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       IL CORRIERE               DELLA SERA

                  E                          LA  GAZZETTA

      DELLO  SPORT                                                                        

Elena Negro e Matteo Cagnazzo 2°C 

                                  IL CORRIERE DELLA SERA

NOZZE GAY E ADOZIONI: LE SOLUZIONI DEGLI ALTRI.

 DANIMARCA : regole in vigore dal 1989.

Prima la tutela delle unioni tra persone dello stesso sesso, poi il riconoscimento dei figli comuni e in fine la possibilità di adottare bambini estranei alla coppia. Quando i diritti lgbt erano ancora un’eccezione , il passaggio è stato graduale: la Danimarca è stata il primo Paese al mondo a tutelare le coppie gay. Nel 2006 è stato poi esteso l’accesso alle fecondazione eterologa assistita alle donne lesbiche. L’ultimo passaggio nel 2010: con la legalizzazione delle nozze è arrivata anche l’ adozione congiunta .

 

GERMANIA: L’ equiparazione allo status dei coniugi.

La Germania ha seguito la politica dei due tempi :<Quando nel 2001 furono approvate le unioni civili non era prevista la tutela della genitorialità, ma solo la possibilità di riconoscere al partner un potere sui propri figli. – Nel 2004 le unioni civili sono state potenziate ed equiparate quasi in tutto ai diritti doveri dei coniugi: così è stata introdotta l’adozione coparentale del figlio biologico del partner >. Nel 2013 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l’esclusione del figlio adottivo, in Germania l’adozione è permessa ai single.  

 

FRANCIA: Prima i bimbi ai single poi norme per le coppie.

In Francia il riconoscimento dei genitori gay è arrivato prima di quello delle coppie, sotto forma di adozione per i single. Iniziò tutto da un 37enne, Philippe Frettè, che si era rivolto ai giudici per adottare un bimbo. Il caso arrivò alla Corte europea che nel 2002 impedì l’adozione. Decisione ribaltata nel 2008 . I Paesi europei non hanno l’obbligo di aprire l’adozione ai single, ma se lo fanno non possono discriminare sulla base dell’orientamento sessuale. Nel 2013 il matrimonio egualitario ha aperto lì adozione congiunta per le coppie gay, rimasero escluse le lesbiche, però la Corte ha stabilito che vanno riconosciute entrambi le madri dei bimbi.

 

STATI UNITI: cause e sentenze la strada dei tribunali

Negli stati uniti gay e lesbiche sono riconosciuti come genitori da oltre 40 anni. La prima adozione gay di coppia risale al 1979. La maggior parte dei gay statunitensi ha però adottato da single, senza esplicitare il proprio orientamento sessuale, e le adozioni di coppia sono rimaste rare fino a metà anni 90. L’adozione cogenitoriale si è diffusa invece dagli anni 90 ed è stata riconosciuta spesso grazie a sentenze. Solo dopo alcuni Stati hanno introdotto forme più o meno limitate di unioni civili e gay; oltre la metà degli Stati garantiva la stepchild adoption nelle coppie gay. Dal 2015 con il matrimonio egualitario, il secondo genitore gay o lesbica è riconosciuto in tutta l’Unione .

 

PORTOGALLO: il veto del presidente annullato dal Parlamento.

La decisione è di ieri: il Parlamento portoghese ha rigettato il veto del presidente conservatore Anibal Cavaco Silva e gli ha imposto di firmare entro otto giorni la legge votata a novembre che legalizza le adozioni gay. Un iter opposto a quello della vicina Spagna, dove alcune regioni autonome riconoscevano coppie e genitori gay già negli anni 90 e dove con le nozze gay sono arrivate nel 2005 anche adozioni congiunte, stepchild e, per le coppie lesbiche, l’accesso all’eterologa.

 

 

 

 

REGNO UNITO: il ruolo da genitori nelle <civil partnership>

Il riconoscimento delle coppie gay nel Regno Unito è arrivato oltre dieci anni fa con le <civil partnership > del 2005 poi trasformate in matrimonio egualitario nel 2013. Ma le adozioni gay esistevano da prima, sono state introdotte nel 2002. Visto ch l’adozione congiunta esisteva già, con il varo delle unioni civili è stato immediato riconoscere anche quella cogenitoriale. Oggi dal Registro delle adozioni britannico emerge che le coppie gay e lesbiche sono le più propense ad adottare bambini con disabilità .

                     L’ULTIMA ATOMICA DI KIM

La Corea del Nord ha un arsenale di ordigni nucleari più o meno avanzati, al meno secondo l’Intelligence Americana.

I tecnici della dinastia di Kim hanno condotto del 2006 test di esplosioni sotterranee.

Lunedì, Pyongyang ha minacciato di “premere il bottone e ridurre in fiamme le basi del nemico”.

< Le testate nucleari sono state standardizzate e miniaturizzate per essere montate sui missili balistici, questo può essere definito un vero deterrente nucleare > ha detto Kim nel resoconto dell’agenzia Kcna.

Probabilmente è un modello, ma inquietante: per la prima volta è il dittatore in prima persona ad annunciare che il suo Paese ha raggiunto la tecnologia per lanciare un ordigno nucleare.

La comunità scientifica dice che si tratta di un modello.

I servizi segreti occidentali affermano che Pyongyang non avrebbe ancora la tecnologia capace di miniaturizzare un ordigno per adattarlo a un missile. Però ci sono sempre dubbi sulle dichiarazioni nordcoreane.

Il progetto nucleare ha convinto comunque l’Onu a imporre sanzioni durissime.

Anche Pechino teme una guerra nucleare alla sua frontiera e dice che rischia il “disastro” nella penisola coreana. Forse Kim ha superato il punto di non ritorno.

 

                                  VENITE A LEVERANO

Leverano: il sole, il mare, il vento.

In queste tre parole è racchiusa l’anima di questo paese. Immerso nella fertile pianura salentina, e la meta ideale per chi desidera un piacevole compromesso tra il cristallino mare che dista solo 9 km e la bellezza eterna di Lecce, città barocca, la Firenze del Sud.

Il centro storico di Leverano è un  tripudio di sapori e tradizioni.

Nella bella Piazza Roma il tempo sembra essersi fermato; le abitazioni sono riunite in un unico raggruppamento circondato da stradine rimaste intatte dalle origini, arricchite da trattorie vinerie tipiche.

In questo scenario, domina incontrastata la Torre di Federico II come difesa dalle frequenti scorrerie piratesche del passato.

Da sempre centro agricolo vi sono grandi distese in particolare di vigneti.

La passione e il lavoro dei suoi abitanti hanno prodotto vini di ottima qualità, apprezzati in tutta Europa.

Il luogo è ricco di negozi, la villa Comunale è piena di giochi per intrattenere i bambini più piccoli e ci sono molti ristoranti in cui si preparano cibi deliziosi e piatti locali come le pettole, in dialetto “pittule”. 

   IL PC CAMPIONE DI STRATEGIA

Il software sconfigge il super esperto di Go l’antico gioco cinese amato da Einstein salto nel futuro per l’intelligenza artificiale.

Macchina una, uomo zero. Si è concluso così il primo storico match tra il software AlphaGo e i campione mondiale del gioco più difficile mai inventanto, il Go. Impossibile non esultare per l’ingegno degli specialisti “computer science” che alla DeepMind (sussidiario di google) hanno creato un sistema capace di battere il migliore dei giocatori. La posta in gioco è più alta del premio di 1 milione di dollari che andrebbe in beneficienza se la spuntasse AlphaGo. Era già successo che dei computer sconfiggessero i campioni di dama, Backgammon e scacchi. La scacchiera del Go è una griglia con 19 dispositivi orizzontali e 19 verticali e il numero di configurazioni è pari a una potenza di 10 con 170 come esponente. Il numero di possibilità è strabiliate dunque, superiore alla somma degli atomi nell’universo, troppo grande perché un algoritmo possa cercare la mossa migliore in modo esaustivo. Non c’è da stupirsi che con le pedine di questo passatempo, popolare tra Cina, Giappone e Corea del Sud, abbiano giocato la menti più brillanti, da Albert Eistein ad Alan Turing , da John Nash a Paul Erdos. Più qualitativo e misterioso degli scacchi, la sua filosofia consiste nel conquistarsi un territorio piuttosto che eliminare pezzi dell’avversario. Quando la scacchista Garry Kasparov ebbe la peggio con Deep Blue fu uno shock, ma nel frattempo l’intelligenza artificiale non è decollata come si sperava. Perché allora questo sarebbe un giro di boa? Il computer della Ibm era stato programmato per vincere in uno specifico gioco, invece AlphanGo è più  generalista e ha imparato da tentativi ed errori, studiando un database di 30 milioni di mosse fatte da giocatori in carne e ossa. In futuro potrebbe utilizzare immagini mediche per fare diagnosi e suggerire piani di trattamento , oppure migliorare i modelli su cui si basano le previsioni sui cambiamenti climatici, suggerisce la DeepMind. 

          FRANCESCO CHIEDE PERDONO AGLI INDOS:

Bergoglio tra il popolo del Subcomandante Marcos:

Messa con cittadini in lingua Maya.

San Cristòbal de las casas. Gli indigeni si rivolgono chiamando Takin Padre.

Francesco arriva nelle antiche terre dei maya che il 10 gennaio 1994 videro la prima insurrezione dell’Esercito Zapatista di liberazione nazionale. E la visita del primo Papa latinoamericano nel Chiapas è destinata a restare nella storia dei popoli indigeni. In Messico più di 100 mila persone, il 10% “ Molte volte in modo sistematico e strutturale, i vostri popoli sono stati incompresi ed esclusi dalla società. Altri ammalati dal potere del denaro e dalle leggi del mercato, gli hanno spogliati dalle loro terre o hanno realizzato opere che inquinano il Mondo i oggi, spogliato dalla cultura dello scarto, ha bisogno di voi “. I fedeli ripetono le frasi gridate sul palco. Francesco ha provato le traduzioni della Bibbia nella lingua tzetal.

                              LA XYLELLA NEL SALENTO

Come ben sappiamo, l’ulivo, pianta mediterranea dall’ inscalfibile corteccia e fusto dalla forma stravagante, è simbolo del Salento, il tacco dello stivale italiano, bagnato da 2 mari: lo Ionio e l’Adriatico. Il suo territorio è caratterizzato da enormi distese di ulivi, alberi secolari che hanno visto progredire economicamente e culturalmente questa terra, venendo a contatto con tutti i popoli che hanno fatto la storia. Oggi viviamo nel 2016, ma, già dalla Primavera del 2013, circa 2 anni e mezzo fa, gli ulivi si trovavano e si trovano tuttora a fronteggiare la minaccia del batterio killer denominato “Xylella”, che, fino ad ora ha distrutto interi ettari di coltivazioni.

Ciò è risultato devastante per molti agricoli ed aziende agricole, poiché nel Salento l’olio è come l’oro e l’ulivo ne è la sua miniera.

Passeggiando per le stradine di campagna la presenza del batterio si nota dall’aspetto sofferente delle piante le cui foglie passano da un verde intenso a un marrone sempre più marcato. Anche il fusto e i rami risentono di tale malessere, divenendo secchi.

È passato del tempo prima che si decidesse di intervenire per arginare la diffusione del batterio. Solo nel febbraio del 2015, veniva nominato il Comandante delegato per l’attuazione degli interventi per far fronte all’ emergenza. Quest’ultimo, con il consenso e talvolta senza dei rispettivi proprietari, ha dato inizio alla fase di eradicazione degli ulivi colpiti dal batterio e, con decisione d’imperio, di tutti quelli esistenti nel raggio di 100 metri da quello infetto.

A quel punto le proteste si sono fatte più vibrate ed incessanti fino ad impedire la prosecuzione dell’attuazione del piano.

Silletti ha però bloccato l’eradicazione, poiché terminata la fase delle estirpazioni volontarie si sarebbe dovuto passare a una fase più complessa.

A frenare definitivamente il tutto è finalmente intervenuta la Procura della Repubblica di Lecce, la quale, a seguito di indagini svolte con l’ausilio di esperti del mondo scientifico, ha scongiurato definitivamente la fase degli abbattimenti su larga scala.

                              L’AMMIRAGLIO DE GIORGI

L’Europa può decidere di sbriciolarsi, barricarsi, disseminare i suoi confini terrestri di filo spinato, per cercare di fermare i profughi. Il capo di stato maggiore della Marina Militare italiana, ammiraglio Giuseppe De Giorgi. A uno di loro, il più grosso, l’ammiraglio e la coautrice Daniela Morelli hanno dato voce nel loro libro <S.O.S. uomo di mare> per descrivere quelle notti e quei giorni di paura a bordo del traghetto. Noi blocchiamo soltanto i trafficanti di armi, uomini e droga. Hanno arrestato 600 con Mare Nostrum. La Marina Militare, procederà al recupero, da una profondità di 375 metri. <A 375 metri di profondità, il buio, il freddo, la pressione dell’acqua e la scarsità di fauna contribuiscono alla conservazione dei corpi. Il presidente del Consiglio, Renzi, ci ha dato l’incarico di recuperarli tutti. E lo faremo, a qualunque costo, con robot e sistemi pilotati a distanza>.   

 

                         I RAGAZZI CHE NON SANNO USARE                                                  LA MATEMATICA QUOTIDIANA

L’ultimo rapporto dell’Ocse-Pisa certifica che uno studente italiano su quattro ha gravi carenze in matematica. Non a caso il 25% dei ragazzini italiani non sa rispondere a semplici quesiti matematici.

Peggio di noi però si piazzano Grecia e Portogallo. L’allarme dell’Ocse riguarda oltre 13 milioni di 15enni che non hanno abilità che dovrebbero essere scontate nel XXI secolo. Questo ha gravi conseguente a livello personale e della società. Una popolazione senza competenze di base rischia di compromettere il sistema economico e la crescita del paese.

                        LA PROTESTA DEI MIGRANTI

Ci sono voluti 202 giorni per tenere aperta la via dei Balcani, bastano 12 ore a sbarrarla: quattro paesi dicono che va bene così. Il governo promette d’argine < secondo le decisioni prese dagli altri Paesi della rotta balcanica > ovvero chiudendolo. Già si vede: a Idomeni non smette di piovere e il barometro dell’accoglienza si mette al brutto quando arrivano altri poliziotti. I 15 mila migrati sono esausti, sanno d’essere ormai in trappola. Il governo greco dice che i gommoni della Turchia stanno diminuendo, da 2 mila a 700 al giorno: i trafficanti d’uomini abbiano pronte vie alternative, l’Albania o l’Ucraina. Anche l’Italia si preoccupa e Renzi parla con Alfano in vista del consiglio europeo. I centri di permanenza non sono pronti a reggere. Oggi tocca a Balcani, domani forse all’Italia. E dei mille senza cibo e senza tende in Macedonia. E dei 400  bloccati in quella terra di nessuno che porta alla Serbia. E soprattutto dei 40 mila sparsi in tutta la Greci, ci sono 40 donne incinte, e il 40% sono bambini. Una mattina hanno portato all’ospedale di Kilkis una neonata si 3 mesi che pesava 3 chili. Nel pomeriggio un profugo si butta su un treno merci che, lento, passa lungo il confine. Sperava d’entrare in Macedonia. I poliziotti ridono, lo fanno saltar giù: ma dove va, da quella parte c’è Atene. Che sarebbe in Europa e non lo è più. 

ALFANO IN CITTA’ E PIU’ AGENTI DOPO L’ULTIMO AGGUATO

Il ministero dell’interno, Angelino Alfano, sarà lunedì a Bari. Lo ha comunicato ieri sera al consiglio comunale il sindaco, Antonio De Coro, aggiungendo che da martedì arriveranno i rinforzi delle forze dell’ordine richiesti. Ieri pomeriggio, intanto, lo stesso Antonio De Carlo, accompagnato dagli assessori Galasso e Brendi e da alcuni dirigenti della struttura comunale, ha effettuato un nuovo sopralluogo nel quartiere di San Paolo per verificare la fattibilità di alcuni operazioni di quali degli spazi aperti centrali. La sparatoria alle 19:30 della sera, con le strade ancora affollate, ha immediatamente scatenato la paura tra i cittadini e fatto alzare il livello di attenzione da parte delle forze dell’ordine. Non è ancora chiaro il motivo che ha armato la mano dei due uomini a bordo di uno scooter, né è stato accertato se Giarone e Morisco fossero destinati ad essere uccisi o solo intimiditi. Forse la punizione per uno sgarro lo sconfinamento in una zona di spaccio non assegnata a loro o magari una rapina del “boss” Savino Prisi.

Tutti elementi da mettere insieme per arrivare alla soluzione dell’ennesimo fatto si sangue. Finora, le uniche cose certe sono precedenti i delle due vittime dell’agguato: qualche furto per Girone e detenzione di armi e spaccio di stupefacenti per Morisco. 

               C’E’ UN’ EUROPA SOMMERSA FATTA DI RELITTI,                                                                       STATUE E CITTA’.                                           IN VIAGGIO TRA 2.500 TESORI SUL FONDO DEL MEDITERRANEO

Ai prezzi d’oggi farebbero circa un miliardo di euro. Diamanti, monete, lingotti d’oro. Di tutto ha nella sua pancia “Las Cinque Changas”, galeone portoghese affondato nel 1594 davanti alle Azzorre, dopo 5 giorni di battaglia contro pirati inglesi guidati dal conte di Cumberland. Andò a picco fra le fiamme, con tutto il suo bottino oltre a svariate di fantasmi: bagliori rossastri fra le onde, raccontano ancora ai turisti i pescatori più smaliziati.

Vero o no che sia “ Las Cinque Chagas” è ancora laggiù. Come oltre 2500 relitti di navi sparsi nel Mediterraneo. I monumenti perduti sul fondo del mare: raccontano la storia di un continente che ancora oggi sembra cercare la sua identità. Un progetto è stato lanciato dal direttorio generale, pesca e affari marittimi, battezzato: “Vie tematiche sull’eredità colturale subacquea”. Le idee in ballo vanno da musei e centri di studio sulle coste. C’è solo da scegliere, la storia ha camminato sulle scogliere d’Europa, per poi immergersi nelle sue acque. Herakleian, per esempio, la città meraviglia, un tempo splendente nel delta del Nilo: è un giorno forse da un terremoto con le statue gigantesche dei suoi Dei. O Tharros sotto l’acqua è conosciuto da tanto, ma ancora pieno di mistero, o ancora la Piccola Atlantide. Quanto alle navi perdute un’immersa flotta gremisce i nostri mari. I galeoni dell’oro raccontano i giorni tanto gloriosi tanto tragici delle colonne.   

                 LA 12ENNE CHE SI E’ LANCIATA NEL VUOTO

La ragazzina di Pordenone racconta e spiega al pubblico che il 18 Gennaio scorso voleva morire, perché non aveva più l’energia per resistere ai bulli della classe. I due “bulli” venivano:

-uno italiano che aveva 13 anni

-uno bosniano che doveva compiere 14 anni.

Ci sono varie testimonianze che approvano che i due bulli sono infernali.

Tra le testimonianze c’è quella di una professoressa che racconta il mal comportamento di questi bulli perché rispondevano male a chiunque.

La 12enne era stata toccata dai bulli ma non disse nulla a nessuno. Anche la sua migliore amica era stata toccata e ricattata; inoltre anche altre ragazzine furono disturbate da questi ed addirittura anche picchiate. Le cose non cambiarono per niente nonostante ci fu la morte della 12enne; per questo i bulli furono isolati in una classe con un professore tutto l’orario scolastico.

                    A BARI MENO INCIDENTI STRADALI

La prevenzione stradale e la cultura della guida responsabile cercano di portare risultati che siano in piano di educazione per gli studenti.

Questo fatto ha coinvolto tanti studenti dei licei della città d’Euclide. Dal 2011 ad oggi Moretti spiegò i numeri degli incidenti stradali che si sono ridotti dal 2000 ai 1674 del 2014.

Sono stati gli incidenti che avvengono per uso del cellulare mentre si guida.

Esistono tecnologie che aiutano ad evitare questo fenomeno incidenti che crea seri pericoli per se e per gli altri. Iannone cerca di trasmettere agli studenti una buona educazione alla guida per evitare molti incidenti. Molti cittadini mentre guidano usano il cellulare per parlare, inviare sms per schiattare …, infatti, Nicola Marzulli cerca di creare nuovi codici stradali.

Altri  incidenti avvengono per il motivo che gli automobilisti guidano durante la notte quando i semafori sono spenti oppure per il fatto che esagerano anche con la velocità.  

                   IN UN RITRATO IL DESTINO DEL REGNO

                  ELISABBETTA FESTEGGIA I SUOI 90 ANNI

LONDRA: 4 generazioni, 2 secoli di corona Windsor: il passato e il presente di Elisabbetta, il futuro di Carlo, William e George.

La regina spegne la novantesima candelina di una vita trascorsa fra guerre, gossip, crisi, ricchezze, dispiaceri e splendori.

Nella White Drawing room di Bckingham palace, il fotografo Ronald Mackechne con il giuramento solenne di non parlare con nessuno, neanche con la moglie, ha fatto accomodare la sovrana e i futuri sovrani. Carlo a destra di “Mammi”, William a sinistra e tra papà e bisnonna il piccolo George. Le posizioni sono state studiate al millimetro per 2 giorni. Senza l’ “elevazione” l’ultimo dei principi ereditari non avrebbe avuto la luce e lo spazio giusto per ritrarre il volto destinato alle buste.

I 2 vecchi Windsor e i 2 giovani Windsor. La continuità a l’unità delle 4 nazioni che formano la Gran Bretagna. Elisabetta è una donna che viaggia splendidamente a cavallo fra le rigide conversazioni monarchiche e la consapevolezza di una modernità che chiede anche la semplicità e la vicinanza alla gente comune.

Su 2 cose non transisce:  l’idea di abdicare sino a che le forze le sosterranno e l’idea di tagliare il figlio Carlo dall’albo dei re di Gran Bretagna.

Gli toccherà prima o poi. E se Elisabetta è la regina più popolare e con il regno più lungo, lo discusso Carlo sarà il principe che ha aspettato di più per insediarsi a Buckingham Palace. Semmai spetterà a Carlo sul da farsi. Gli toccherà garantire la transizione breve  o lunga che sia, dai Windsor secolo ventesimo ai Windsor secolo ventunesimo. William aspetterà un po’ prima di dedicarsi al suo lavoro e alla sua famiglia. Lo hanno accusato si essere “pigro” e di non occuparsi troppo degli impegni che il ruolo gli impone. Ha risposto intervistato dalla Bbc che lui “ prende le sue responsabilità seriamente” ma che certi doveri “possono opprimerti quando sei giovane” ed è giusto affrontare le cose “al momento opportuno”. Elisabetta lo adora. Oggi brindisi al castello Windsor con la famiglia. Domani brindisi con un’amica di eccezione e che col marito è in vista ufficiale, viene apposta dagli Stati Uniti, Michele Obama per la quale lei ha un debole. C’è solo un neo in questo anniversario: e la dama Carola Ann Duffy ed è la poetessa di corte la “Poet Laureate”. I monarchici tutti d’un pezzo si aspettano rime al bacio per l’evento.

Non ha avuto l’ispirazione in quanto impegnata a comporre un poema in lode dei vecchi contatori a gas della elettricità.

“Qualcuno penserà che penserà che è un insulto, ma  credo che a sua maestà non importi nulla”. I Windsor, anche grazie a mamma, nonna e bisnonna Elisabetta, sono cambiati.    

                                            IL BULLISMO ?

                              DENUNCIALO SULLA RETE

 (UN SITO INTERNET CURATO DAGLI STUDENTI RACCOGLIE LE DENUNCE DELLE VITTIME. E' L'ULTIMA IDEA DI UN ISTITUTO MODELLO)

 Nella città di Lecce sono presenti numerosi istituti scolastici quali scuole primarie e secondarie , licei classici, scientifici, artistici e per finire le università anch'esse ben attrezzate. Attraverso questi  numerosi centri scolastici, i ragazzi arricchiscono le conoscenze, apprendono cose nuove dagli esperti e competenti professori e professoresse. questi ultimi hanno un ruolo veramente importante nell'istruzione  ma anche gli stessi alunni fanno la loro parte poiché, essendo, essendo nati in un'era in cui la tecnologia è presente in tutti i campi, tramite metodi più moderni riescono ad attirare l'attenzione di tutti anche quella di alcuni coetanei. Ciò è avvenuto nell'istituto tecnico Galileo Galilei - Costa, presso il quale all'interno della classe 1°A, quattordici adolescenti caratterizzati da un animo coraggioso, hanno affrontato il tema del bullismo che interessa appunto i giovani come loro.

Quest'iniziativa nasce dalla tragica storia di  della 13enne di Pordenone, la quale, di recente ha tentato il suicidio per i continui insulti ricevuti dai compagni.

Quest'avvenimento ha scosso i ragazzi tanto da creare una pagina internet dal titolo MaBasta (Movimento Anti Bullismo Animato da Studenti Adolescenti) sul quale chiedere consigli  per arginare o contrastare questo fenomeno, per sfogarsi e cercare un aiuto, o per far comprendere agli stessi bulli il male provocato alle loro vittime e i danni fisici o psicologici che potrebbero essere talmente gravi da non sparire nonostante il passare del tempo.

                           

            QUELLI CHE DECIDONO DI RESTARE IN ITALIA

SONO QUALIFICATIVI, FANNO FATICA EPPURE NON SE NE VANNO: ECCO I CERVELLI CHE RESISTONO

Pochi, qualificativi e con performance brillanti a un anno dal titolo di studio, 87 su 100 lavorano, faticano a trovare spazi qui, dove il dottorato “non viene apprezzato”.

Per i ricercatori italiani, nel 2015, lo sblocco professionale principale è l’insegnamento.

A livello accademico; poi sono soprattutto la burocrazia e le baronie a decidere chi fa carriera e chi no.

Questo l’identikit dei ricercatori italiani: per il 53% donne; età media 33 anni, provenienti da famiglie di status economico elevato, con entrambi i genitori laureati. Il guadagno medio? 1.490 euro al mese.

La certezza,per il 74%, è che all’estero le opportunità professionali siano migliori.

L’INGEGNERE INFORMATICO CHE FA PARLERE I ROBOT

Barbara Caputo, 44 anni, è una dei trenta italiani che hanno vinto uno dei finanziamenti Erc Consiglio europeo.

Ma, mentre la maggior parte dei selezionati spenderà i due milioni di euro nel laboratorio dove insegna i robot a “istruirsi da soli su internet”, a far crescere la loro intelligenza per migliorare la vita delle persone .

Ma la donna con esperienze lavorative in Germania, USA, Svezia e Svizzera, nel sistema italiano si trova stretta “ il problema in Italia non sono barono, ma la politica che ci lascia solo”.

L’UNICA STRANIERA CHE HA SCELTO DI VENIRE DA NOI

Dana Branzei

Quanti ricercatori, europei e non, hanno scelto l’Italia?

Uno solo. Si tratta della biologa rumena Dana Branzei, che dopo tanti anni di studi in Giappone, ha scelto di lavorare all’IFOM di Milano,  dove dal 2008 dirige il laboratorio dedicato allo studio dei meccanismi di riparazione del DNA.

“ Sono venuta in Italia perché l’IFOM era il posto dove dovevo lavorare”

Il 2005 è l’anno del primo incontro con l’Italia; nel 2008 vince il primo Erc, che decide di impiegare a Milano.

Adesso un altro, che porta, di nuovo, all’IFOM.

Non le piace dire quanto guadagna oggi, ma ci tiene a sottolineare che l’IFOM la selezione e la crescita degli scienziati rispondono a criteri strettamente meritocratici.

“E ogni tre anni si viene valutati da un planel di scienziati che attualmente è giudicato dal premio Nobel Thomas Lindahl”.

 

                            

                                                            

 

                      IL LAVORO IN BILICO NEI CALL CENTER

E' buio pesto nella vertenza di Almaviva Contact che si trascina da mesi.

 Ieri il governo, con il viceministro allo sviluppo economico, Teresa Bellanova, ha incontrato i rappresentanti delle aziende e dei sindacati.

La proposta avanzata dall'esecutivo non ha messo d'accordo le parti.

 Per questo oggi e domani,a Palermo, sono in programma nuove assemblee dei lavoratori.

 Il governo ha chiesto la revoca dei 3'000 licenziamenti, nuovi contatti di solidarietà per 6 mesi e nessun trasferimento di commesse nel periodo della durata dell'ammortizzatore sociale da una sede all'altra.

Agli incontri hanno partecipato, il sotto segretario all'istruzione, il vicepresidente della regione Sicilia e il sindaco di Palermo.

Almaviva e sindacati si incontreranno di nuovo il 26 aprile nella sede di Unindustria per proseguire il confronto, anche sulla base dei 6 punti della proposta avanzata dall'esecutivo.

 Il colosso dei call center, che in Italia è in pesante crisi : perde un milione e mezzo al mese.

 Ora  Almaviva avrebbe accolto l'appello del governo di arrestare la procedura per i 3'000 licenziamenti, ma ha chiesto una verifica  con i sindacati per capire come far fronte della sostenibilità economica degli esuberi.

 L'azienda è disponibile ad estendere i contratti di solidarietà, ma questi sarebbero uno degli strumenti, non l'unico, per affrontare la crisi. Al momento non ci sono i presupposti per arrivare ad alcun accordo

REFERENDUM TRIVELLE FISSATO PER IL 17 APRILE

Oppositori: affrettato e inutile spreco di denaro

 E' stato fissato per il 17 aprile l'appuntamento per andare alle urne. Gli oppositori sostengono che l'errore sia duplice: la data non coincide con le Amministrative e ciò potrebbe comportare lo scoraggiamento della partecipazione con il rischio di far fallire il referendum per il mancato raggiungimento del quorum.

Sarebbe troppo poco il tempo per informare i cittadini su una questione così complicata.

Il quesito unico, sopravvissuto dopo sei richieste avanzate dalle dieci Regioni, attiene alla norma che consente di estrarre il petrolio in aree marine entro 12 miglia dalla costa con permessi che dureranno fino a che il giacimento lo consentirà, a tempo indeterminato.

Il governatore Michele Emiliano commenta "la data sembra sia stata scelta dal governo per ridurre al massimo i partecipanti" , ma, secondo Emiliano "la scelta può essere ancora cambiata al fine di consentire a tutti gli italiani di essere meglio informati su una materia complessa.

La democrazia del referendum può essere favorita dall'elctionday, un' unica giornata in cui si svolgono sia le comunali che le refendarie unicando le date, ciò permetterebbe anche di risparmiare più di 300 milioni di euro". In un'altra intervista Emiliano ha continuato a polemizzare "Accadde persino che le riunioni tra governo e Regioni siano state in segreto, proprio per escludermi".

Nicola Fratoianni, il coordinatore nazionale di Sel sostiene: "la scelta del governo è truffaldina, in quanto non consente di avere tempo sufficiente per aprire un'ampia discussione che permetta agli italiani di deciderne consapevolmente".

Inoltre, provocherà una maggiore spesa pari a 330 milioni di euro, per questo Sel ha presentato una proposta di legge per obbligare l'abbinamento elettorale in un'unica data.

                                            POLITICA ESTERA

COMMENTO ALL’ARTICOLO DI VENERDI’ 12 FEBBRAIO:

CRISI DEI RIFUGIATI, LA NATO INVIA LE NAVI NELL’EGEO

Il peggioramento delle violenze e la fuga di profughi spingono la comunità internazionale e i Paesi coinvolti a reagire con misure eccezionali.                                                                                                    Il giorno 11 febbraio 2016, la NATO ha inviato una squadra navale (da 3 a 5 unità) nell’Egeo, sotto il comando tedesco.             La richiesta era arrivata lunedì 8 febbraio da Turchia, Grecia e Germania, nel corso della riunione dei ministri della difesa dei paesi alleati, tenutasi a Bruxelles. Le navi sono in partenza; le prime a muoversi saranno quelle della seconda squadra ancorate a Cipro. Quest’operazione, non è destinata a bloccare o rimandare indietro i migranti, ma a raccogliere informazioni e a stoppare i trafficanti di esseri umani.                                                                          

La prima destinazione delle flotte sarà i tratti di mare tra la costa turca e le isole di Lesbo e Kos.

Secondo l’agenzia  profughi dell’ONU’ dal 1 gennaio 2016, 75'000 uomini sono arrivati sulle coste greche, e almeno 400 di loro sarebbero morti annegati.

Il presidente turco Edrogan, ha affermato che s potrà arrivare a più di 600'000 disperati se la Russia dovesse continuare a bombardare.

La missione della NATO è diversa da quella europea, nella quale i guardia coste accompagnano i migranti sulle nostre spiagge.

Per quanto riguarda l’Italia, come ha affermato la ministra Roberta Pinotti, la richiesta non è mai stata pretesa.

Il giorno 11 febbraio, a Monaco, durante l’incontro dei paesi sostenitori della Siria, si è visto lo scontro tra la promessa russa di continuare le azioni militari fino al “cessate il fuoco”, contro la proposta degli USA di imporre “cessate il fuoco” immediato in vista di riavviare i negoziati di pace entro il 25 febbraio

                     LE CONDIZIONI SOCIALI DELLA DONNA                                              NEL PASSATO E NEL PRESENTE

La condizione della donna nella società è passata attraverso notevoli modifiche nel corso dei secoli, a seconda dell’evoluzione politica e giuridica dei popoli, della diversità dei fattori geografici e storici e della sua appartenenza ai vari gruppi sociali. In quasi tutti i tempi e paesi la donna fu sottoposta nelle società ad            un trattamento meno favorevole di quello riservato all’uomo. Per molto tempo la donna è stata inferiore all’uomo sul piano giuridico, economico e civile e per tanto tempo è rimasta esclusa da tutta una serie di diritti e di attività. Il ruolo della donna era quello di madre all’interno della famiglia e il suo compito principale era quello di svolgere le faccende domestiche.

La donna però non era soltanto discriminata rispetto ai maschi ma non poteva amministrare il consenso del padre o del marito, né poteva ricoprire cariche pubbliche.

Dopo la Rivoluzione francese, Napoleone ampliò la sfera dei diritti delle donne: venne così concesso loro di mantenere il cognome, anche in caso di matrimonio, e di esercitare autonomamente attività commerciali, e fu abolita la disparità di trattamento nella divisione dell’eredità del patrimonio familiare. Napoleone però non eliminò la situazione di inferiorità sell’universo femminile. La donna, anche se sposata, continuò a restare per molti aspetti sotto la tutela maschile, perché non poteva intraprendere azioni giudiziarie senza l’autorizzazione del marito, e neppure poteva donare, acquistare,vendere beni senza l’assenso del coniuge. Uno dei primi movimenti che mirò alla liberta e al raggiungimento alla parità dei diritti delle donne con quelli degli uomini, fu quello delle suffragette sviluppatosi nell’800, le quali miravano a raggiungere il suffragio universale anche per le donne.

Oggi le donne sono presenti nella società, nel mondo dell’impresa, nelle università, nella magistratura, e nella pubblica  amministrazione, nel governo e in parlamento, svolgendo a volte lavori anche molto impegnativi, di un certo peso all’interno della società, o lavori che fino  a qualche tempo fa svolgevano solamente gli uomini.

Oggi le donne, anche nella società occidentale, possono compiere scelte importanti all’interno della società e della famiglia.

                               LA GAZZETTA DELLO SPORT                  

 

                                  QUANTI GUAI IN REGIA

TOCCA A JORGINHO, L’UOMO CHE A NAPOLI GIOCA NEI VICOLI

Thiago Motta e Montolivo sono arrivati entrambi con un problema al polpaccio destro. Hanno effettuato degli accertamenti con i loro club e dopo aver avuto i risultati, spiega il professor Castellacci, responsabile dello staff medico azzurro, li hanno visitati e insieme al c.t. degli azzurri Conte hanno deciso  che i 2 giocatori seguiranno un allenamento diverso, a base di fisioterapia, palestra e poi campo. A quel punto Conte avrà in mano tutte le carte per dire se Thiago Motta e Montolivo giocheranno, ma per loro, le speranze sono pochine, dice Conte. Intanto Conte ha deciso di giocare con un 3-5-2 dopo i KO di Marchisio e Verratti. Nella difesa ci saranno: Barzagli, Bonucci, Chellini. Nel centro campo Conte ha deciso di mettere un uomo che ha i piedi educati, ottima visione del gioco e rapida circolazione della palla: Jorginho.

Insieme a lui ci saranno anche: Candreva, Florenzi, Parolo, Darmian.

Come attaccanti invece: Pellè ed Eder.

Jorginho non trema, d’altronde è un uomo che ha segnato il suo primo gool con il Napoli davanti a Diego Armando Maradona; è lui che bucò la Roma in Coppa Italia, mentre il San Paolo inneggiava al Pibe De Oro.

Ecco, se proprio si vuole trovare un limite all’ultima straordinaria stagione del regista azzurro è la mancanza di reti. Ma i tifosi lo amano comunque, basti pensare alla festa che nei giorni scorsi gli ha riservato il Club Napoli di Capri. Jorginho ama il mare e Napoli da piccolo sua madre lo portava a giocare a pallone sulla spiaggia di Napoli e pensare che era stata lei a insegnarli a giocare a pallone. Nulla o Niente di diverso da qualsiasi scugnizzo napoletano. Forse per questo motivo qualche tempo fa Jorge (come lo chiamano negli spogliatoi) è stato stuzzicato a palleggiare per le vie del centro di Napoli con dei ragazzini.    

                     LA FAVOLA AZZURRA DI LORENZO

Impegno, sacrifici, sudore e tanta voglia di vincere e migliorarsi. Sono queste le condizioni necessarie per riuscire a fare bene nello sport anche nel tennis tavolo. E questo il piccolo Lorenzo Magarelli, classe 2002, lo sa bene. Lorenzo Magarelli si è avvicinato al ping pong nel 2012, tesserandosi per la società della sua città, Circolo Tennis tavolo Molfetta. Nel Giugno scorso Lorenzo Magarelli ha partecipato ai campionati italiani paraolimpici a Torino, conquistando la medaglia d’argento. Così Lorenzo Magarelli nato per le sue urla grintose oltre che per la sua bravura, ha attirato l’interesse di Alessandro Arcigli, tecnico della nazionale paraolimpica che lo ha subito convocato nei campionati europei paraolimpici in Croazia, nel Luglio del 2015. Il ragazzino di Molfetta con la sua voglia di giocare senza pensare a niente altro, è riuscito a superare prima il girone e poi ad arrivare in semifinale raggiungendo il 4° posto della classifica finale del torneo. Quest’anno inoltre Lorenzo Magarelli ha partecipato con la maglia della nazionale al Master Open di Lignano Sabbiadoro. Lorenzo Magarelli con l’80% di vittorie personali, è il giocatore giuda del CTT Molfetta, Capolista della serie A1 paraolimpica. Dal momento che la sua disabilità è minima, Lorenzo Magarelli disputa anche gare per normodotati. Lorenzo, quindi, è una promessa del tennis tavolo italiano; la sua carriera è ancora agli inizi. Sa perfettamente che se vuole ottenere risultati sempre più importanti deve impegnarsi per migliorare soprattutto i suoi difetti.   

                         BERNARDESCHI CON LA FEBBRE

                           LAVORO DURO PER IL GRUPPO

Oltre a Thiago Motta e Riccardo Montolivo, ieri non si è allenato pure Federico Bernardeschi, perché aveva un po’ di febbre. Il resto del gruppo è stato, invece, letteralmente massacrato da Antonio Conte: pesantissimo lavoro atletico, con e senza pallone.

ZAZA A RISCHIO? Il c.t. della nazionale ha detto più volte che in Francia porterà con sé solo gente in grandi condizioni fisiche. Ecco perché ogni seduta da qui a fine mese sarà un vero e proprio esame di laurea per tutti i giocatori. Conte dice di avere pochi dubbi perché ha un progetto ben preciso in testa. Oggi potrebbero già essere 24 o 25 i ragazzi che andranno agli Europei Conte dice di avere le idee ben chiare fin da ora. Si può parlare solo di un dubbio: portare 4 o 5 punte? Sono in 30 in ritiro, in 7 non avranno il pass: quasi out gli infortunati Thiago Motta e Montolivo; in difesa dovrebbero saltare Astori e Rugani così come in mezzo al campo speranze quasi zero per Benassi e Zappacosta. Con i 5 attaccanti fra i 23, a rischiare sarebbero Sturaro Bernardeschi ed El Shaarawy. Altrimenti se la vedrebbero Insigne, Immobile e Zaza con lo Juventino oggi un gradino sotto. In particolare continuano a crescere le azioni di Lorenzo Insigne, davvero bravo pure nella faticosa giornata di ieri. Il napoletano, fra l’altro, ha caratteristiche tecniche molto simili a quelle di Giovinco, giocatore al quale Conte ha rinunciato a fatica e solo per una questione di condizione fisica.     

 

                     FINALI PRIMAVERA DAL SAPORE DI  A

                           VENERDI' INIZIANO LE FINAL 8,                                                     I TALENTI NELLA CORSA SCUDETTO

Per diventare campioni non si deve mai perdere contatto con la realtà. Piedi a terra, lavoro, sudore, umiltà sono elementi imprescindibili per riuscire a compiere l'ultimo step.

 Non troppi anni fa, nel2009, il Palermo Primavera si laureò campione d' Italia grazie all'aiuto di una stellina della  prima squadra.

 Parliamo di Abel Hernandez, allora ancora 18enne attaccante rosanero, che il Palermo acquistò dal Penarol per circa 4milioni.

Hernandez, che in prima squadra trovò poco spazio, fu il mattatore delle finali scudetto.

                    

                                     QUARTI DI LUSSO

 Si parte venerdì con la rivincita della semifinale dell'ultimo Viareggio Inter - Palermo.

 L'Inter ha già vinto la coppa Italia, ha chiuso come miglior prima dei tre gironi, con la seconda miglior difesa.

Sabato c'è Entella - Roma, la novità contro la favorita priva, però, di Sadiq.

Domenica 2 sfide spettacolari: Juve - Empoli e Torino - Atalanta.

La Juve avrà lo squalificato Vadalà in attacco. L'Empoli

ha eliminato ai play off Lazio e Milan ma perso per infortunio Tchanturia.

Ci sarà da divertirsi!

L’ AUTOCONTROLLO NELLA PRATICA DEL
KUMITE: CON L’AUTODISCIPLINA SI
COMBATTE IN MODO SICURO
Il kumite è l'applicazione dei kihon, attraverso il
confronto con un avversario. Una delle regole più
importanti di questa applicazione è l'autocontrollo.
Senza autocontrollo non è possibile combattere in
modo sicuro, in quanto ci si potrebbe infortunare
anche in modo grave. Io frequento la scuola di
karate, ed alcune volte faccio gare di kumite, con
parapiedi, paradenti e guantoni. Facendo queste
gare ho capito che il kumite si basa sull’
autocontrollo delle mani e dei piedi. Se non ci fosse
questo ci faremmo male. Infatti la cosa principale è
l’autocontrollo, e se questa regola viene a
mancare, il giudice ci elimina dal combattimento. Il
kumite può avere diversi tipi di forme: 1. Gohon
kumite: l'attaccante fa 5 attacchi, ognuno con il
passo avanti
2. Sanbon kumite: l'attaccante fa solo 3 attacchi
con il passo avanti
3. Kihon ippon kumite: l'attaccante fa un solo
attacco con un solo spostamento in avanti
4. Jiyu ippon da 3 metri: uguale a quello
precedente, solo che l'attaccante è distante 3 metri
dal difensore e quindi deve avanzare
5. Jiyu kumite: gli avversari combattono senza
dichiarare i colpi (kumite liberero).
Sono molto fiero di praticare questo sport, perché
ho acquisito maggior sicurezza e fiducia in me

FOLIGNO NAZIONALI DI KARATE:
ALESSANDRO PINTO CONQUISTA
LA MEDAGLIA D’ORO
IL PICCOLO CAMPIONE PARLA DI
LEALTÀ E CORRETTEZZA SPORTIVA!
Foligno – Il 15 novembre 2015 al campionato
italiano di Karate, il giovane salentino Pinto
Alessandro, di soli 10 anni, conquista il primo
posto. Alessandro per eccellere nella ginnastica
artistica ha dovuto allenarsi duramente per
quattro ore al giorno tutti i giorni della settimana
e per salire sul gradino più alto del podio, alle
nazionali di karate, ha dovuto lasciare da parte
play station e televisione e viversi appieno la
palestra. Alla domanda: – Non sei felice di
questa medaglia? – Risponde: – Certo che sì,
ma vorrei che queste gare servissero a far
capire ai miei coetanei che è meglio stare in
palestra che per strada. Lo sport ci insegna ad
essere educati e leali ed il karate ad essere
rispettosi degli altri, prima di tutti dell'avversario.

                      La CARTA DEL FAIR PLAY
Qualunque sia il mio
ruolo nello sport,
spettatore o giocatore,
mi impegno a:
1. Fare di ogni
incontro sportivo un
momento di festa
2. Conformarmi alle
regole ed allo spirito
dello sport praticato
3. Partecipare alle
gare e alle attività
organizzate d
alla mia società
sportiva
4. Accettare le
decisioni degli arbitri
e dei giudici,
sapendo che come me,
hanno
diritto all'errore
5. Rispettare gli
avversari ed evitare le
aggressioni
nei miei atti, parole o
scritti
6. Non usare inganni
per ottenere il
successo
7. Dare il meglio di
me stesso ed essere
degno nella vittoria
come nella sconfitta
8. Coinvolgere i miei
genitori a partecipare
concretam
ente alla crescita
della mia
società sportiva
9. Soccorrere ogni
sportivo infortunato
o la cui vita
è in pericolo
10. Essere
realmente un
ambasciatore dello
sport aiutan
do a diffondere
intorno a
me i principi fin
qui affermati.
cont.


                         PARTITA DI PALLAVOLO:
                   LEVERANO VS PORTO CESAREO.
                    VITTORIA SUGLI AVVERSARI E …
                   NUOVE AMICIZIE AL CIOCCOLATO
Il mese scorso, io e la squadra di
pallavolo femminile di Leverano
abbiamo giocato al Palazzetto dello
Sport di Porto Cesareo.
Siamo arrivate alle 17:00, ci siamo
recate nello spogliatoio per cambiarci,
dopo pochi minuti eravamo pronte per
la partita. Uscite e abbiamo iniziato ad
allenarci.

Alle 18:00 è iniziata la partita e, abbastanza
facilmente, abbiamo vinto i primi due set. Al terzo,
finalmente, sono entrata anch’io in campo e con
qualche difficoltà in più, rispetto ai primi due set
(la stanchezza cominciava a farsi sentire)
abbiamo vinto anche questo.
A fine partita il mister era un po’ arrabbiato con
noi perché durante la gara abbiamo sbagliato
delle tecniche di gioco, ma nonostante tutto era
felice per la vittoria. E così, ha deciso di portare
tutte noi a prendere un gelato e, con nostra
grande sorpresa, anche il mister dell’altra
squadra ha avuto la stessa idea. E così, abbiamo
avuto modo di conoscere anche fuori dal campo
di gara le nostre avversarie. È stato un bellissimo
pomeriggio pieno di sorprese “inaspettate”. ID

                               UNA PARTITA…SPECIALE!
                   QUANDO UN INCONTRO SPORTIVO
                    DIVENTA UN MOMENTO DI FESTA
LEVERANO - Gioele è un nostro caro amico: è il
ragazzo che ogni sabato organizza le partite del cuore
al campetto da calcio della chiesa. Qui ci cimentiamo
in competizioni che ripropongono le più importanti
partite del campionato italiano.
Ci ha raccontato che quando aveva la nostra età, era
l’arbitro più amato dai compagni.
Gioele, durante la sua esperienza di arbitro, ha
assistito a vari esempi di scorrettezze, simulazioni ma
anche molte “ammissioni di colpa”. Questo ne è un
esempio: il gruppo di una classe aveva organizzato
una partita, che si era conclusa con un pareggio 5-5.
Durante gli ultimi minuti successe questo: un
avversario aveva mancato una scivolata e il
centrocampista dell’altra squadra ne aveva subito
approfittato simulando una caduta. Gioele e il
guardalinee immediatamente assegnarono il rigore. Il
capocannoniere si era apprestato a tirare il
pallone…quando il baro annunciò di aver simulato.
Tutti i giocatori apprezzarono il gesto e in nome
dell’amicizia e dello
sport lasciarono
alle loro spalle i
dissapori sportivI.
“Accontentandosi”
delrisultato,
dimenticarono
l’accaduto davanti
ad un bella torta al
cioccolato.
My Valentina

                       JUDO E KARATE-DÒ
Lo sport è parte della nostra vita. Noi
quando parliamo di sport pensiamo subito
ad una palestra, ad attrezzi e strumenti.
Ma non è così, siamo in continuo
movimento e anche un semplice gioco
con i nostri amici può trasformarsi in un
momento di attività sportiva. Noi
pratichiamo ARTI MARZIALI, che
comprendono una serie di discipline di
combattimento e autodifesa che sono
state da sempre considerate uno
strumento di crescita morale e spirituale
dell’allievo, quindi strumenti di
allenamento fisico e mentale. Noi
pratichiamo il judo e il karate-dò, discipline
nate nell’ Asia Orientale tra le popolazioni
buddiste, islamiste, bramaniste e taoiste.
Dall’esigenza iniziale dell’auto-difesa
prendendo spunto dalla forza della natura,
si cercò successivamente di raggiungere
e insegnare l’equilibrio del corpo e dello
spirito. L’uomo imparò presto che la
ricerca di questo equilibrio era più
sensata della lotta, anche se a causa delle
inevitabili ostilità con i suoi simili, dovette
sviluppare tecniche che lo avrebbero
messo in grado di vincere il nemico.
Cordella Giacomo, Frassanito Simone,
Milanese Cristina

FAIR PLAY: RIPENSARE LO SPORT E IL GIOCO NELLE COMPETIZIONI E NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI
Leverano – A scuola abbiamo letto e analizzato la Carta del Fair play e i numerosi articoli
pubblicati sulla Gazzetta dello Sport, sul calcio pulito e le varie discipline sportive. Abbiamo
imparato che il fair play è un modo di ripensare lo sport come un’occasione di partecipazione
consapevole a forme varie di gioco e di assunzione di responsabilità… e che una sconfitta è
un insegnamento che ci aiuta a crescere. Il fair play offre agli individui un’opportunità di
conoscere meglio se stessi, di fissare e raggiungere gli obiettivi, di ottenere successi
personali, di acquistare e migliorare la propria autostima, la capacità di interagire con i
compagni , di divertirsi e stare bene in salute. Abbiamo capito il valore della lealtà che è alla
base della vita di tutti i giorni, senza la quale non ci può essere amicizia. In tv guardavo un
episodio di fair play durante una partita di calcio: un giocatore si è storto la caviglia e il
giocatore dell’altra squadra lo ha aiutato ad alzarsi. Sono rimasto profondamente colpito e
alla prima occasione ho cercato di replicare questo nobile gesto con un mio amico con il
quale avevo avuto qualche momento conflittuale a scuola durante la ricreazione: lo avevo
spinto e fatto cadere. Sulla villetta, di fronte la scuola, l’altro giorno Alessandro era
inciampato e scivolato sull’erba. Non si era fatto male, ma io sono subito accorso in suo
aiuto, per conquistare nuovamente la sua amicizia e il suo rispetto. Volevo cancellare con un
gesto contrario il brutto episodio che ci aveva allontanato! IC

                     PALLAVOLO CHE PASSIONE!

Lo sport è l’insieme delle attività fisiche praticate per
fini salutari, formativi e competitivi. A me piace molto,
in particolare la pallavolo, e penso che nessun
ragazzo si sottoporrebbe ad un’attività impegnativa e
faticosa se non fosse motivato e se non avesse
interesse per quella determinata disciplina sportiva.
Praticare lo sport, per me, non significa solo essere
sempre in competizione, ma anche migliorare la
propria forma fisica, acquisire autodisciplina e avere
la possibilità di stare e collaborare con coetanei che
hanno gli stessi interessi. La squadra nella quale io
gioco è la BCC Volley di Leverano, formata da 13
giocatrici. La partita che più mi ha gratificato è stata
quella contro la squadra di Trepuzzi: ho dato tutta
me stessa perché arrivassimo alla vittoria e ora
siamo prime in classifica. Non abbiamo ancora vinto
la coppa, perché dobbiamo disputare altre due
partite, ma penso che, rimanendo unite, ce la
potremmo fare. Gran parte del merito va anche al
nostro Mister, perché è stato lui a farci capire il vero
valore dello sport.
Fatima Zecca