Alternanza scuola lavoro

L’ Alternanza Scuola Lavoro Istruzioni per l’uso Guida semi pratica per la realizzazione dei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro A cura della Prof.ssa Teresa Meli
L    Alternanza Scuola Lavoro  Istruzioni per l   uso  Guida semi pratica per la realizzazione dei percorsi di Alternanza ...
Questo ebook è stato realizzato con l’obiettivo di rendere più facile il lavoro dei docenti nell’attuazione dei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro resi obbligatori dalla legge 107/15. L’ebook è strutturato in quattro parti: I. L’Alternanza Scuola Lavoro II. Organizzazione progettuale III. Risorse finanziarie IV. Riferimenti normativi Per rendere più chiaro il processo di realizzazione dei percorsi di ASL, in ciascun capitolo sono stati inseriti degli schemi di semplificazione. Palermo, 16/09/2016 Prof.ssa Teresa Meli 1
Questo ebook    stato realizzato con l   obiettivo di rendere pi   facile il lavoro dei docenti nell   attuazione dei perc...
INDICE I. L’Alternanza Scuola Lavoro Definizione Lo stage o tirocinio curriculare Requisiti delle strutture ospitanti Convenzioni Soggetti coinvolti nei percorsi di ASL II. Organizzazione progettuale 1. 2. 3. A) 4. B) C) 5. D) pag. 3 3 3 4 5 7 pag. 12 Analisi iniziale La Progettazione Organizzazione delle azioni Fase preparatoria Realizzazione dei percorsi ASL Fase di Orientamento e Formazione Fase Operativa Valutazione e Certificazione Fase della Valutazione e Certificazione 12 14 18 19 20 20 21 21 21 La Valutazione 23 Monitoraggio del percorso formativo e del progetto 23 Certificazione delle competenze 24 Monitoraggio e Valutazione MIUR e USR 28 Modulistica ASL 29 III. Risorse finanziarie pag. 30 Tipologie di risorse per l’ASL 30 Rendicontazione finanziaria delle attività ASL 31 IV. Riferimenti normativi Bibliografia e Sitografia pag. pag. 32 46 2
INDICE I. L   Alternanza Scuola Lavoro Definizione Lo stage o tirocinio curriculare Requisiti delle strutture ospitanti Co...
I. L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO Definizione L’Alternanza Scuola Lavoro è al contempo una metodologia didattica e un percorso formativo di preparazione scolastica e di esperienze di lavoro progettata in collaborazione con esponenti del mondo del lavoro, al fine di rendere gli studenti in grado di acquisire conoscenze, abilità e competenze finalizzate allo sviluppo della loro professionalità coerentemente con i loro percorsi di studio. L’Alternanza si basa su una concezione integrata del processo educativo in cui momento formativo e momento applicativo si fondono. Con l'alternanza scuola lavoro si riconosce un valore formativo equivalente ai percorsi realizzati in azienda e a quelli curricolari svolti nel contesto scolastico. Attraverso questo percorso non vi è più separazione tra educazione formale, educazione informale ed esperienza di lavoro perché tutti questi aspetti vengono a coesistere in un progetto formativo unitario. Lo Stage o Tirocinio curriculare L’alternanza si articola in periodi di formazione in aula e periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro. Lo stage all’interno del percorso alternanza – lavoro è un elemento costitutivo e caratterizzante della formazione, quindi non può essere collocato in qualsiasi momento del percorso La legge stabilisce un numero massimo di tirocinanti per ciascuna sede di stage. Ogni azienda può ospitare un tirocinante, se non ha più di cinque dipendenti a tempo indeterminato; al massimo due tirocinanti contemporaneamente, se ha un numero di dipendenti a tempo indeterminato compreso tra sei e diciannove; un numero di tirocinanti non superiore al 10% del numero complessivo dei dipendenti a tempo indeterminato se l’azienda ha più di venti dipendenti a tempo indeterminato. Il tirocinio ha una durata massima che non può essere superiore a: 3
I.  L   ALTERNANZA SCUOLA LAVORO  Definizione L   Alternanza Scuola  Lavoro    al contempo una metodologia didattica e un ...
-4 mesi nel caso in cui gli stagisti siano studenti che frequentano la scuola secondaria -6 mesi nel caso in cui gli stagisti siano allievi degli istituti professionali di Stato, di corsi di formazione professionale, studenti frequentanti attività formative post-diploma o post laurea, anche nei diciotto mesi successivi al completamento della formazione -12 mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano persone svantaggiate. Per “persone svantaggiate” si intendono gli invalidi (fisici, psichici e sensoriali, come ad esempio i non vedenti o i non udenti), le persone che hanno subito un periodo di ricovero in ospedali psichiatrici (anche giudiziari), le persone sottoposte a trattamenti psichiatrici, i tossicodipendenti, gli alcolisti , i minori di età in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, i detenuti (e gli internati in istituti penitenziari), i condannati (e gli internati) ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all'esterno, con l'esclusione dei soggetti portatori di handicap. -24 mesi nel caso di soggetti diversamente abili. Requisiti delle strutture ospitanti In relazione alle funzioni e alle attività d’impresa, professionali o comunque istituzionali esercitate, i soggetti ospitanti devono essere in possesso di: a) capacità strutturali, cioè spazi adeguati a consentire le attività previste in alternanza scuola lavoro e, in caso di studenti con disabilità, il superamento o l’abbattimento delle eventuali barriere architettoniche; b) capacità tecnologiche, cioè attrezzature idonee per l’esercizio delle attività previste nella convenzione; c) capacità organizzative, consistenti in competenze professionali e di affiancamento formativo. Le capacità strutturali, tecnologiche e organizzative sono specificamente indicate nella convenzione scuola-ente, previo puntuale accertamento da parte delle istituzioni scolastiche interessate. 4
-4 mesi nel caso in cui gli stagisti siano studenti che frequentano la scuola secondaria -6 mesi nel caso in cui gli stagi...
Convenzioni Ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del d.lgs. 77/2005, l’attuazione dei percorsi scuola-lavoro avviene sulla base di apposite convenzioni, attivate con i soggetti rappresentanti delle strutture ospitanti: - Imprese e rispettive associazioni di rappresentanza; - Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura; - Enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore; - Ordini professionali; - Musei e altri istituti pubblici e privati operanti nei settori del patrimonio e delle attività culturali, artistiche e musicali; - Enti che svolgono attività afferenti al patrimonio ambientale; - Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI. Tali soggetti manifestano la loro disponibilità studenti, ad accogliere gli periodi di per apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro. Nelle convenzioni le scuole fanno riferimento alle finalità del percorso di alternanza con particolare attenzione alle attività da svolgersi durante l’esperienza di lavoro, alle norme e alle regole da osservare, all’indicazione degli obblighi assicurativi, al rispetto della normativa sulla privacy e sulla sicurezza dei dati, alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dalla convenzione devono risultare le condizioni di svolgimento del percorso formativo, ed in particolare: a. anagrafica della scuola e della struttura ospitante; b. natura delle attività che lo studente è chiamato a svolgere durante il periodo di alternanza scuola lavoro all’interno della struttura ospitante, coerenti con gli obiettivi del progetto formativo condiviso tra quest’ultima e l’istituzione scolastica e con i risultati di apprendimento previsti dal profilo educativo dell’indirizzo di studi; 5
Convenzioni Ai sensi dell   articolo 1, comma 2, del d.lgs. 77 2005, l   attuazione dei percorsi scuola-lavoro avviene sul...
c. individuazione degli studenti coinvolti nell’attività di alternanza per numero e tipologia d’indirizzo di studi; d. durata del singolo percorso formativo nell’ambito delle ore complessive di alternanza scuola lavoro, non inferiori a quanto indicato nell’articolo 1, comma 33, della legge 107/2015; e. identificazione dei referenti degli organismi interni ed esterni all’istituzione scolastica e dei relativi ruoli funzionali (Consiglio di Classe, Comitato Tecnico Scientifico/Comitato scientifico, tutor interno scolastico o formativo e tutor esterno, rappresentanti del mondo del lavoro e delle professioni), coinvolti sia nella progettazione, sia nella realizzazione delle attività in regime di alternanza, che operano al fine di assicurare all’allievo il raggiungimento degli esiti di apprendimento individuati nel progetto formativo da allegare alla convenzione; f. informazione e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in cui sono specificate dall’istituto scolastico le attività già svolte dagli studenti che partecipano alle attività di alternanza e allegati i relativi attestati riportanti i dettagli dei contenuti trattati, al fine di poter individuare le modalità e i tempi della formazione integrativa da erogare da parte della struttura ospitante, secondo lo specifico profilo di rischio; g. eventuali risorse economiche impegnate per la realizzazione del progetto di alternanza scuola lavoro; h. strutture e know-how messi a disposizione dalla struttura ospitante; i. obblighi e responsabilità dell’istituzione scolastica e della struttura ospitante; j. modalità di acquisizione della valutazione dello studente sull’efficacia e sulla coerenza del percorso di alternanza scuola lavoro con il proprio indirizzo di studio; k. criteri e indicatori per il monitoraggio del progetto. Viene allegato alla convenzione il Patto formativo, documento con cui lo studente (identificato per nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, classe di appartenenza) si impegna, a rispettare determinati obblighi in alternanza (rispetto di persone e cose, abbigliamento e linguaggio adeguati all’ambiente, osservanza delle norme aziendali di orari, 6
c. individuazione degli studenti coinvolti nell   attivit   di alternanza per numero e tipologia d   indirizzo di studi  d...
di igiene, sicurezza e salute, riservatezza relativamente ai dati acquisiti in azienda), a conseguire le competenze in esito al percorso, a svolgere le attività secondo gli obiettivi, i tempi e le modalità previste, seguendo le indicazioni del tutor esterno e del tutor interno e facendo ad essi riferimento per qualsiasi esigenza o evenienza. Soggetti coinvolti nei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro Gli Studenti esprimono i propri bisogni formativi; si attivano in tutti i processi messi in atto per raggiungere gli obiettivi del percorso; partecipano a riunioni informative; seguono lezioni d’aula; svolgono le verifiche formative; svolgono le attività aziendali previste dal patto formativo; compilano il diario giornaliero dopo attenta riflessione sulle attività in cui sono coinvolti; redigono un report dell’esperienza ; redigono la scheda di Autovalutazione; prendono parte attiva alla disseminazione del progetto. Il Collegio dei docenti delibera l’insieme delle attività che costituiscono il PTOF, compresa l’ Alternanza Scuola Lavoro; il PTOF viene poi adottato dal Consiglio di Istituto. Il Consiglio di Istituto delibera la costituzioni di reti, sentito il parere non vincolante del Collegio dei docenti. Il Collegio dei docenti a fine anno valuta la coerenza dei risultati delle singole attività rispetto agli esiti previsti in fase di progettazione. Il Consiglio d’istituto adotta il PTOF; la ripartizione dei finanziamenti disponibili sulle diverse attività previste nel PTOF, compresa l’Alternanza, mentre il conseguente incentivo al personale, è materia di contrattazione. I Consigli di classe, operando come gruppo di lavoro, decidono le modalità di realizzazione delle attività. In termini operativi ciò significa che ciascun consiglio di classe individua le competenze da sviluppare in alternanza e, tenuto conto delle indicazioni del Coordinatore di Istituto per l’Alternanza, del CTS, dei Dipartimenti, concorda con i referenti interni ed esterni le azioni da intraprendere e le modalità di valutazione delle competenze da certificare. 7
di igiene, sicurezza e salute, riservatezza relativamente ai dati acquisiti in azienda , a conseguire le competenze in esi...
Il Dirigente scolastico, con il supporto del coordinatore di Istituto per l’Alternanza, promuove le necessarie azioni e relazioni per la realizzazione di tutto il percorso. La gestione delle risorse finanziarie e umane è nel mandato del Dirigente scolastico. Il Direttore dei servizi generali amministrativi predispone una scheda finanziaria dei progetti di Alternanza in cui vengono indicati: l’estensione temporale del progetto, il periodo di attuazione, le fonti di finanziamento, i costi previsti e le quote di spesa complessiva, attribuita a ciascun anno finanziario in attuazione del Piano dell’offerta formativa. Tali schede, unitamente ad una dettagliata relazione sull’andamento delle attività svolte, concorrono alla stesura del conto consuntivo inerente l’esercizio finanziario di riferimento. Il tutor interno (tutor scolastico), dell’istituzione scolastica o formativa assicura il raccordo tra scuola, studente, famiglia, azienda per promuovere quella corresponsabilizzazione necessaria alla positiva riuscita del percorso formativo. Si occupa di sostenere lo studente durante tutto il processo di apprendimento. Elabora, insieme al tutor esterno, il patto formativo che verrà sottoscritto dalle parti coinvolte (scuola, impresa, studenti). Aggiorna inoltre il Consiglio di classe sul procedere dell’attività e verifica lo svolgimento dei percorsi definiti nel progetto educativo con la collaborazione del tutor esterno. Acquisisce elementi per il monitoraggio e la valutazione. È designato dall’istituzione scolastica o formativa (consiglio di classe). Il tutor esterno è il referente dell’impresa o della struttura ospitante. È incaricato di assicurare il raccordo tra impresa, scuola, studente: agisce in stretta collaborazione con il tutor interno, con il quale coopera nell’analisi dell’andamento dell’esperienza. Assicura l’accoglienza e l’inserimento stabilendo una relazione corretta dello studente con l’impresa, è, quindi, la persona di riferimento per lo studente durante la fase di stage/tirocinio. È inoltre tenuto a fornire all’istituzione scolastica o formativa gli elementi concordati per valutare le 8
Il Dirigente scolastico, con il supporto del coordinatore di Istituto per l   Alternanza, promuove le necessarie azioni e ...
attività dello studente e l’efficacia dei processi formativi. È designato dalla struttura che ospita lo studente. Il Dirigente scolastico individua un docente Coordinatore d’Istituto per l’Alternanza Scuola Lavoro o/e un gruppo di docenti (commissione per l’alternanza tenendo conto degli indirizzi scolastici) come punto di raccordo tra gli operatori interni ed esterni per le attività previste dai progetti. Il Coordinatore (o la commissione) cura l’organizzazione dell’intero percorso su delega del Dirigente Scolastico; contatta le Strutture Ospitanti; redige l’intero progetto; predispone la modulistica; coordina le eventuali azioni di correzione in base alle indicazioni dei tutor e dei Consigli di Classe; coordina le attività dei soggetti coinvolti; fornisce supporto ai tutor interni ed esterni; collabora alla disseminazione dei risultati. Un importante supporto per la realizzazione dei percorsi in alternanza può venire dai: -Dipartimenti. Essi costituiscono un’articolazione funzionale del Collegio dei docenti, promuovono processi di innovazione e contribuiscono ad organizzare Io sviluppo per competenze del curricolo. -Comitato Tecnico Scientifico (CTS), composto da docenti ed esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica, può contribuire alla costruzione di un curricolo che tenga conto del lavoro e promuova un dialogo sistematico con il territorio. Schema dei soggetti coinvolti in ASL Soggetto Progettazione Gestione Comitato Tecnico Scientifico Partecipa all’idea progettuale Raccordo organizzativo all’interno dell’Istituto e con il/i partner/s esterno/i Dirigente Scolastico Individua il fabbisogno e partecipa all’idea Coordina i C.d.C. Gestisce gli aspetti Valutazione Monitoraggio interno del progetto Organizzazione formazione congiunta Monitoraggio interno Analisi valutazione Diffusione Informazione/promozio ne del percorso formativo in alternanza presso docenti, alunni, famiglie e territorio Promozione attività di orientamento Diffusione del progetto e dei risultati. Promozione attività di 9
attivit   dello studente e l   efficacia dei processi formativi.    designato dalla struttura che ospita lo studente. Il D...
progettuale didattici finanziari e giuridico amministrativi del progetto studenti orientamento Cura del monitoraggio delle diverse esperienze e delle diverse fasi dell’alternanza Coinvolgimento e motivazione di tutti i partners del progetto, degli studenti e dei genitori Diffusione del progetto e dei risultati. Promozione attività di orientamento Valutazione dei bisogni degli studenti. Coprogettazione Valutazione Definisce il Scuola /Azienda dell’unità percorso del percorso di e formativo apprendimento l’articolazione in alternanza Valutazione del progetto. Elabora unità di delle Individua la apprendimento. competenze da temporalità Condivide la acquisire delle progettazione tramite fasi di degli l’alternanza, alternanza strumenti riferite agli obiettivi formativi del curricolo Monitoraggio e diffusione dei risultati degli studenti Individua il fabbisogno. Partecipa all’idea progettuale. Sviluppa l’idea progettuale. Progetta gli strumenti di Gestisce le valutazione Coordinatore varie Promuove di Istituto fasi del azioni di per progetto e i coinvolgimento rapporti con i l’alternanza dei soggetti tutor aziendali interni ed esterni l’Istituzione scolastica Promuove eventuali azioni di formazione/aggi ornamento del personale Consiglio di classe 10
progettuale  didattici finanziari e giuridico amministrativi del progetto  studenti  orientamento  Cura del monitoraggio d...
Partecipa all’idea progettuale Raccordo esperienza in aula con quella in azienda. Controllo frequenza studenti Tutor esterno Partecipa all’idea progettuale Controllo frequenza studenti Raccordo esperienza In azienda con quella in aula Alunni Partecipano all’idea progettuale. Moduli di autovalutazione Tutor interno Valutazione attuazione percorso formativo. Elaborazione report su andamento attività formativa e competenze acquisite. Monitoraggio attività Valutazione attuazione percorso formativo. Elaborazione report su andamento attività formativa e competenze acquisite. Monitoraggio attività Diffusione strumenti. Valutazione studenti Diffusione strumenti. Valutazione studenti Tempi Il gradimento Divulgano l’esperienza modalità dell’attività in nel organizzative alternanza. contesto scolastico, e Autovalutazione familiare e territoriale. valutative 11
Partecipa all   idea progettuale  Raccordo esperienza in aula con quella in azienda. Controllo frequenza studenti  Tutor e...
II. ORGANIZZAZIONE PROGETTUALE Secondo il D.Lgs. 15 aprile 2005, n. 77, art.1« I percorsi in Alternanza sono progettati, attuati, verificati e valutati sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro». Alternanza Scuola Lavoro 1 Analisi iniziale 2 Progettazione 3 Organizzazione delle azioni 4 Realizzazione dei percorsi 5 Valutazione e Certificazione 1. ANALISI INIZIALE Gli step preliminari alla progettazione di un percorso formativo di Alternanza Scuola Lavoro possono essere così sintetizzati: − analisi del territorio; − collaborazione tra diverse realtà finalizzata alla programmazione di un progetto condiviso; − stipula di accordi per partenariati stabili. La progettazione di un percorso di Alternanza Scuola Lavoro deve essere preceduta da una fase di studio e di ricerca finalizzata alla conoscenza del territorio e alla definizione del suo fabbisogno formativo. A tal scopo il Coordinatore di Istituto per l’Alternanza Scuola Lavoro dovrà analizzare una serie di dati e di informazioni, resi disponibili da ricerche e rilevazioni condotte da soggetti esterni alla scuola (indagine Excelsior di Unioncamere, 12
II.  ORGANIZZAZIONE PROGETTUALE  Secondo il D.Lgs. 15 aprile 2005, n. 77, art.1   I percorsi in Alternanza sono progettati...
statistiche Istat, studi Isfol, Almalaurea, Almadiploma, altri osservatori del sistema camerale e degli enti locali e delle parti sociali). Successivamente il Dirigente Scolastico deve individuare le realtà con le quali l’istituzione scolastica può avviare collaborazioni. Questa collaborazioni possono assumere la forma di accordi di rete o di convenzioni operative e specifiche. Il D.Lgs. 15 aprile 2005, n. 77, all’art. 3 recita: «Le convenzioni [...] in relazione al progetto formativo, regolano i rapporti e le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti nei percorsi in alternanza, ivi compresi gli aspetti relativi alla tutela della salute e della sicurezza dei partecipanti» Il Dirigente scolastico stipula gli accordi. Gli accordi possono essere formalizzati sotto forma di patti che diano stabilmente luogo a partenariati a durata pluriennale. Il numero di soggetti coinvolti può variare in relazione al tipo di progetto da realizzare. Il caso più semplice è rappresentato dalla compresenza di due soli soggetti: la scuola (o una rete di scuole) e le singole imprese. Un percorso in alternanza in rete può essere presentato da un istituto di istruzione secondaria di secondo grado: • in convenzione con imprese, enti pubblici e privati, associazioni di categoria; • in collaborazione con una agenzia o un ente di formazione. 13
statistiche Istat, studi Isfol, Almalaurea, Almadiploma, altri osservatori del sistema camerale e degli enti locali e dell...
Azioni e Attori dell’Analisi iniziale Azioni Analisi Fabbisogni formativi aziende del territorio Analisi del curricolo di scuola in termini di competenze Attori Strumenti Coordinatore dell’alternanza Incontri con associazioni di categorie. Questionari aziende. Documentazione Regione. Documentazione associazioni. Richieste azienda. Consiglio di classe Documentazione Nuovi Tecnici MIUR. Documentazione Regione sul curricolo di territorio. Prodotti finali Griglia Aziende con le richieste delle aziende in termini di formazione Programmazione in termini di competenze suddivisa per a.s. 2. LA PROGETTAZIONE L’attività di Alternanza si configura come un percorso unico e articolato da realizzare in contesti operativi con una forte integrazione ed equivalenza formativa tra esperienza scolastica ed esperienza lavorativa. I percorsi in alternanza sono definiti e programmati all'interno del Piano triennale dell'Offerta Formativa di ciascuna scuola e sono proposti alle famiglie e agli studenti in tempi e con modalità idonei a garantirne la piena fruizione attraverso la condivisione del percorso. Essi sono volti alla realizzazione del profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi e degli obiettivi generali e specifici di apprendimento stabiliti a livello nazionale e regionale. 14
Azioni e Attori dell   Analisi iniziale Azioni  Analisi Fabbisogni formativi aziende del territorio  Analisi del curricolo...
Attraverso un piano di lavoro triennale di alternanza scuola lavoro, è possibile raccordare le competenze specifiche disciplinari e trasversali con quelle richieste dal mondo del lavoro ed includerle nel Piano dell’Offerta Formativa della scuola. L’alternanza non è un’esperienza isolata collocata in un particolare momento del curriculo ma va programmata in una prospettiva pluriennale. I percorsi di ASL possono prevedere una pluralità di tipologie di integrazione con il mondo del lavoro (incontro con esperti, visite aziendali, ricerca sul campo, simulazione di impresa, project work in e con l’impresa, tirocini, progetti di imprenditorialità ecc.) in contesti organizzativi diversi, anche in filiera o all’estero, in un processo graduale articolato in fasi. Il D.L. 77 del 2005 riferito all’art.4 della legge 53/2003 definisce l’alternanza scuola lavoro come modalità di apprendimento “oltre l’aula” e comprende: - Stage - Impresa simulata - Esercitazioni esterne - Progetti interni - Stage all’estero - Lezioni con esperti esterni - Visite guidate - Orientamento in uscita - Rapporti con enti professionali - Collaborazione con Associazioni culturali e di categoria I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro, possono essere svolti anche in momenti diversi da quelli fissati dal calendario delle lezioni, per esempio d’estate, soprattutto nei casi in cui le strutture ospitanti sono caratterizzate da attività stagionali. La progettazione richiede: • La definizione delle competenze attese dall’esperienza di alternanza, • La progettazione con la struttura ospitante di un percorso, coerente con le competenze, abilità e conoscenze da acquisire; 15
Attraverso un piano di lavoro triennale di alternanza scuola lavoro,    possibile raccordare le competenze specifiche disc...
• La progettazione di un il periodo di formazione in aula per lo sviluppo di quelle conoscenze necessarie per orientarsi, comprendere e trarre il massimo beneficio dal nuovo ambiente di studio; • Gli Strumenti per stimolare gli studenti all’osservazione delle dinamiche organizzative e dei rapporti tra soggetti nell’impresa o nell’ente ospitante; • Le modalità di documentare l’esperienza realizzata (anche attraverso l'utilizzo di ICT) e la disseminazione dei risultati dell’esperienza In sede di consiglio di classe i progetti vengono personalizzati sulla base delle caratteristiche della classe tenendo conto di - studenti con difficoltà nel percorso scolastico, che possono trovare nell’alternanza modi alternativi di esprimere le proprie capacità; - studenti solidi dal punto di vista delle conoscenze (cosiddette “eccellenze”). - studenti diversamente abili. Per gli studenti diversamente abili, in collaborazione con il referente del gruppo H, il consiglio di classe adatterà l’esperienza ASL alle reali capacità e/o potenzialità dello studente. I periodi di alternanza sono dimensionati, per i soggetti disabili, in modo da promuoverne l'autonomia anche ai fini dell'inserimento nel mondo del lavoro. Su un altro fronte la personalizzazione riguarda: - le strutture ospitanti selezionate per accogliere gli studenti; - la costituzione di “gruppi di scopo”, come team organizzati intorno ad obiettivi comuni, capaci di condividere in modo collaborativo le competenze dei singoli e di sviluppare rapporti di fiducia e capacità di comunicazione. Ogni istituzione scolastica o consiglio di classe può individuare gli allievi rispetto alle strutture ospitanti. Fermo restando che l’alternanza coinvolge tutti gli studenti, le scuole possono decidere di selezionare gli abbinamenti (studenti-impresa o ente), all’interno di un’unica o più classi, sulla base delle attitudini e degli interessi personali dei giovani. Il periodo di stage nella struttura prescelta è in genere preceduto da un periodo di preparazione in aula, che può anche prevedere la partecipazione di esperti esterni, accompagnata successivamente da momenti di raccordo in aula tra i percorsi disciplinari e l’attività formativa esterna. La progettazione deve tener conto dei percorsi formativi e di 16
    La progettazione di un il periodo di formazione in aula per lo sviluppo di quelle conoscenze necessarie per orientarsi...
orientamento a cui parteciperanno gli studenti in preparazione dell’attività da svolgersi in situazioni di lavoro. L’istituzione scolastica o formativa dovrà verificare preliminarmente che la struttura ospitante risponda ai requisiti richiesti dalla normativa vigente. Condivisione Per attivare i progetti di ASL e garantire il coinvolgimento di tutte le parti, è necessario promuovere attività per la diffusione delle informazioni, la distribuzione di materiali, la realizzazione di attività di formazione per i docenti. Azioni e attori della Progettazione Azioni Integrazione tra fabbisogni formativi aziende e Curricolo di scuola Progettazione percorso integrato in termini di Approvazione del progetto Organizzazione Attori Strumenti Prodotti finali -Coordinatore Alternanza -Coordinatori dipartimenti --Tutor esterno Griglia di Griglia Aziende interrelazione scuolaProgrammazione azienda -Coordinatore Alternanza -Coordinatori dipartimenti --Tutor esterno Griglia di interrelazione scuolaazienda -Consigli di classe -Collegio Docenti -Consiglio di Istituto -Dirigente Scolastico -Coordinatore Alternanza Progetto integrato alternanza scuola lavoro Progetto integrato alternanza scuola lavoro Delibera di approvazione per il PTOF Progetto integrato alternanza scuola lavoro − Elenco aziende − Contatti aziende − Convenzioni − Modulistica assicurativa − Schede di valutazione 17
orientamento a cui parteciperanno gli studenti in preparazione dell   attivit   da svolgersi in situazioni di lavoro. L   ...
3. ORGANIZZAZIONE DELLE AZIONI Fasi A) Fase preparatoria B)Fase di orientamento e Formazione C)Fase operativa D) Fase di monitoraggio E) Fase della valutazione e certificazione Azioni Contenuti e finalità Azioni di progetto attivate in ambito scolastico e in ambito aziendale Sensibilizzazione, coinvolgimento e condivisione dei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro tra docenti famiglie e studenti (Per buona parte precede la progettazione ) Azioni di progetto Conoscenza di sé e delle proprie risorse, attivate in ambito del contesto, dei propri obiettivi. Il fine è la definizione di un progetto realistico che scolastico metta in relazione il soggetto con le possibilità lavorative concrete. Azioni di progetto Parte generale: attivate in ambito • modulo “sicurezza negli ambienti scolastico e in di lavoro” ambito aziendale • modulo “ privacy” • workshop curriculari ed extracurriculari volti all’orientamento Parte di indirizzo: moduli coerenti con gli obiettivi formativi del percorso scolastico Azioni di progetto Attività in azienda: attivate in ambito • Inserimento/Accoglienza scolastico e in • Attività lavorativa ambito aziendale Azioni di progetto attivate in ambito scolastico e in ambito aziendale Azioni di progetto L’accertamento delle competenze sarà attivate in ambito effettuato dal consiglio di classe in scolastico e in sinergia con tutti i soggetti coinvolti: il ambito aziendale tutor aziendale, il tutor scolastico, lo studente (autovalutazione), i docenti coinvolti. 18
3. ORGANIZZAZIONE DELLE AZIONI Fasi A  Fase preparatoria  B Fase di orientamento e Formazione  C Fase operativa  D  Fase d...
A. • FASE PREPARATORIA Comprensione e condivisione delle finalità e degli obiettivi dell’alternanza scuola lavoro all’interno del consiglio di classe • Individuazione delle U.D.A. pluridisciplinari da sviluppare all’interno del percorso all’interno del consiglio di classe • Individuazione del tutor scolastico in seno al consiglio di classe • Presentazione del progetto agli alunni • Definizione degli obiettivi e delle attività da inserire nel piano personalizzato del percorso da parte del consiglio di classe • Condivisione con le famiglie dei percorsi individualizzati definiti dal consiglio di classe 19
A.      FASE PREPARATORIA  Comprensione e condivisione delle finalit   e degli obiettivi dell   alternanza scuola lavoro a...
4. REALIZZAZIONE DEI PERCORSI ASL Azioni e attori per la Realizzazione dei percorsi Azioni Gestione del processo B) Fase di Orientamento e Formazione C) Fase Operativa B. Attori -Dirigente Scolastico -Coordinatore Alternanza -Tutor scolastico -Tutor esterno Strumenti Schede di controllo “Diario di bordo “ Prodotti finali Schede di valutazione alunno in alternanza FASE DI ORIENTAMENTO E FORMAZIONE La fase di orientamento e formazione si articolerà in due parti: una generale e una di indirizzo. La parte generale comprenderà: • modulo “sicurezza negli ambienti di lavoro” • modulo “ privacy” • workshop curriculari ed extracurriculari volti all’orientamento La parte di indirizzo comprenderà le U.D. individuate dal consiglio di classe, finalizzate all’acquisizione delle competenze indicate nel progetto. L’orientamento e la Formazione degli studenti potrà essere realizzata in orario curricolare e in orario extracurriculare (nei limiti delle disponibilità finanziarie della scuola) anche con il supporto e la collaborazione di esperti e organizzazioni provenienti dal mondo delle imprese e della formazione su argomenti riguardanti la sicurezza negli ambienti di lavoro, la privacy, l’orientamento post diploma (universitario e lavorativo), seminari e conferenze e visite guidate, in coerenza con gli obiettivi formativi del percorso di studi e del progetto. 20
4. REALIZZAZIONE DEI PERCORSI ASL Azioni e attori per la Realizzazione dei percorsi Azioni Gestione del processo B  Fase d...
C. • FASE OPERATIVA Il consiglio di classe predispone la scheda di accertamento delle abilità di ogni studente • Il consiglio di classe individua e assegna gli studenti alle aziende tenendo in considerazione gli esiti della verifica delle competenze da sviluppare nel percorso scuola lavoro • Il consiglio di classe decide le modifiche nelle programmazioni di alcune materie per consentire coerenza fra attività didattica ed esperienza in azienda • Il consiglio di classe predispone momenti di valutazione dell’esperienza mediante momenti di confronto in itinere con il tutor scolastico • Lo studente si inserisce in un processo di lavoro reale all’interno di un sistema di relazioni formali e informali. • Il tutor aziendale, sulla base della scheda di accertamento delle abilità dello studente redatta dal consiglio di classe, individua le aree aziendali in cui inserire il tirocinante • In questa fase il tutor scolastico effettua un monitoraggio assieme al tutor aziendale mediante visite e contatti telefonici 5. VALUTAZIONE E CERTIFICAZIONE D. FASE DELLA VALUTAZIONE E CERTIFICAZIONE • Scheda di valutazione del tutor scolastico • Scheda di autovalutazione dello studente • Incontro fra allievi, famiglie, tutor interno ed esterno e consiglio di classe per esporre le riflessioni sull’esperienza • Verifica risultati con il personale coinvolto nelle azioni effettuate dallo studente in azienda • Scheda di rilevazione dei risultati del tutor aziendale • Incontro scuola azienda come rendiconto finale dell’esperienza 21
C.      FASE OPERATIVA  Il consiglio di classe predispone la scheda di accertamento delle abilit   di ogni  studente      ...
Azioni e Attori della Valutazione e Certificazione delle competenze Azioni Attori Strumenti Schede di monitoraggio Lavori studenti Relazione tutor Valutazione del percorso studente -Consiglio di Classe -Tutor scolastico -Tutor aziendale Valutazione del percorso Alternanza -Dirigente scolastico Schede di monitoraggio -Coordinatore Alternanza Monitoraggi finale di istituto Lavori studenti Relazione tutor Schede controllo di gestione Valutazione finale attività di Alternanza -Collegio Docenti Monitoraggio finale di istituto Relazione finale attività di alternanza Prodotti finali Valutazione finale alunno Certificazione alunni Valutazione sulle strutture Valutazione finale Progetto Alternanza Valutazione finale Attività Alternanza 22
Azioni e Attori della Valutazione e Certificazione delle competenze Azioni  Attori  Strumenti Schede di monitoraggio Lavor...
La valutazione La valutazione rappresenta un elemento fondamentale nella verifica della qualità degli apprendimenti, alla cui costruzione concorrono differenti contesti (scuola, lavoro) e diversi soggetti (docenti/formatori/studenti), per cui è opportuno identificare le procedure di verifica e i criteri di valutazione. La valutazione di tali competenze concorre alla determinazione del voto di profitto delle discipline coinvolte nell’esperienza di alternanza e, inoltre, del voto di condotta, partecipando all’attribuzione del credito scolastico. Nella realtà operativa delle scuole gli esiti delle esperienze di alternanza risultano valutati in diversi modi; esistono, tuttavia, modalità strutturate e strumenti ricorrenti che possono essere utilizzati, adattandoli al percorso svolto (ad esempio le prove esperte, le schede di osservazione, i diari di bordo) in coerenza con le indicazioni contenute nel decreto legislativo relativo al Sistema Nazionale di certificazione delle competenze e successive integrazioni. Le fasi proposte dalle scuole per l’accertamento delle competenze risultano normalmente così declinate: • descrizione delle competenze attese al termine del percorso; • accertamento delle competenze in ingresso; • programmazione degli strumenti e azioni di osservazione; • verifica dei risultati conseguiti nelle fasi intermedie; • accertamento delle competenze in uscita. Monitoraggio del percorso formativo e del Progetto Il monitoraggio in ingresso è effettuato dai Docenti del consiglio di classe per individuare le conoscenze, abilità e competenze in vista della programmazione delle attività di alternanza. Il monitoraggio in itinere viene realizzato dai tutor interni, esterni e dal coordinatore per l’alternanza ed ha ad oggetto la realizzazione delle attività previste dal progetto 23
La valutazione La valutazione rappresenta un elemento fondamentale nella verifica della qualit   degli apprendimenti, alla...
Il monitoraggio realizzato dagli alunni, si basa sulla redazione del diario giornaliero (Diario di bordo) dove vengono registrati: - i principali processi di lavoro, fasi di attività, ruoli, prodotti, aspettative organizzative - le attività svolte e le difficoltà incontrate - il lavoro svolto, i punti di forza, le criticità rispetto alle attività svolte, l’utilizzo degli strumenti Il monitoraggio finale viene realizzato dal coordinatore per l’alternanza che deve relazionare l’attività di alternanza di istituto al collegio docenti per la valutazione delle attività realizzate nell’anno scolastico. I risultati dei percorsi di ASL di Istituto devono essere caricati dal Coordinatore sul portale del SIDI per consentire al Miur di effettuare il monitoraggio delle ASL sul territorio nazionale. Il Dirigente scolastico, al termine di ogni anno scolastico, con il supporto dei tutor interni e del Coordinatore per l’Alternanza, redige una scheda di valutazione sulle strutture con le quali sono state stipulate convenzioni per percorsi di alternanza, evidenziando la specificità del loro potenziale formativo e le eventuali difficoltà incontrate nella collaborazione. Certificazione delle competenze (formali, non formali e informali) L’accertamento delle competenze sarà effettuato dal consiglio di classe in sinergia con tutti i soggetti coinvolti: il tutor aziendale, il tutor scolastico, lo studente (autovalutazione), i docenti coinvolti. Il Consiglio di classe procede: a) alla valutazione degli esiti delle attività di alternanza e della loro ricaduta sugli apprendimenti disciplinari e sul voto di condotta; le proposte di voto dei docenti del Consiglio di classe tengono esplicitamente conto dei suddetti esiti; b) all’attribuzione dei crediti ai sensi del D.M. 20 novembre 2000, n. 429, in coerenza con i risultati di apprendimento in termini di competenze acquisite coerenti con l’indirizzo di studi frequentato. 24
Il monitoraggio realizzato dagli alunni, si basa sulla redazione del diario giornaliero  Diario di bordo  dove vengono reg...
L’incidenza delle esperienze di alternanza sul voto di condotta è collegata al comportamento dello studente durante l’attività nella struttura ospitante, valorizzando il ruolo attivo e propositivo eventualmente manifestato dall’alunno ed evidenziato dal tutor esterno. Per quanto riguarda la frequenza dello studente alle attività di alternanza, nelle more dell’emanazione della “Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuolalavoro, concernente i diritti e i doveri degli studenti della scuola secondaria di secondo grado impegnati nei percorsi di formazione, ai fini della validità del percorso di alternanza è necessaria la frequenza di almeno tre quarti del monte ore previsto dal progetto. In ordine alle condizioni necessarie a garantire la validità dell’anno scolastico ai fini della valutazione degli alunni, ai sensi dell’art.14, comma 7, del d.P.R. 22 giugno 2009, n.122 e secondo le indicazioni di cui alla circolare MIUR n. 20 del 4 marzo 2011, si specifica quanto segue: a. nell’ipotesi in cui i periodi di alternanza si svolgano durante l’attività didattica, la presenza dell’allievo registrata nei suddetti percorsi va computata ai fini del raggiungimento del limite minimo di frequenza, pari ad almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato, oltre che ai fini del raggiungimento del monte ore previsto dal progetto di alternanza; b. qualora, invece, i periodi di alternanza si svolgano, del tutto o in parte, durante la sospensione delle attività didattiche (ad esempio, nei mesi estivi), fermo restando l’obbligo di rispetto del limite minimo di frequenza delle lezioni, la presenza dell’allievo registrata durante le attività presso la struttura ospitante concorre alla validità del solo percorso di alternanza che richiede, come sopra specificato, la frequenza di almeno tre quarti del monte ore previsto dal progetto. Scopo della verifica sarà quello di accertare le reali competenze dello studente nella loro diretta applicabilità ai contesti lavorativi. 25
L   incidenza delle esperienze di alternanza sul voto di condotta    collegata al comportamento dello studente durante l  ...
A tale scopo saranno definiti strumenti per la valutazione delle competenze quali: questionari a risposta multipla o a risposta aperta. Le attività di laboratorio saranno anche utili per l’accertamento delle competenze maturate in ambiente di lavoro. Il consiglio di classe definirà un impianto che tenga conto sia dei processi di apprendimento che dei risultati affidandone la valutazione ai vari soggetti: - docenti delle materie coinvolte: valutano le competenze durante ed al termine dell’esperienza sia tenendo conto dei risultati delle prove di verifica disciplinari, che delle valutazioni espresse dai tutor aziendali; - tutor aziendale: valuta il processo di formazione e la performance dello studente tenendo conto delle competenze acquisite nell’area dei linguaggi, in quella di indirizzo, nell’uso delle tecnologie e delle competenze di cittadinanza afferenti l’attività di stage; - tutor scolastico: esprime una valutazione complessiva dell’esperienza sia in itinere, che al termine del percorso, tenendo conto delle valutazioni espresse dai soggetti coinvolti nell’esperienza; - studente attraverso l’Autovalutazione esprime, in itinere ed alla fine del percorso un giudizio sullo stage (coerenza rispetto alle aspettative, accoglienza, rapporti con i colleghi, preparazione scolastica, competenze ); - consiglio di classe: certifica, attraverso l’attestato delle competenze, l’efficacia dell’attività formativa tenendo conto della crescita professionale e personale dello studente. La certificazione delle competenze sviluppate attraverso la metodologia dell’alternanza può essere acquisita negli scrutini intermedi e finali degli anni scolastici compresi nel secondo biennio e nell’ultimo anno del corso di studi. In tutti i casi, tale certificazione deve essere acquisita entro la data dello scrutinio di ammissione agli esami di Stato e inserita nel curriculum dello studente. I modelli di certificazione, elaborati e compilati d’intesa tra scuola e soggetto ospitante, fanno riferimento agli elementi minimi di attestazione indicati dall’art. 6 del decreto legislativo 13/2013 e riportano i seguenti elementi: a) i dati anagrafici del destinatario; 26
A tale scopo saranno definiti strumenti per la valutazione delle competenze quali  questionari a risposta multipla o a ris...
b) i dati dell’istituto scolastico; c) i riferimenti alla tipologia e ai contenuti dell’accordo che ha permesso il percorso in alternanza; d) le competenze acquisite, indicando, per ciascuna di esse, il riferimento all’ordinamento e all’indirizzo di studio ; e) i dati relativi ai contesti di lavoro in cui lo stage/tirocinio si è svolto, le modalità di apprendimento e valutazione delle competenze; f) la lingua utilizzata nel contesto lavorativo. Nel curriculum di ciascuno studente, da inserire nel Portale unico dei dati della scuola, di cui all’articolo 1, commi 28 e 136 della legge 107/2015, le istituzioni scolastiche includono le esperienze condotte dal medesimo in regime di alternanza, ai fini della mappatura delle competenze e della loro valutazione nell’ambito dell’esame di Stato. Nel caso di durata pluriennale, in funzione dell’ammissione all’anno successivo, possono essere certificati crediti acquisiti a conclusione dell’anno scolastico in cui si è realizzato il percorso in alternanza. Nella valutazione dei percorsi in regime di alternanza scuola lavoro per gli alunni diversamente abili, con disturbi specifici di apprendimento (DSA) e bisogni educativi speciali (BES), valgono le stesse disposizioni compatibilmente con quanto previsto dalla normativa vigente. Per l’esame di Stato le commissioni predispongono la terza prova scritta secondo le tipologie indicate dall'articolo 2, comma 1, lettere e) ed f), del D.M. 20 Novembre 2000, n. 429, tenendo conto anche delle competenze, conoscenze ed abilità acquisite dagli allievi e certificate congiuntamente dalla scuola e dalla struttura ospitante, nell’ambito delle esperienze condotte in alternanza. 27
b  i dati dell   istituto scolastico  c  i riferimenti alla tipologia e ai contenuti dell   accordo che ha permesso il per...
Monitoraggio e valutazione MIUR E USR I percorsi di alternanza sono oggetto di monitoraggio (qualitativo e quantitativo) e valutazione da parte del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, con il supporto tecnico e metodologico dell’INDIRE. Al riguardo, si evidenziano alcuni indicatori di qualità: la coerenza tra gli esiti delle indagini sui fabbisogni professionali del territorio; le proposte delle istituzioni scolastiche e formative e le attitudini degli studenti; la presenza di un accordo stipulato all’interno della rete territoriale/provinciale/regionale; la presenza di partenariati con esperienze diversificate; la descrizione delle attività svolte anche in contesti lavorativi; l’individuazione degli strumenti per la valutazione delle competenze da certificare; la descrizione delle competenze attese dai percorsi di alternanza; la coincidenza tra i desiderata delle strutture ospitanti e i risultati raggiunti in termini di competenze specifiche e comuni; il monitoraggio e la valutazione in itinere e in esito. Il monitoraggio quantitativo è operato dal MIUR attraverso l'inserimento diretto dei dati sul portale di Servizio SIDI. Questo monitoraggio è finalizzato alla rilevazione delle attività di alternanza progettate dalle scuole, alla loro tipologia e ambito, al numero e alla tipologia delle strutture ospitanti, al numero degli studenti che vi partecipano e alle certificazioni rilasciate all'esito dei percorsi. Il monitoraggio qualitativo ha, invece, lo scopo di osservare il sistema dell'alternanza scuola lavoro rilevando l'efficacia dei percorsi attivati dalle scuole, anche in termini di obiettivi di apprendimento, valutazione e certificazione delle competenze, ricadute occupazionali per gli allievi che vi hanno partecipato e criticità Il decreto ministeriale 16 giugno 2015, n. 435, all'articolo 39, disciplina il monitoraggio dell'andamento e delle ricadute delle attività progettuali relative all'alternanza scuola lavoro, assegnando agli Uffici Scolastici Regionali il compito di predisporre, con cadenza semestrale, un rapporto sintetico sulle attività e, per ciascun progetto, un report in conformità a un format che la Direzione generale per le risorse umane e finanziarie rende disponibile alle Direzioni generali competenti. Tale attività ha lo scopo di raccogliere dati e informazioni utili per confermare o correggere le attività progettuali da realizzare, anche nell'ottica di un’efficace integrazione con i Sistemi informativi e altre forme di monitoraggio attive o in 28
Monitoraggio e valutazione MIUR E USR I percorsi di alternanza sono oggetto di monitoraggio  qualitativo e quantitativo  e...
corso di attivazione. Le risposte al monitoraggio vengono elaborate e messe a disposizione delle Istituzioni scolastiche ai fini della Autovalutazione di Istituto. L’attività di monitoraggio e valutazione è rafforzata della redazione in capo al dirigente scolastico, al termine di ogni anno scolastico, di una scheda di valutazione sulle strutture con le quali sono state stipulate convenzioni, evidenziando la specificità del loro potenziale formativo e le eventuali difficoltà incontrate nella collaborazione. MODULISTICA ASL Convenzione Alternanza Scuola-Lavoro Scheda di progetto Lettera di comunicazione alle famiglie Comunicazione nominativi studenti e sedi di stage Questionario sulle aspettative da parte degli studenti Progetto formativo e di orientamento Patto formativo studente Indicazioni organizzative e comportamentali Diario di bordo Foglio presenze studente Valutazione dell'allievo da parte dell'azienda Schema relazione finale studente Questionario di autovalutazione dello studente dopo l’esperienza di ASL Schede di valutazione del Tutor aziendale dell’esperienza di Alternanza (per ciascuno studente) Scheda di valutazione del Tutor scolastico sull’esperienza di Alternanza Valutazione rischio in aziende ospitanti Attestato azienda Certificato delle competenze 29
corso di attivazione. Le risposte al monitoraggio vengono elaborate e messe a disposizione delle Istituzioni scolastiche a...
III. RISORSE FINANZIARIE Tipologia di risorse per l’Alternanza Le risorse finanzia di cui può disporre l’Istituzione scolastica si riferiscono a: a. Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche ex legge 440/97 b. Fondi di cui all'articolo 1, comma 39, della legge 107/2015 c. Fondi europei PON 2014-2020 obiettivo convergenza d. Fondo Sociale Europeo destinate all’alternanza scuola lavoro a. L'assegnazione delle risorse finanziarie al Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche ex legge 440/97 relative alle attività di alternanza è subordinata alla ricezione, da parte della Direzione generale per le risorse umane e finanziarie, unitamente alle informazioni di cui all'allegato 2 al DM in esame, della documentazione comprovante il corretto espletamento delle procedure per l'individuazione delle istituzioni scolastiche beneficiarie dei finanziamenti (avviso con specifiche dei progetti e criteri, verbali di esame dei progetti, decreto di individuazione dei beneficiari. ecc.), alla cui trasmissione dovranno provvedere gli UU.SS.RR. competenti. Si stima che la quota pro-capite spettante ad ogni studente partecipante alle attività di alternanza, a carico del Fondo in esame, possa variare da euro 20,00 a euro 25,00. b. Fondo di cui all'articolo 1, comma 39, legge 107/2015 , La quota pro-capite spettante ad ogni studente partecipante alle attività di alternanza, a carico del Fondo in esame, può variare da euro 50,00 a euro 60,00 negli istituti tecnici e professionali, riducendosi alla metà nei licei, per effetto del minor numero di ore di alternanza previste. c. Risorse del Fondo Sociale Europeo derivanti dal P.O.N. “Per la Scuola” Il Programma Operativo Nazionale “Per la Scuola” 2014-2020, a titolarità del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, è un programma plurifondo finalizzato al miglioramento del servizio istruzione. Tale obiettivo è perseguito attraverso una forte integrazione tra investimenti finanziati dal F.S.E. per la formazione e il miglioramento delle competenze e dal F.E.S.R. per gli investimenti infrastrutturali. 30
III.  RISORSE FINANZIARIE  Tipologia di risorse per l   Alternanza Le risorse finanzia di cui pu   disporre l   Istituzion...
Le competenze da acquisire in esito ai percorsi di alternanza scuola lavoro rientrano tra gli obiettivi di finanziamento per la formazione e il miglioramento delle competenze, da assegnare alle istituzioni scolastiche sulla base dei progetti presentati all’autorità del P.O.N., riportanti le tipologie di spese ammissibili. L’apertura del finanziamento anche alle regioni diverse da quelle rientranti nell’”Obiettivo convergenza” permetterà alle istituzioni scolastiche di tutto il territorio nazionale di accedere ai fondi per l’alternanza scuola lavoro, nei limiti delle risorse destinate alle suddette regioni. È in corso di predisposizione la nota di questo Ministero contenente l’Avviso pubblico per la realizzazione delle attività previste dal Fondo, con le modalità di partecipazione e le specifiche per accedere ai finanziamenti. d. L’assegnazione delle risorse al Fondo Sociale Europeo destinate all’alternanza scuola lavoro avviene su base progettuale. Rendicontazione finanziaria delle attività di ASL La fase di rendicontazione delle attività di alternanza costituisce un passaggio delicato e importante per la successiva erogazione dei finanziamenti. Relativamente al Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche - ex legge 440/97, l’articolo 37 del DM 435/2015 prevede l'obbligo di rendicontazione, da parte delle istituzioni scolastiche, di ogni specifico progetto relativo alle attività di alternanza, con l’approvazione dei revisori dei conti delle istituzioni medesime. Relativamente alle risorse del Fondo di cui all'articolo 1, comma 39, legge 107/2015 gli obblighi di rendicontazione a carico delle istituzioni scolastiche, seguono i principi e le regole dettate dal decreto ministeriale de quo con riguardo al Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche erogato per le esigenze amministrative e didattiche delle scuole. Relativamente agli obblighi di rendicontazione delle spese ammissibili al finanziamento del Programma Operativo Nazionale “Per la Scuola” 2014-2020, a titolarità del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si rinvia alle istruzioni dell’Autorità del P.O.N., in via di emanazione. 31
Le competenze da acquisire in esito ai percorsi di alternanza scuola lavoro rientrano tra gli obiettivi di finanziamento p...
IV. RIFERIMENTI NORMATIVI Dopo una fase sperimentale, l’Alternanza Scuola Lavoro è stata introdotta come modalità di realizzazione dei percorsi del secondo ciclo con la legge delega 53/2003 e disciplinata dal Dlgs 77/05 quale metodologia didattica per consentire agli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età di realizzare gli studi del secondo ciclo anche alternando periodi di studio e di lavoro. Il nuovo ordinamento degli istituti tecnici, professionali e dei licei ha poi richiamato l'attenzione dei docenti e dei dirigenti scolastici su stage, tirocini e alternanza scuola lavoro quali strumenti didattici per la realizzazione dei percorsi di studio ( D.P.R. 15 marzo 2010, n.88). Con la Legge 107/2015 l’Alternanza Scuola Lavoro, rivolta a tutti gli studenti del secondo biennio e dell'ultimo anno, è stata resa obbligatoria con un monte ore minimo da realizzare nell’ultimo triennio, di 400 ore per tutti gli indirizzi degli istituti tecnici e professionali e di 200 ore per i licei. - Art 18. LEGGE 24 GIUGNO 1997, N. 196 (Tirocini formativi e di orientamento) 1. Al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, attraverso iniziative di tirocini pratici e stages a favore di soggetti che hanno già assolto l'obbligo scolastico ai sensi della legge 31 dicembre 1962, n. 1859, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della pubblica istruzione, dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, da adottarsi ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono emanate, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, disposizioni nel rispetto dei seguenti principi e criteri generali: a) possibilità di promozione delle iniziative, nei limiti delle risorse rese disponibili dalla vigente legislazione, anche su proposta degli enti bilaterali e delle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, da parte di soggetti pubblici o a partecipazione pubblica e di soggetti privati non aventi scopo di lucro, in possesso degli specifici requisiti preventivamente determinati in funzione di idonee garanzie all'espletamento delle iniziative medesime e in particolare: agenzie regionali per l'impiego e uffici periferici del Ministero 32
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del lavoro e della previdenza sociale; università; provveditorati agli studi; istituzioni scolastiche statali e istituzioni scolastiche non statali che rilascino titoli di studio con valore legale; centri pubblici di formazione e/o orientamento, ovvero a partecipazione pubblica o operanti in regime di convenzione ai sensi dell'articolo 5 della legge 21 dicembre 1978, n. 845; comunità terapeutiche, enti ausiliari e cooperative sociali, purché iscritti negli specifici albi regionali, ove esistenti; servizi di inserimento lavorativo per disabili gestiti da enti pubblici delegati dalla regione; b) attuazione delle iniziative nell'ambito di progetti di orientamento e di formazione, con priorità per quelli definiti all'interno di programmi operativi quadro predisposti dalle regioni, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale; c) svolgimento dei tirocini sulla base di apposite convenzioni intervenute tra i soggetti di cui alla lettera a) e i datori di lavoro pubblici e privati; d) previsione della durata dei rapporti, non costituenti rapporti di lavoro, in misura non superiore a dodici mesi, ovvero a ventiquattro mesi in caso di soggetti portatori di handicap, da modulare in funzione della specificità dei diversi tipi di utenti; e) obbligo da parte dei soggetti promotori di assicurare i tirocinanti mediante specifica convenzione con l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e per la responsabilità civile e di garantire la presenza di un tutore come responsabile didattico-organizzativo delle attività; nel caso in cui i soggetti promotori siano le agenzie regionali per l'impiego e gli uffici periferici del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, il datore di lavoro ospitante può stipulare la predetta convenzione con l'INAIL direttamente e a proprio carico; f) attribuzione del valore di crediti formativi alle attività svolte nel corso degli stages e delle iniziative di tirocinio pratico di cui al comma 1 da utilizzare, ove debitamente certificati, per l'accensione di un rapporto di lavoro; g) possibilità di ammissione, secondo modalità e criteri stabiliti con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, e nei limiti delle risorse finanziarie preordinate allo scopo nell'ambito del Fondo di cui all'articolo 1 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, 33
del lavoro e della previdenza sociale  universit    provveditorati agli studi  istituzioni scolastiche statali e istituzio...
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, al rimborso totale o parziale degli oneri finanziari connessi all'attuazione di progetti di tirocinio di cui al presente articolo a favore dei giovani del Mezzogiorno presso imprese di regioni diverse da quelle operanti nella predetta area, ivi compresi, nel caso in cui i progetti lo prevedano, gli oneri relativi alla spesa sostenuta dall'impresa per il vitto e l'alloggio del tirocinante; - art. 4. LEGGE DELEGA n. 53/03 L’Alternanza Scuola Lavoro è stata introdotta come “modalità di realizzazione del percorso formativo progettata, attuata e valutata dall'istituzione scolastica e formativa in collaborazione con le imprese, con le rispettive associazioni di rappresentanza e con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, che assicuri ai giovani, oltre alla conoscenza di base, l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro” - DECRETO LGS. n. 77 del 15 aprile del 2005 disciplina l’Alternanza Scuola Lavoro quale metodologia didattica del sistema di istruzione per consentire agli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età di realizzare gli studi del secondo ciclo anche alternando periodi di studio e di lavoro. ART. 1 (Ambito di applicazione) Il presente decreto disciplina l'Alternanza Scuola Lavoro, di seguito denominata "alternanza", come modalità di realizzazione dei corsi del secondo ciclo, sia nel sistema dei licei sia nel sistema dell'istruzione e della formazione professionale, per assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro. Gli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età, salva restando la possibilità di espletamento del diritto - dovere con il contratto di apprendistato ai sensi dell'articolo 48 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276, possono presentare la richiesta di svolgere, con la predetta modalità e nei limiti delle risorse di cui all'articolo 9, comma 1, l'intera formazione dai 15 ai 18 anni o parte di essa, attraverso l'alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa. 34
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, al rimborso totale o parziale degli oneri finanziari co...
I percorsi in alternanza sono progettati, attuati, verificati e valutati, sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro. Le istituzioni scolastiche e formative, nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, destinano specifiche risorse alle attività di progettazione dei percorsi in Alternanza Scuola Lavoro. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alle scuole, enti e istituti di formazione e istruzione militare. ART. 2 (Finalità dell'alternanza) Nell'ambito del sistema dei licei e del sistema dell'istruzione e della formazione professionale, la modalità di apprendimento in alternanza, quale opzione formativa rispondente ai bisogni individuali di istruzione e formazione dei giovani, persegue le seguenti finalità: attuare modalità di apprendimento flessibili e equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo, rispetto agli esiti dei percorsi del secondo ciclo, che colleghino sistematicamente la formazione in aula con l'esperienza pratica; arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l'acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro; favorire l'orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali; realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile che consenta la partecipazione attiva dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, nei processi formativi; correlare l'offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio. 35
I percorsi in alternanza sono progettati, attuati, verificati e valutati, sotto la responsabilit   dell istituzione scolas...
ART. 3 (Realizzazione dei percorsi in alternanza) Ferme restando le competenze delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano in materia di programmazione territoriale dell'offerta formativa, le istituzioni scolastiche o formative, singolarmente o in rete, stipulano, nei limiti degli importi allo scopo annualmente assegnati nell'ambito delle risorse di cui all'articolo 9, comma 1, apposite convenzioni, a titolo gratuito, con i soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, secondo quanto previsto ai commi 2 e 3 del presente articolo. Ai fini dello sviluppo, nelle diverse realtà territoriali, dei percorsi di cui all'articolo 1 che rispondano a criteri di qualità sotto il profilo educativo ed ai fini del monitoraggio e della valutazione dell'Alternanza Scuola Lavoro, nonché ai fini di cui al comma 3, è istituito, a livello nazionale, un apposito Comitato, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro delle attività produttive, previa intesa in sede di Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281. Il Comitato è istituito assicurando la rappresentanza dei soggetti istituzionali interessati, delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e delle rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro. Per la valutazione dei percorsi il Comitato si coordina con l'Istituto nazionale di valutazione del sistema dell'istruzione (INVALSI), di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 19 novembre 2004, n.286. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281, sulla base delle indicazioni del comitato di cui al comma 2, sono definiti: i criteri generali cui le convenzioni devono fare riferimento; le risorse finanziarie annualmente assegnate alla realizzazione dell'alternanza, e i criteri e le modalità di ripartizione delle stesse al fine di contenere la spesa entro i limiti delle risorse disponibili; 36
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i requisiti che i soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, devono possedere per contribuire a realizzare i percorsi in alternanza, con particolare riferimento all'osservanza delle norme vigenti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e di ambiente ed all'apporto formativo nei confronti degli studenti ed al livello di innovazione dei processi produttivi e dei prodotti; le modalità per promuovere a livello nazionale il confronto fra le diverse esperienze territoriali e per assicurare il perseguimento delle finalità di cui al comma 2; il modello di certificazione per la spendibilità a livello nazionale delle competenze e per il riconoscimento dei crediti di cui all'articolo 6. Le convenzioni di cui al comma 1, in relazione al progetto formativo, regolano i rapporti e le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti nei percorsi in alternanza, ivi compresi gli aspetti relativi alla tutela della salute e della sicurezza dei partecipanti. ART. 4 (Organizzazione dei percorsi in alternanza) I percorsi in alternanza hanno una struttura flessibile e si articolano in periodi di formazione in aula e in periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro, che le istituzioni scolastiche e formative progettano e attuano sulla base delle convenzioni di cui all'articolo 3. I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro fanno parte integrante dei percorsi formativi personalizzati volti alla realizzazione del profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi e degli obiettivi generali e specifici di apprendimento stabiliti a livello nazionale e regionale. I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro sono articolati secondo criteri di gradualità e progressività che rispettino lo sviluppo personale, culturale e professionale degli studenti in relazione alla loro età, e sono dimensionati tenendo conto degli obiettivi formativi dei diversi percorsi del sistema dei licei e del sistema dell'istruzione e della formazione professionale, nonché sulla base delle capacità di accoglienza dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 2. 37
i requisiti che i soggetti di cui all articolo 1, comma 2, devono possedere per contribuire a realizzare i percorsi in alt...
Nell'ambito dell'orario complessivo annuale dei piani di studio, i periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro, previsti nel progetto educativo personalizzato relativo al percorso scolastico o formativo, possono essere svolti anche in periodi diversi da quelli fissati dal calendario delle lezioni. I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro sono dimensionati, per i soggetti disabili, in modo da promuoverne l'autonomia anche ai fini dell'inserimento nel mondo del lavoro. I percorsi in alternanza sono definiti e programmati all'interno del piano dell'offerta formativa e sono proposti alle famiglie e agli studenti in tempi e con modalità idonei a garantirne la piena fruizione. ART. 5 (Funzione tutoriale) Nei percorsi in alternanza la funzione tutoriale è preordinata alla promozione delle competenze degli studenti e al raccordo tra l'istituzione scolastica o formativa, il mondo del lavoro e il territorio. La funzione tutoriale personalizzata per gli studenti in alternanza è svolta dal docente tutor interno di cui al comma 2 e dal tutor esterno di cui al comma 3. Il docente tutor interno, designato dall'istituzione scolastica o formativa tra coloro che, avendone fatto richiesta, possiedono titoli documentabili e certificabili, svolge il ruolo di assistenza e guida degli studenti che seguono percorsi in alternanza e verifica, con la collaborazione del tutor esterno di cui al comma 3, il corretto svolgimento del percorso in alternanza. Il tutor formativo esterno, designato dai soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, disponibili ad accogliere gli studenti, favorisce l'inserimento dello studente nel contesto operativo, lo assiste nel percorso di formazione sul lavoro e fornisce all'istituzione scolastica o formativa ogni elemento atto a verificare e valutare le attività dello studente e l'efficacia dei processi formativi. Lo svolgimento dei predetti compiti non deve comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 38
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I compiti svolti dal tutor interno di cui al comma 2 sono riconosciuti nel quadro della valorizzazione della professionalità del personale docente. -. Ai fini di un costruttivo raccordo tra l'attività di formazione svolta nella scuola e quella realizzata in azienda sono previsti interventi di formazione in servizio, anche congiunta, destinati prioritariamente al docente tutor interno ed al tutor esterno. ART. 6 (Valutazione, certificazione e riconoscimento dei crediti) I percorsi in alternanza sono oggetto di verifica e valutazione da parte dell'istituzione scolastica o formativa. Fermo restando quanto previsto all'articolo 4 della legge 28 marzo 2003 n. 53 e dalle norme vigenti in materia, l'istituzione scolastica o formativa, tenuto conto delle indicazioni fornite dal tutor formativo esterno, valuta gli apprendimenti degli studenti in alternanza e certifica, sulla base del modello di cui all'articolo 3, comma 3, lettera e), le competenze da essi acquisite, che costituiscono crediti, sia ai fini della prosecuzione del percorso scolastico o formativo per il conseguimento del diploma o della qualifica, sia per gli eventuali passaggi tra i sistemi ivi compresa l'eventuale transizione nei percorsi di apprendistato. La valutazione e la certificazione delle competenze acquisite dai disabili che frequentano i percorsi in alternanza sono effettuate a norma della legge 5 febbraio 1992, n. 104, con l'obiettivo prioritario di riconoscerne e valorizzarne il potenziale, anche ai fini dell'occupabilità. Le istituzioni scolastiche o formative rilasciano, a conclusione dei percorsi in alternanza, in aggiunta alla certificazione prevista dall'articolo 3, comma 1 lett. a) della legge n.53/2003, una certificazione relativa alle competenze acquisite nei periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro. ART. 7 (Percorsi integrati) 39
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Le istituzioni scolastiche, a domanda degli interessati e d'intesa con le Regioni, nell'ambito dell'Alternanza Scuola Lavoro, possono collegarsi con il sistema dell'istruzione e della formazione professionale per la frequenza, negli istituti d'istruzione e formazione professionale, di corsi integrati, attuativi di piani di studio progettati d'intesa tra i due sistemi e realizzati con il concorso degli operatori di ambedue i sistemi. ART. 8 (Disposizioni particolari per le Regioni a statuto speciale e per le Province Autonome di Trento e di Bolzano). Sono fatte salve le competenze delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano in conformità ai rispettivi statuti e relative norme di attuazione, nonché alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3. ART. 9 (Risorse) All'onere derivante dall'attuazione degli interventi del presente decreto nel sistema dell'istruzione, nel limite massimo di 10 milioni di euro per il 2005 e di 30 milioni di euro a decorrere dal 2006, si provvede a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4 della legge 18 dicembre 1997, n.440, come determinata dalla tabella C allegata alla legge 30 dicembre 2004, n.311. Nell'ambito delle risorse di cui al comma 1, per il funzionamento del Comitato per il monitoraggio e la valutazione dell'Alternanza Scuola Lavoro di cui all'articolo 3, comma 2, è autorizzata la spesa annua di 15.500 euro. Per la realizzazione degli interventi di cui al presente decreto nel sistema dell'istruzione e formazione professionale concorrono, nella percentuale stabilita nella programmazione regionale, le risorse destinate ai percorsi di formazione professionale a valere sugli stanziamenti previsti dall'articolo 68, comma 4, lettera a) della legge 17 maggio 1999, n.144 e successive modificazioni. - Il D.M. 47 del 13 giugno 2006 prevede la “flessibilità organizzativa, didattica e di autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo, secondo quanto previsto dal piano 40
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dell’offerta formativa di ciascuna istituzione scolastica”, utilizzando nell’ambito del monte ore curricolare la flessibilità, prevista fino al massimo del 20%. - Legge 296/06 comma 622 eleva l’età per l’accesso al lavoro da 15 a 16 anni. - DPR 87, 88, 89 15/03/2010 Regolamenti di riordino degli istituti professionali, degli istituti tecnici e dei licei. "creazione di un raccordo più stretto con il mondo del lavoro e delle professioni, compreso il volontariato e il privato sociale, attraverso la più ampia diffusione di stage, tirocini, Alternanza Scuola Lavoro". - Legge di riforma n. 107/15 (Buona Scuola) all'art. 1 dal comma 33 al comma 44 rende obbligatori i percorsi in Alternanza Scuola Lavoro per tutti gli alunni dell'ultimo triennio delle scuole secondarie di secondo grado. ART. 1 …………. 33. Al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti, i percorsi di alternanza scuola‐lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, sono attuati, negli istituti tecnici e professionali, per una durata complessiva, nel secondo biennio e nell'ultimo anno del percorso di studi, di almeno 400 ore e, nei licei, per una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio. Le disposizioni del primo periodo si applicano a partire dalle classi terze attivate nell'anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. I percorsi di alternanza sono inseriti nei piani triennali dell'offerta formativa. 34. All'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, dopo le parole: «ivi inclusi quelli del terzo settore,» sono inserite le seguenti: «o con gli ordini professionali, ovvero con i musei e gli altri istituti pubblici e privati operanti nei settori del patrimonio e delle attività culturali, artistiche e musicali, nonché' con enti che svolgono attività afferenti al patrimonio ambientale o con enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI,». 35. L'alternanza scuola‐lavoro può essere svolta durante la sospensione delle attività didattiche secondo il programma formativo e le modalità di verifica ivi stabilite nonché' con 41
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la modalità dell'impresa formativa simulata. Il percorso di alternanza scuola‐lavoro si può realizzare anche all'estero. 36. All'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 34 e 35 si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 37. All'articolo 5, comma 4‐ter, del decreto‐legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, il primo periodo e' sostituito dal seguente: «Ai fini dell'attuazione del sistema di alternanza scuola‐lavoro, delle attività di stage, di tirocinio e di didattica in laboratorio, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione nel caso di coinvolgimento di enti pubblici, sentito il Forum nazionale delle associazioni studentesche di cui all'articolo 5‐bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1996, n. 567, e successive modificazioni, è adottato un regolamento, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con cui è definita la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola‐lavoro, concernente i diritti e i doveri degli studenti della scuola secondaria di secondo grado impegnati nei percorsi di formazione di cui all'articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53, come definiti dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, con particolare riguardo alla possibilità per lo studente di esprimere una valutazione sull'efficacia e sulla coerenza dei percorsi stessi con il proprio indirizzo di studio». 38. Le scuole secondarie di secondo grado svolgono attività di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili, mediante l'organizzazione di corsi rivolti agli studenti inseriti nei percorsi di alternanza scuola‐lavoro ed effettuati secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. 39. Per le finalità di cui ai commi 33, 37 e 38, nonché' per l'assistenza tecnica e per il monitoraggio dell'attuazione delle attività ivi previste, è autorizzata la spesa di euro 100 milioni annui a decorrere dall'anno 2016. Le risorse sono ripartite tra le istituzioni scolastiche ai sensi del comma 11. 42
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40. Il dirigente scolastico individua, all'interno del registro di cui al comma 41, le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili all'attivazione dei percorsi di cui ai commi da 33 a 44 e stipula apposite convenzioni anche finalizzate a favorire l'orientamento scolastico e universitario dello studente. Analoghe convenzioni possono essere stipulate con musei, istituti e luoghi della cultura e delle arti performative, nonché' con gli uffici centrali e periferici del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Il dirigente scolastico, al termine di ogni anno scolastico, redige una scheda di valutazione sulle strutture con le quali sono state stipulate convenzioni, evidenziando la specificità del loro potenziale formativo e le eventuali difficoltà incontrate nella collaborazione. 41. A decorrere dall'anno scolastico 2015/2016 è istituito presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura il registro nazionale per l'alternanza scuola‐lavoro. Il registro e' istituito d'intesa con il Ministero dell'istruzione, dell’università e della ricerca, sentiti il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dello sviluppo economico, e consta delle seguenti componenti: a) un'area aperta e consultabile gratuitamente in cui sono visibili le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili a svolgere i percorsi di alternanza. Per ciascuna impresa o ente il registro riporta il numero massimo degli studenti ammissibili nonché' i periodi dell'anno in cui è possibile svolgere l’attività di alternanza; b) una sezione speciale del registro delle imprese di cui all'articolo 2188 del codice civile, a cui devono essere iscritte le imprese per l'alternanza scuola‐lavoro; tale sezione consente la condivisione, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, delle informazioni relative all'anagrafica, all’attività svolta, ai soci e agli altri collaboratori, al fatturato, al patrimonio netto, al sito internet e ai rapporti con gli altri operatori della filiera delle imprese che attivano percorsi di alternanza. 42. Si applicano, in quanto compatibili, i commi 3, 4, 5, 6 e 7 dell'articolo 4 del decreto‐ legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33. 43. All'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 41 e 42 si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 43
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44. Nell'ambito del sistema nazionale di istruzione e formazione e nel rispetto delle competenze delle regioni, al potenziamento e alla valorizzazione delle conoscenze e delle competenze degli studenti del secondo ciclo nonché' alla trasparenza e alla qualità dei relativi servizi possono concorrere anche le istituzioni formative accreditate dalle regioni per la realizzazione di percorsi di istruzione e formazione professionale, finalizzati all'assolvimento del diritto‐dovere all'istruzione e alla formazione. L'offerta formativa dei percorsi di cui al presente comma e' definita, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell'istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Al fine di garantire agli allievi iscritti ai percorsi di cui al presente comma pari opportunità rispetto agli studenti delle scuole statali di istruzione secondaria di secondo grado, si tiene conto, nel rispetto delle competenze delle regioni, delle disposizioni di cui alla presente legge. All'attuazione del presente comma si provvede nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente e della dotazione organica dell'autonomia e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. - con la Guida Operativa trasmessa alle scuole con lettera del Ministro Giannini in data 8/10/2015, il MIUR ha fornito indicazioni operative sull'Alternanza Scuola Lavoro. 44
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Bibliografia Costruire insieme l’Alternanza Scuola-Lavoro (D.LGS. 15 aprile 2005, n. 77) INDIRE SCUOLALAVORO 2013 Guida operativa alternanza scuola/lavoro MIUR Progettazione di un percorso di Alternanza Scuola-Lavoro Prof. Rita Coccia Dirigente Scolastico I.T.T.S. Volta Perugia Dossier alternanza scuola/lavoro USR Lombardia “Strumenti ed esempi di materiali ‐ Guida alla lettura”. 23 DD.PP.RR. 15 marzo 2010, n. 87, n. 88, n. 89. AA. VV. (2005), “Alternanza scuola – lavoro, 2005. Esperienze venete” Alternanza scuola lavoro: un modello di apprendimento Autore Bozzi Laura Editore Angeli 2005 AA. VV. (Ufficio Scolastico Regionale Emilia Romagna e Unioncamere Emilia-Romagna, 2006), ‘Alternanza scuola-lavoro e sistema camerale. I risultati del primo anno di sperimentazione in Emilia-Romagna’ Ottaviano Rosa (a cura di) (2005), “Scuola e lavoro: l’esperienza dell’alternanza in Lombardia”, La Nuova Italia, Milano Sitografia http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/dg-ifts/area-alternanza-scuola-lavoro http://kitstage.assolombarda.it/regole/le-tipologie-di-stage/appalternanzascuolalavoro.html http://www.istruzione.it/allegati/2015/guidaASLinterattiva.pdf http://www.tecnicadellascuola.it/images/Varie/SCHEDA_NOVITA_LEGGE_107.pdf http://www.orizzontescuola.it/riforma-della-scuola-spiegata-30-slide/ http://www.rer.camcom.it/ufficio_stampa/alternanza.html 45
Bibliografia Costruire insieme l   Alternanza Scuola-Lavoro  D.LGS. 15 aprile 2005, n. 77  INDIRE SCUOLALAVORO 2013 Guida ...
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