell deve lasciare la Spagna quasi clandestinamente. Del '39 è il romanzo Una boccata d'aria.
Respinto come inabile allo scoppio della seconda guerra mondiale si arruola nel '40 nelle milizie territoriali della Home Guard. Gli anni dal '41 al '46 lo trovano a Londra dove collabora a giornali e riviste («Partisan Review», «New Statesman and Nation», «Poetry London»), cura per la Bbc una serie di trasmissioni propagandistiche dirette all'India, è direttore letterario del settimanale socialista «Tribune», che gli affida una rubrica (As I please, A modo mio).
Nel '45, anno in cui muore la moglie, è in Francia, Germania, Austria come corrispondente dell'«Observer». Sempre nel '45 appare il romanzo del successo, La fattoria degli animali.
A metà aprile del '46, sospesa per sei mesi la collaborazione con i giornali, dà inizio alla stesura del libro che diventerà 1984.
Nel '47 si stabilisce con il figlio Richard, adottato nel '44, a Jura, una fredda e disagiata isola delle Ebridi. È minato dalla tisi, il clima non si confà alle sue ormai disperate condizioni di salute, costringendolo a continui ricoveri in sanatorio. Nel '49, risposatosi con Sonia Bronwell, redattrice di «Horizon», si dedica, letteralmente incalzato dalla morte, alla revisione di 1984. Si spegnerà a Londra il 21 gennaio 1950.

Eric Arthur Blair, vero nome di George Orwell, nasce il 25 giugno 1903 a Motihari, nel Bengala, dove il padre, d'origine angloindiana, è funzionario statale presso l'Opium Department. La sua famiglia appartiene alla borghesia «alto-bassa», come la definirà lo stesso scrittore con sarcastica contraddizione. Al ruolo dominante e privilegiato degli amministratori britannici nelle colonie non corrisponde, infatti, un analogo status in Inghilterra. In India, i Blair si destreggiano a conciliare effettiva scarsità di mezzi e salvaguardia delle apparenze quando, nel 1904, Eric torna in patria con la madre e le due sorelle e si stabilisce a Henley-on-Thames. Iscritto nell'esclusivo college St. Cyprian di Eastbourne, ne esce con una borsa di studio e un opprimente complesso d'inferiorità, come racconta nel saggio autobiografico E tali, tali erano le gioie del 1947. Né riuscirà a integrarsi nel clima altrettanto snob, seppur meno gretto, di Eton, dove è ammesso nel 1917. Il senso di sradicamento è probabilmente alla base della sua decisione di seguire le orme paterne arruolandosi nel 1922 nella Polizia imperiale indiana a Mandalay, in Birmania. Pur se ispirerà il suo primo romanzo (in ordine di composizione, ma edito solo nel '34), Giorni in Birmania, l'esperienza si rivela traumatica. Diviso fra il crescente disgusto per l'arroganza imperialista e la funzione repressiva che il suo ruolo gli impone, Eric si dimette nel 1928. Nello stesso anno parte per Parigi. Il suo non è solo un pellegrinaggio nella capitale intellettuale, ma una vera e propria esplorazione dei bassifondi, dove sopravvive grazie alla carità dell'Esercito della Salvezza, sobbarcandosi lavori umilissimi. Un'avventura che continuerà subito dopo anche in patria e accenderà estro al romanzo d'esordio, Senza un soldo a Parigi e a Londra, pubblicato nel '33 con il nome di George Orwell.
Tra il 1932 e il 1936 alterna alle fatiche di romanziere quelle di insegnante e di commesso di libreria, che entreranno nelle descrizioni d'ambiente dei due romanzi successivi, La figlia del reverendo del '35 e Fiorirà l'aspidistra del '36. Su commissione del Left Book Club, un'associazione culturale filosocialista, svolge un'indagine nelle zone più colpite dalla depressione economica, che lo porterà, nei primi mesi del '36 tra i minatori dell'Inghilterra settentrionale. Le loro misere condizioni saranno descritte in La strada di Wigan Pier (pubblicato nel '37). Sempre nel '36 sposa in giugno Eileen O'Shaughnessy, impiegata al ministero dell'Informazione, e parte in dicembre come volontario per la guerra di Spagna, raccontata nel diario-reportage edito nel '38, Omaggio alla Catalogna.
A Barcellona si arruola nelle file del Poum (Partito operaio d'unificazione marxista, d'ispirazione trotzkista) ed è inviato sul fronte aragonese. Colpito alla gola da un cecchino franchista rientra a Barcellona. Ma il clima politico è mutato. Con il prevalere della linea del Fronte Popolare e del partito comunista nel governo repubblicano il Poum e gli anarchici sono dichiarati fuorilegge e Orwell deve lasciare la Spagna quasi clandestinamente. Del '39 è il romanzo Una boccata d'aria.
Respinto come inabile allo scoppio della seconda guerra mondiale si arruola nel '40 nelle milizie territoriali della Home Guard. Gli anni dal '41 al '46 lo trovano a Londra dove collabora a giornali e riviste («Partisan Review», «New Statesman and Nation», «Poetry London»), cura per la Bbc una serie di trasmissioni propagandistiche dirette all'India, è direttore letterario del settimanale socialista «Tribune», che gli affida una rubrica (As I please, A modo mio).
Nel '45, anno in cui muore la moglie, è in Francia, Germania, Austria come corrispondente dell'«Observer». Sempre nel '45 appare il romanzo del successo, La fattoria degli animali.
A metà aprile del '46, sospesa per sei mesi la collaborazione con i giornali, dà inizio alla stesura del libro che diventerà 1984.
Nel '47 si stabilisce con il figlio Richard, adottato nel '44, a Jura, una fredda e disagiata isola delle Ebridi. È minato dalla tisi, il clima non si confà alle sue ormai disperate condizioni di salute, costringendolo a continui ricoveri in sanatorio. Nel '49, risposatosi con Sonia Bronwell, redattrice di «Horizon», si dedica, letteralmente incalzato dalla morte, alla revisione di 1984. Si spegnerà a Londra il 21 gennaio 1950.