Marta Paulis Sara Ferru Aurora Pia
Marta Paulis Sara Ferru Aurora Pia
L'abitato di Sestu è diviso in due parti dal Rio Matzeu che ha origine dal gruppo montano del Serpeddì e prosegue verso l'abitato di Elmas. Sfocia nella laguna di Cagliari. Il corso d'acqua ha arrecato all'abitato di Sestu, e non solo, diversi danni ed inconvenienti; per le numerose piene eccezionali registrate in varie epoche. Poiché in passato, nel periodo invernale il torrente impediva il libero transito da una parte all'altra dell'abitato, nel 1840 si pensò di risolvere il problema con la costruzione di un ponte. Rio Matzeu Sestu
L abitato di Sestu    diviso in due parti dal Rio Matzeu che ha origine dal gruppo montano del Serpedd   e prosegue verso ...
Ma i problemi non furono risolti perché il ponte fu restaurato più volte a causa delle piene distruttive. Un esempio è quello del 1893, «S'unda de Sant'Andria» cioè l'alluvione di Sant'Andrea, così chiamata perché si verificò nella notte tra il 29 e 30 novembre, giorno dedicato a Sant'Andrea. Un altro esempio è quello del 1946 … Uno dei ponti che collega l’abitato di Sestu Rio Matzeu
Ma i problemi non furono risolti perch   il ponte fu restaurato pi   volte a causa delle piene distruttive. Un esempio    ...
…questi sono alcuni racconti «Da parecchi anni il letto del torrente era asciutto; una depressione presente nel Mediterraneo, investì la Sardegna provocando gravi perturbazioni. In vaste zone dell'Isola il vento superò la velocità di 100 Km/h. Le piogge furono di breve durata, ma di eccezionale intensità. Un’enorme ondata, provocata dallo straripamento del rio Matzeu, si abbatté con inaudita violenza sul paese facendo crollare numerose case e travolgendo diverse persone. La pioggia in questa zona cominciò a cadere verso le ore 22. Circa un'ora e mezzo dopo, l'ondata giunse a Sestu e, qualche minuto dopo, a Elmas. Gli abitanti dei due centri, intuendo la gravità della situazione, avevano già provveduto, in gran parte, a rifugiarsi nei punti più elevati o sui tetti delle loro case, ma i muri di mattoni crudi non resistettero. Si sciolsero e precipitarono trascinando nel gorgo quanti si erano rifugiati sui tetti.»
   questi sono alcuni racconti   Da parecchi anni il letto del torrente era asciutto  una depressione presente nel Mediter...
«Quel giorno, verso sera, si era messo a piovere, prima lentamente, poi con maggior vigore sinché il tempo non raggiunse le dimensioni di un acquazzone violento; acqua e grandine sembravano che volessero rompere i vetri. In principio erano tutti contenti, perché dopo tanti anni di siccità si sentiva veramente la necessità di una energica passata d'acqua; d'improvviso però verso le undici di notte, avvenne l'imprevedibile: ci fu un boato tremendo che mise in allarme i più anziani, ma anche per costoro fu assai difficile cercare scampo nell'allontanarsi dalla zona più pericolosa, sia perché le acque invasero tutte le strade raggiungendo, in alcuni punti, anche tre metri d'altezza, sia perché il buio pesto non lasciava vedere il paesaggio.» «Il letto del torrente era abbastanza largo, ma l'acqua lo riempì da argine ad argine, e superò di oltre un metro il livello delle muraglie straripando e allagando vie, piazze e cortili. Purtroppo queste acque, a causa dei rottami che andavano man mano accumulandosi nelle strade, non trovavano nessun sbocco ..»
  Quel giorno, verso sera, si era messo a piovere, prima lentamente, poi con maggior vigore sinch   il tempo non raggiunse...
Conseguenze del tragico 1946 30 morti 71 case completamente distrutte 82 case parzialmente distrutte o comunque inabitabili danni al bestiame, gli attrezzi, le masserizie i cereali e il resto delle coltivazioni asportati dalle acque http://unaltrasestu.com/tag/alluvione-1946/
Conseguenze del tragico 1946 30 morti 71 case completamente distrutte 82 case parzialmente distrutte o comunque inabitabil...
Il ricordo di questa tragedia fu riportato in una poesia da un poeta locale, Tommaso Cara, che trascrisse i momenti di quella triste notte in lingua sarda. «Sa notti de s’Unda» Intendu ancora in s’origas mias Tristus izzerrius de cussa notti I mammas cun dispresceri forti Portanta in brazzus is pippias Po dda sa salvai de s’acqua de morti Babbus puru in mesu as tribulias Gherranta in cussa orribili sorti Birendi undas in domu e bias Ma s’ira prus forti impettuosa Cun sa forza insoru no bincianta E i’ domus arrui birianta Ora tanti affritta e dolorosa E in mesu sa tempesta dannosa Tottus impari sa fida finianta. (T. Cara) «La notte dell’Onda» Sento ancora nelle mie orecchie Le tristi urla di quella notte Le mamme , con forte dispiacere, Portavano in braccio i loro bambini Per salvarli dall’acqua della morte Anche i padri in mezzo ai pericoli Combattevano contro quella orribile sorte Vedendo le onde in casa e nella via Talmente forti e impetuose Che con la loro forza non avrebbero vinto Vedevano le case cadere Un’ora tanto angosciosa e dolorosa E in mezzo alla tempesta dannosa Tutti insieme morivano.
Il ricordo di questa tragedia fu riportato in una poesia da un poeta locale, Tommaso Cara, che trascrisse i momenti di que...