Scritte dalla Prima B
Istituto Comprensivo Gramsci Rodari Sestu
di Alessandro Manunza
Due fratelli, Paolo e Andrea decisero di andare a pesca. Andrea pescò
un pesciolino d’argento. Il pesciolino gli disse : Lasciami andare,
verrai ricompensato! Dimmi cosa vuoi che faccia e, non appena mi
avrai liberato, il tuo sogno si realizzerà”.
Andrea gli spiegò di aver sempre desiderato una barca da pesca tutta
per . Liberato il pesciolino, si girò e vide sulla spiaggia una
bellissima barca con i remi tempestati di rubini.
Anche Paolo pescò un pesciolino d’argento. Il pesciolino gli disse :
Lasciami andare, verrai ricompensato! Dimmi cosa vuoi che faccia e,
non appena mi avrai liberato, il tuo sogno si realizzerà”. Paolo però,
diversamente dal fratello, non prestò ascolto alle parole del
pesciolino, non lo lasciò andare e lo mise nella cesta.
Il pesciolino per punire Paolo gli fece affondare la barca. Paolo
raggiunse la riva a nuoto e vide che Andrea stava ripulendo una
bellissima barca. Chiestogli di chi fosse, Andrea gli raccontò come
l’avesse avuta. A questo punto Paolo si pentì di non aver dato ascolto
al pesciolino d’argento e mai più ebbe l’occasione di pescarlo.
di Gabriele Zanda
C’era una volta un principe che sarebbe diventato re solo se si fosse
sposato. Aveva cercato in lungo e in largo nel suo regno una bella e
affascinante fanciulla, ma non I’aveva trovata.
I suoi consiglieri lo informarono che ai confini della sua terra c’era
una bellissima ragazza ancora senza un marito e il più vecchio di loro
diede al principe un sacchetto che avrebbe potuto rivelarsi utile.
Il principe partì alla ricerca della bella fanciulla e venne a sapere che
era in pericolo di vita e solo il medico di corte avrebbe potuto
salvarla. Il principe aumentò il passo in groppa al suo cavallo e
durante il viaggio incontrò il mago delle montagne e dei fiumi che gli
disse:” Arrivar potrai, se le tre prove supererai”.
Nella prima prova doveva attraversare un fiume di miele, denso e
appiccicoso, la seconda prova consisteva nel riuscire a rispondere
correttamente ad un indovinello posto da un guardiano, la terza ed
ultima prova consisteva nello scalare una montagna molto ripida.
Arrivò al fiume di miele. Inizialmente questa prova poteva sembrare
impossibile, ma osservando attentamente il letto del fiume, il
principe si accorse che sul fondo c’era un forte getto d’acqua che
avrebbe potuto trasportarlo fino all’altra sponda. Prese un grosso
respiro, si tuffò e in men che non si dica si ritrovò dall’altra parte. Ad
attenderlo c’era il guardiano col suo indovinello assai complicato, ma
non per il principe, dotato di un’intelligenza eccezionale. Arrivò alla
montagna, lui e il suo cavallo si scoraggiarono subito, poi il principe
ricordò di avere in tasca il sacchetto datogli dal consigliere. Il
principe aprì il sacchetto, da cui uscì una polvere magica che gli
permise di passare sull’altro versante della montagna. Giunse davanti
alla casetta della bellissima fanciulla, la portò al suo castello e il
medico di corte la curò.
I due si sposarono e il Principe diventò re e marito di una bellissima
fanciulla.
di Giada Mereu
C’era una volta una vedova che aveva sette figlie e aveva sposato un
vedovo che ne aveva solo una. Le sette figlie erano tutte grasse e
brutte, invece la figlia del marito aveva dei bellissimi occhi azzurri, era
bella e soprattutto magra. La fanciulla si doveva occupare delle
sorellastre, di pulire la casa, di lavorare nei campi e andare al ruscello
a prendere l’acqua.
Un giorno la fanciulla si sentì male, aveva lavorato troppo e troppo a
lungo perché la matrigna non si accontentava mai, era tanto pignola
da pretendere la perfezione! Non si sa come, non si sa perché, ma la
fanciulla si trasformò in una strega.
La mattina seguente, con la bacchetta magica, la fanciulla-strega
trasformò le sorellastre: la prima in un topo, la seconda in un orco, la
terza in un rospo, la quarta in una rana, la quinta in un maiale, la
sesta in un riccio senza zampa, la settima in un gufo che portava
sfortuna a tutte le altre sorelle. L’incantesimo si sarebbe dissolto solo
quando la figlia del marito avesse incontrato il vero amore, perché
l’amore avrebbe guarito tutti dalla cattiveria.
Passarono i mesi, ma l’amore non arrivava. Quando meno se
l’aspettava ecco che, andando per i campi come al solito, incontrò un
bel ragazzo e se ne innamorò. L’incantesimo si spezzò. Le sorellastre
divennero buone e vissero tutti felici e contenti.
di Lorenzo Prasciolu
C'era una volta un principe proveniente da un lontano paese e un
giorno andò in un bosco alla ricerca di fiori profumati.
Nel bosco viveva un bellissima principessa che proprio quel giorno si
preparava per andare a caccia, ma mentre caricava il fucile... sentì
delle urla in lontananza. Il principe era stato aggredito da un lupo.
Sentendo le urla di disperazione, la principessa si mise alla ricerca del
povero principe. Strada facendo vide un piccolo cunicolo fra i cespugli
e tutto d'un tratto si ritrovò in un mondo parallelo in cui una strega le
consegnò un amuleto magico, che le avrebbe trasmesso una forza
sovrumana.
Fu teletrasportata dalla strega nel suo vecchio mondo e riprese la
ricerca. Le grida di aiuto la condussero in una radura del bosco e lì si
trovò faccia a faccia col lupo.
Oggi possiamo considerarla una sfida epica! Anche se non avessimo
assistito al duello, sarebbe bastato appena uno sguardo ai due
combattenti per capire che il lupo avrebbe avuto la meglio.
Grazie all'amuleto la principessa però riuscì a sconfiggere il lupo
togliendogli il principe dalle sue grinfie. Cosi la storia si concluse con
uno scambio di ruoli, una fiaba al contrario!
di Mattia Piga
C'era una volta una piccola stella che viveva nel cielo. Una sera
osservando la terra vide un bambino che giocava con una palla nel
cortile della sua casa.
Ogni sera lo guardava e lo invidiava, voleva scendere sulla terra per
giocare con lui. Un giorno la piccola stella vide una stella cadente ed
espresse un desiderio: voleva scendere sulla terra, anche solo per
una volta, per giocare con il suo amico.
Il suo desiderio si avverò. Si divertì moltissimo, ma come tutte le cose
belle prima o poi finiscono, la stella dovette tornare nel cielo. Fu
molto dispiaciuta, ma allo stesso tempo felice perchè aveva vissuto
unesperienza bellissima.
di Davide Angioni, Diego e Pablo Quero
C’era una volta un re che aveva due figli, un maschio, il primogenito, sveglio e
intelligente e una femmina, gelosa del fratello. Il re voleva trovare una
fidanzata per il figlio. Organizzò una festa e invitò tutte le più belle ragazze del
regno, ma il principe non trovò tra queste la sua anima gemella. Nonostante il
divieto del padre, ormai vecchio e morente, partì alla ricerca della sua futura
principessa.
Nel frattempo, al castello, la sorella gelosa, si recò dalla strega Morgana
affinché le insegnasse le arti magiche. Diventata abile nell’uso della magia,
prese una scopa come mezzo di trasporto per andare dal fratello e si travesti da
mendicante per imbrogliarlo. Il principe si trovava nel villaggio dei Villici, chiese
a un mendicante dove fosse il castello più vicino e il mendicante (la sorella-
gelosa) gli disse di andare diritto e poi girare a destra. Lui lo fece e finì nella
radura di rampicanti, sembrava deserta, ma non lo era. Si accorse che vicino
c’era una casetta di paglia e vi entrò. Nella casetta lo attendeva una fata che gli
rivelò l’esistenza di un’ascia fatata per farsi strada tra i rampicanti. La fata gli
disse anche che per entrarne in possesso avrebbe dovuto superare tre prove.
La prima prova consisteva nell’acchiappare la Lepre dalle Orecchie a Sventola. Il
principe era in estrema difficoltà perché la lepre era troppo veloce, ma
improvvisamente gli venne un idea. Prese una carota, la appese ad un albero e
quando arrivò la lepre, l’acchiappò e la portò dalla fata. La seconda prova
consisteva nel domare un grifone. Salito in groppa all’animale, si rese conto di
non riuscire a controllarlo. Dopo qualche giro di prova notò che aveva una
spina conficcata nella zampa destra, scese dal grifone, gli tolse la spina e lo
fasciò. A questo punto l’animale si rivelò un amico e anche la seconda prova fu
superata. La terza prova consisteva in un percorso a ostacoli con il grifone.
Salito in groppa al suo grifone partì, scalò la classifica e arrivò primo. La fata gli
diede l’ascia e come premio per aver stabilito un legame col grifone, gli
concesse di tenerlo.
Con l’ascia tagliò i rampicanti che intralciavano il suo cammino. Una volta fuori
dal bosco, vide un castello di cristallo e sua sorella che volava con una fanciulla
su una scopa. Il principe partì col suo grifone all’inseguimento, lanciò l’ascia che
tagliò la scopa in due. Sua sorella cadde con la fanciulla, ma il principe prese
quest’ultima al volo e se ne innamorò all’istante. La sorella cadde e morì sul
colpo. Il giorno dopo la fanciulla e il principe si sposarono e tutti vissero felici e
contenti.
di Davide Cogodi e Cristian Lai
C'erano una volta un Re di nome Augusto e un re di nome Vincenzo.
I rispettivi figli, Adele e Lucas, si innamorarono.
Adele viveva a Mosca e Lucas invece viveva a Miami.
Si erano conosciuti a una festa, fu un colpo di fulmine, ma erano
consapevoli che il loro amore sarebbe potuto finire a causa della
lontananza, infatti vivevano agli antipodi e comunicavano solo tramite
lettere.
Passò del tempo e Lucas si innamorò di un'altra.
Poi scoprì che lei era in realtà una strega che, con un incantesimo, lo
aveva legato a sé.
Lucas ricevette una lettera da Adele dove spiegava la sua situazione e
gli fece aprire gli occhi.
La strega maledì Lucas dicendo che si sarebbe potuto liberare dalla
maledizione solo superando tre prove: 1) sconfiggere gli gnomi, 2)
tuffarsi in un pozzo da 220 m di altezza, 3) sconfiggere il dragone
supremo.
Lucas riuscì a superare la prima prova, uccidendo gli gnomi con la
spada leggendaria trovata nella foresta.
La seconda si rivelò ben più difficile, stava per schiantarsi sul fondo
del pozzo privo d’acqua, se una fata non lo avesse preso al volo. Una
strana sensazione lo pervase, ma era troppo occupato a pensare alla
terza prova che non ci fece caso. La fata lo aiutò a superare anche la
terza prova donandogli un coltello con la punta ricoperta di veleno.
Ormai libero dalla maledizione la ringraziò e guardandola negli
occhi ... la riconobbe, era lei …. Adele, la donna di cui si era
innamorato perdutamente.
I due giovani si sposarono e vissero per sempre felici e contenti.
di Roberta Cara
Cera una volta una principessa che si chiamava Rosa.
Rosa viveva felice con suo fratello, il re Arthur.
Rosa aveva una grande amica, Alice; lei era la figlia di un re, che
temeva, come molti altri, un re che abitava molto lontano.
Maximus, questo era il suo nome, era un re malvagio e voleva
impadronirsi anche del regno del padre di Alice, ormai in fin di vita.
Il padre di Alice, prima di morire, disse a Rosa di prendersi cura di sua
figlia come fosse come una sorella e del suo regno.
Un giorno, mentre Alice si allontanò nel bosco, Maximus la rapì e
chiese, in cambio di Alice, il regno di Rosa.
Rosa all‘inizio pensò di accettare, ma poi ricordò la promessa fatta al
padre di Alice e partì, con l’aiuto di suo fratello, per salvarla.
Il fratello, dopo averla accompagnata nel bosco le regalò una spada e
una collana che indossata può far volare, ma che si può usare solo
una volta.
La ragazza proseg da sola e incontrò un soldato che le disse: -Se
vuoi proseguire dovrai battermi in duello. -
Rosa, molto brava a maneggiare la spada, in men che non si dica colpì
il soldato, ma non lo uccise.
Lungo la strada incontrò altri due soldati che fecero la stessa fine del
primo.
Arrivata al castello, oltrepassò le mura con la collana magica e si trovò
faccia a faccia con Maximus.
- Libera subito la mia amica! -
Lui ridendo rispose: - Dovrai superare ben tre prove se vuoi che la tua
amica venga liberata. Dovrai prima entrare in una gabbia dove ci sono
le tigri e restare viva, poi dovrai dare da mangiare a un leone e infine
sconfiggermi -.
Rosa entrò nella gabbia e le tigri, per la sua dolcezza, le fecero le fusa.
Diede poi da mangiare al leone e fece addirittura amicizia con lui.
A questo punto Maximus disse:- Ecco la tua amica, per ritornare
entrambe sane e salve nei vostri regni, dovete sconfiggermi o
morirete! - e fece unaltra risata.
Entrambe le ragazze presero le spade, ma Maximus, con un colpo
fece volare le loro. Poic stavano per morire Alice e Rosa si
abbracciarono e si formò attorno a loro uno scudo invisibile.
Mentre Maximus restava attonito per non riuscire a fendere i suoi
colpi, le due ragazze ripresero le spade e lo sconfissero.
Si dice che vissero a lungo una felice amicizia.
di Martina Manunza
In un paese lontano vivevano un re e una regina. Un giorno videro un
vecchietto povero e un po strano. Lo presero in giro e lui non disse
niente.
Il giorno dopo lo rividero e così i giorni seguenti.
Ad un certo punto il vecchietto sembrava scomparso, non erano poi
così tanto preoccupati per lui, non gli importava niente perchè
avevano un cuore di pietra.
Il re e la regina avevano due figlie, una cattiva e una buona.
La figlia buona dovette partire per un lavoro e così al castello
rimasero il re, la regina e la figlia cattiva.
Trascorso un po di tempo, bussò alla loro porta il vecchietto povero,
chiedeva ospitalità per almeno due giorni al castello. Ovviamente i
castellani gli chiusero la porta in faccia.
Luomo fu costretto a stare due giorni al freddo e senza un tetto
sotto cui ripararsi.
Stanco e seccato per la situazione, decise di dare una lezione a questi
regnanti senza cuore; siccome era figlio di una fata, la chiamò e le
chiese una pozione magica. La madre-fata arrivò a cavallo del suo
drago. Lui prese la pozione, ne mise un poco su un mattone del
castello e questo si sciolse completamente, sembrava fosse fatto di
ghiaccio.
Il re, la regina e la figlia non si fecero male, ma rimasero senza casa e
capirono cosa significasse non avere un posto in cui vivere. La figlia
buona ritornò dal suo viaggio di lavoro, non commentò laccaduto
anzi, con i soldi che aveva guadagnato, fece costruire per se stessa
una casetta che non aveva niente a che fare con un castello, si
innamorò del vecchietto, ridiventato giovane, e si sposarono.